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CALCIO AI NEGAZIONISTI

Terra dei fuochi e Taranto, ecco il rapporto Sentieri che conferma: qui tumori in crescita

Ambiente, DueSicilieOggi, Italia | 4 Luglio 2014

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Non è una sopresa, ma un calcio nel posteriore per i negazionisti: nella “terra dei fuochi” e a Taranto si muore di più che nel resto delle rispettive regioni, ci si ammala e si viene ricoverati più spesso a causa dei tumori: a mettere nero su bianco i sospetti di questi ultimi anni è stato l’Istituto superiore di Sanità, che ha pubblicato l’aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri.

Una risposta agli stessi ministri della Salute negazionisti, da Balduzzi alla Lorenzin, che negli anni scorsi avevano negato la gravità della situazione. Invece per la “terra dei fuochi”, i dati parlano di un «eccesso di mortalità», rispetto al resto della Campania, del 10% per gli uomini e del 13% per le donne nei Comuni in provincia di Napoli, mentre per quelli in provincia di Caserta è rispettivamente del 4 e del 6%, con un eccesso di ricoveri per una serie di tumori. Il quadro epidemiologico è “caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l`esposizione a un insieme di inquinanti ambientali che possono essere emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi o di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani”, si legge nella sintesi pubblicata dl’Iss.

Maria Triassi, docente di Salute pubblica dell’Università Federico II di Napoli, ha spiegato che «per anni non si è data alla questione ambientale la giusta importanza: la mortalità aumentata ora va approfondita, per verificare l’influenza di fattori esterni a quello ambientale, come lo stile di vita, ma è innegabile che serve più attenzione e un lavoro più approfondito, per esempio unificando i dati di Arpa e Asl, perché non si può ragionare con l’ambiente distinto dalla salute».

Diversi sono i tumori che hanno visto un’impennata nella zona, da quelli dello stomaco, del fegato e del pancreas sino ad arrivare a quelli al seno: «Purtroppo il problema dei rifiuti è stato ignorato per decenni – ha sottolineato la Triassi – La nostra società ne produce, ma non si è mai preoccupata di come smaltirli. Sono certa che ci sono molte altre situazioni simili in Italia e nel Mondo».

Per quanto riguarda Taranto, lo studio ha confermato gli eccessi di mortalità e ricoveri delle edizioni precedenti, con in più i dati, preoccupanti, sulla condizione infantile: la mortalità infantile registrata per tutte le cause è maggiore del 21% rispetto alla media regionale, mentre nell’area sottoposta a rilevamenti c’è un eccesso di incidenza di tutti i tumori nella fascia 0-14 anni pari al 54%, mentre nel primo anno di vita l’eccesso di mortalità per tutte le cause è del 20%.

Per alcune malattie di origine prenatale, iniziate cioè durante la gravidanza, l’aumento della mortalità è invece del 45%.

Secondo l’Iss, «lo studio conferma le criticità del profilo sanitario della popolazione di Taranto emerse in precedenti indagini. Le analisi effettuate utilizzando i 3 indicatori sanitari sono coerenti nel segnalare eccessi di rischio per le patologie per le quali è verosimile presupporre un contributo eziologico delle contaminazioni ambientali che caratterizzano l’area in esame, come causa o concausa».

IN ALLEGATO: Aggiornamento 2014 -Taranto-e-Terra-Dei-Fuochi-Studio-Sentieri

Gabriella Martini

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Luglio 2014 e modificato l'ultima volta il 4 Luglio 2014

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