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CALCIO E SBADIGLI

Un buon Napoli non basta: gli Azzurri cedono 2-0 all’Inter

Sport | 28 Luglio 2020

Prendete un enorme telo bianco e stendetelo per bene su questo ultimo scorcio di campionato del Napoli, fino a coprirlo interamente e a non lasciarne scoperta neanche una traccia. Vuoi per il caldo che contrae i ritmi di gioco, vuoi per le motivazioni e per l’agonismo ridotti all’osso, il calcio post-lockdown si sta rivelando un’esperienza del tutto deludente a cui gli Azzurri hanno gradualmente aggiunto il suo carico da novanta.

Al di là della sconfitta per 2-0 a San Siro, contro l’Inter, la prestazione della squadra di Gattuso è stata positiva per ampi tratti di gara, salvo poi risolversi nel solito enigma che ha accompagnato il Napoli per la quasi totalità della stagione: si gioca bene, si crea tanto e si finalizza poco.

Anzi, per nulla.

A Barcellona, per sperare nel passaggio del turno, servirà segnare almeno un gol. In tal senso il lascito del match di San Siro, con ancora 90 minuti da giocare e poco più di dieci giorni al confronto con i blaugrana, non è quanto di più roseo ci si potesse attendere.

La ricerca di un’identità di gioco ben precisa ha di fatto messo in cantina il cinico pragmatismo che, di fatto, aveva contribuito a rilanciare ambizioni e risultati del club partenopeo. Ne prendiamo atto, consapevoli che per un simile percorso serviranno non solo tempo e pazienza, ma sopratutto giocatori disponibili e funzionali al diktat tecnico.

Poche emozioni, tanti sbadigli

Dicevamo del calcio post-lockdown.

L’avevano annunciata come una scorpacciata di partite che ci avrebbe riportati alla normalità dopo mesi di ranghi necessariamente serrati. Si è invece palesata come una goffa rincorsa dettata e imposta dalle regole dello show business che, adesso, sta presentando il suo conto.

Quando la pantomima che ci stanno somministrando sarà finita, lasciamo che staff e calciatori riposino, respirino e recuperino quanto necessario, nella speranza che la governance del pallone ridisegni una propria – e nostra – normalità capace di tornare a essere godibile e sostenibile.

E il riferimento non è soltanto agli Azzurri e al loro incolore, impalpabile momento di forma. Si tratta di una riflessione globale, che trae spunto dai ripetuti sbadigli emanati durante le partite nell’assistere a uno spettacolo depotenziato e deflazionato. Fa strano sentire Caressa, in telecronaca, lamentarsi degli orari delle partite e dei ritmi imposti a squadre e giocatori nell’ultimo mese e mezzo. Somiglia tanto al killer che si presenta piangendo al funerale della sua vittima.

No, grazie. Almeno la presa per i fondelli evitatecela.

Forza Napoli,

Sempre!

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 28 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 29 Luglio 2020

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