mercoledì 11 dicembre 2019
Logo Identità Insorgenti

CALENDARIO DELL’AVVENTO

16 dicembre: Pulcinella nel presepe napoletano, che rappresenta l’ambivalenza del popolo minuto

Cultura, Identità, NapoliCapitale, Storia | 16 Dicembre 2018

Pulcinella nel presepe napoletano, è figura non consueta ma esistente. E’ a lui, la maschera partenopea per eccellenza, che dedichiamo la quindicesima puntata del Calendario dell’Avvento di Identità Insorgenti dedicata al presepe napoletano.

Quella di Pulcinella è anch’essa, nel suo grottesco, figura demoniaca, sia perché nata, secondo la tradizione dall’opera delle streghe, alle pendici del Vesuvio, luogo a cavallo fra inferi e terra dei viventi, sia per la sua anatomia, dal biforcuto coppolone a mo’ di corna diaboliche, il capo rasato e bernoccolato e la mezza maschera nera che marca la sua connotazione diabolica.

Pulcinella, però, ha anche il compito di divertire la gente e come tale nel presepe, Pulcinella con la sua maschera ambigua, rappresenta tutto il popolo minuto, quello che non conta, che non si vede. E’ la plebe, oppressa da sempre, nella tradizione, come oggi.

Spiega Claudio Canzanella in “Razzullo e la Sibilla” che nei presepi napoletani è una figura demoniaca, lugubre, drammatica, collegata alla morte, contrapposta alla nascita divina.
“Ancora oggi – spiega Canzanella – egli è rappresentante emblematico dell’animo popolare partenopeo, con i suoi vizi, le sue debolezze e le sue virtù, dal carattere decisamente ambivalente e capace di adattarsi alle diverse situazioni con mutevoli atteggiamenti e sentimenti. La sua appartenenza al mondo demoniaco si spiega anzituttto con la leggenda popolare relativa alla sua nascita ad opera di streghe, ale pendici del Vesuvio, mitico luogo infernale di comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Del resto già il bianco dell’abito richiama la morte, come la farina bianca, gli abiti da sposa, i confetti, i dolci bianchi, i garofani bianchi e le bare bianche per i bambini. Il bianco del suo vesito, che di per sè potrebbe avere anche un’accezione positiva per l’ambivalenza del colore stesso, finisce con avere quella negativa che si è detto perché collegato con la maschera nera, sicuro simbolo di morte. Anche il biforcuto coppolone che richiama le corna del diavolo, il capo rasato e bernoccolato, evidenziano le sottolineano la sua collocazione demoniaca”.

Lucilla Parlato

(nella foto Pulcinella con fiasco e pentola secondo i fratelli scuotto, la Scarabattola, via dei Tribunali, Napoli)

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 16 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 16 Dicembre 2018

Articoli correlati

Cultura | 8 Dicembre 2019

L’EVENTO

Il 14 dicembre la notte bianca al centro storico di Napoli

Arte | 3 Dicembre 2019

BAROCCO NAPOLETANO

La peste del ‘600 vista con gli occhi di Micco Spadaro

Cultura | 25 Novembre 2019

POETI MODERNI

Intervista con Fabio Napodano: quando ironia e poesia si incontrano

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi