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CALENDARIO DELL’AVVENTO

17 dicembre – Gli angeli “senza sesso”, messaggio universale di tolleranza

Cultura, Identità, NapoliCapitale, Storia | 17 Dicembre 2018

La scena della natività è caratterizzata da Angeli e puttini festosi, simboli di gioia per il lieto evento e “annunciatori” della nascita. Sono gli angeli il 17esimo elemento del presepe che vi proponiamo nel nostro calendario dell’avvento che proponiamo ormai da oltre due settimane ai lettori di Identità Insorgenti.

In Razzullo e la Sibilla, libro pluricitato in questo nostro lavoro – sempre grati a Claudio Canzanella, davvero un grande studioso del tema – “gli angeli senza sesso – come il dibattito filologico, teologico e filosofico ha sostenuto nel corso dei secoli – possono essere interpretati nel presepe anche come l’accettazione della diversità e come la tolleranza e l’universalità del messaggio di pace e di salvezza portato dal Bambino a tutta l’umanità. Elemento fondamentale del presepe napoletano – continua Canzanella – gli angeli vengono rappresentati in forme diverse, come bambini con un corpo però da adulti o come cherubini con nomi, caratteristiche e colori precisi, specialmente per quelli posti vicino alla natività, che sono tre”.

Quello posto al centro è chiamato la “gloria del padre”, per la scritta latina che porta con sè, Gloria in excelsis Deo, quello ha destra ha l’incensiere tra le mani ed è detto “la gloria del figlio”, l’altro che suona la tromba e dunque annuncia è detto “la gloria dello Spirito Santo”. Accanto a questi tre se ne trovano a volte altri due: un angelo suonatore di piatti, che ossequia il re e il papa, cioé i due poteri politico e religioso, e l’altro col tamburo, che suona l’osanna al popolo.

Racconta Roberto De Simone nel suo saggio dedicato al presepe popolare napoletano che “una volta per tali figure il colore degli abiti obbediva ad uno schema canonico fissato dalla tradizione. Vale a dire  che l’angelo centrale indossava una veste gialla o dorata, quello di sinistra (il figlio) una bianca e quello raffigurante la gloria dello spirito santo, una rossa. Le vesti degli altri due erano di colore azzurro o verde. Oggi non tutti rispettano questi canoni, ma gli angeli rappresentano una macchia di colore, e di storia, fondamentale in ogni presepe che si rispetti. Napoletano e non.

Lucilla Parlato

(Nella foto di Francesco Paolo Busco un angelo dei fratelli Scuotto, La Scarabattola, via dei Tribunali, Napoli)

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 17 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 17 Dicembre 2018

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