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CAMPANIA DA SCOPRIRE

Alla Reggia di Portici, le immagini itineranti, nel libro di Giuseppe Ottaiano

Beni Culturali, Libri | 6 Dicembre 2018

E’ un libro di immagini che descrivono la bellezza insolita di una Regione Campania tutta da scoprire; un racconto itinerante che non passa per i capoluoghi di provincia, non ci passa volutamente, ma si addentra per scoprire quelle identità nascoste al grande turismo di massa.

Alla Reggia di Portici, presso la Sala Cinese, il Direttore del Dipartimento di Agraria, Matteo Lorito, introduce la presentazione del libro di Giuseppe Ottaiano, “‎Campania Bellezza del Creato”, con Ottavio Lucarelli, Maddalena Venuso, dell’Associazione Culturale Terre di Campania, Mauro Giancaspro, direttore per venti anni della Biblioteca Nazionale di Napoli, Antonio De Simone, famoso archeologo.

Luoghi belli, selezionati fra 100.000 foto

Una lunga ed accurata selezione di oltre 100.000 immagini, ci spiega la Dottoressa Venusio, ha permesso, all’autore del libro, di implementare una raccolta di immagini di laghi, fiumi, monti, opere dell’uomo nei secoli, ed elementi di gastronomia, scegliendo pezzo per pezzo, fra migliaia di immagini, anche grazie al contributo di alcuni enti che hanno patrocinato questo progetto.

Vediamo una Campania dei piccoli borghi, una Campania che non si riduce solo a quelle conoscenze a cui è abituato il turismo di massa, ma diventa un viaggio itinerante nel segno della lentezza,  al di la di quella frenesia che ci viene imposta dalle moderne tecnologie, come sottolinea il Dott. Giancaspro, che descrive appunto il libro, come un archivio da gustare senza fretta, un archivio in cui si racconta dalle immagini, quelle che sono state le modifiche dell’uomo, ma anche quello che è stato il lavoro della natura che ha continuato a “creare”, a prescindere dall’uomo.

La riforma dei Beni Culturali, come fiammella da tenere accesa

Il famoso archeologo Antonio De Simone, pone invece l’accento su ciò che dovrebbe rappresentare la riforma dei Beni Culturali, non va certo intesa la cultura come “petrolio” da bruciare, ma come una energia a spendere senza eccessi, mantenendo accesa una fiammella che costituisca un modo meno “cafone” di intendere appunto la cultura stessa.

Una politica culturale attenta, solo a quello che è clamoroso, è quella più in voga al momento, continua De Simone, dimenticando le realtà nascoste, che a volte sono più affascinanti di quelle conclamate e più conosciute dal turismo di massa.

Osservare senza leggere le didascalie

Alla fine della presentazione, l’autore stesso del libro, Giuseppe Ottaiano, consiglia addirittura di “osservare” solo le immagini senza leggere neanche le didascalie che egli stesso ha introdotto per ogni immagine, tutto ciò al fine di custodire una bellezza non effimera, frutto di una contemplazione profonda, di un patrimonio unico in un paese pieno di quelle tipiche  particolarità che i piccoli borghi riescono ad esprimere.

Alberto Guarino

Sono impegnato da anni nella mia terra, per la risoluzione della questione meridionale, lavoro ed opero (per sopravvivere), nell’ambito sanitario e come rappresentante, toccando con mano le molteplici imperfezioni e problematiche presenti in un ambiente lavorativo sempre più cinico ed incerto.

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