fbpx
domenica 12 luglio 2020
Logo Identità Insorgenti

Torna a crescere la Campania: i dati Istat mostrano un incremento di 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente

News | 22 Giugno 2017

NAPOLI, 22 GIUGNO – “Nello scorso anno la Campania ha avuto una performance molto positiva. Questo trend è dovuto a una serie di fattori, tra cui la nuova politica meridionalista che il governo ha avviato con il masterplan per il Mezzogiorno e con i patti per il Sud” Parola di Claudio de Vincenti, Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno del Governo Gentiloni, intervenuto al Real Teatro San Carlo in occasione del centenario della fondazione Unione Industriali di Napoli.

“La politica meridionalista avviata nei mille giorni del governo Renzi – continua de Vincenti –  mostra oggi i suoi frutti dopo un lavoro di tre anni. Ora dobbiamo continuare su questa strada perché il Mezzogiorno ha bisogno di crescere sempre di più.” Secondo alcune indiscrezioni, i dati Istat relativi al Pil delle macroaree del Paese mostrano significativi progressi nel 2016 per la Campania, che incrementerebbe di 2 punti percentuali il suo Prodotto Interno Lordo rispetto all’anno precedente.

La Campania sarebbe la regione con maggiore crescita del Paese e la causa di questo balzo sarebbe da attribuire agli investimenti privati. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Adriano Giannola, presidente Svimez (Associazione per lo Sviluppo Economico del Mezzogiorno): “Confermiamo una crescita superiore al 2% per la Campania e il carburante di questa crescita è attribuibile agli investimenti privati sul territorio, mentre continuano a calare drammaticamente le risorse pubbliche per l’intero Mezzogiorno.”

E doveroso a questo punto rammentare gli atavici ritardi strutturali del Mezzogiorno che si ritrova catapultato nel ventunesimo secolo con una rete ferroviaria inadeguata per gli standard europei la quale compromette di riflesso i pur strategici porti disseminati tra Campania, Calabria e Puglia. Proprio il Ministro degli Interni Gentiloni, in occasione dei recenti accordi tra Cina ed Europa per il ripristino della famosa “Via della Seta”, un piano che prevede investimenti miliardari per potenziare le tratte commerciali del passato, è stato costretto da forze maggiori a caldeggiare i porti di Genova, Venezia e Trieste. Nonostante l’Italia sia un ponte naturale proteso verso il Mediterraneo, e i porti del Sud siano quelli più funzionali al trasbordo dei carichi intermodali, la deficitaria rete infrastrutturale nella quale ristagna il Mezzogiorno da 50 anni a questa parte mette completamente fuori gioco i porti del Sud, che si ritrovano perennemente esclusi dai mercati, e dunque dai proficui traffici commerciali tra Occidente e Oriente.

Lungi da noi voler sottovalutare o ridimensionare le notizie confortanti sulla crescita della Campania, bisogna tuttavia constatare che senza un piano adeguato di rinnovamento infrastrutturale potremmo trovarci dinanzi ad un effimero fuoco di paglia…

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 22 Giugno 2017 e modificato l'ultima volta il 22 Giugno 2017

Articoli correlati

Infrastrutture e trasporti | 9 Luglio 2020

IL PROGRAMMA

“Italia Veloce”, infrastrutture e trasporti per il rilancio del Mezzogiorno

Eventi | 8 Luglio 2020

OPEN HOUSE

Il festival internazionale dell’architettura e del design torna a Napoli il 3 e il 4 ottobre

L'oro di Napoli | 5 Luglio 2020

L’ORO DI NAPOLI

Megaride, tra storia e leggenda

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi