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CAMPO ROM DI SCAMPIA

Come fomentare la guerra tra i poveri in assenza di risposte alla crisi. Salvini docet

Attualità, Integrazione, Razzismo | 13 Dicembre 2014

l43-vele-scampia-121206195346_medium La Procura della Repubblica di Napoli manda una ruspa al campo rom di Scampia per abbattere una costruzione in muratura che era stata eretta abusivamente qualche settimana fa all’interno del campo: si riapre così una questione delicata e mai chiarita fino in fondo all’interno dell’VIII municipalità di Napoli, questione che cercheremo di approfondire con il consigliere della lista civica “Napoli è Tua”, Ivo Poggiani.

Poggiani, ci spiega dal suo punto di vista cosa è accaduto ieri e cosa sta accadendo più in generale nel campo rom di Scampia?

L’episodio della ruspa mandata al campo rom ieri si deve collocare come risposta autoritaria all’interno del clima di intolleranza che le destre di questo paese stanno creando in vista delle elezioni. L’ascesa mediatica di un personaggio come Salvini sta fomentando nel paese una sorta di “guerra tra i poveri”. La distruzione del Welfare che i governi negli ultimi anni stanno portando avanti è proporzionale allo scontro tra civiltà adoperato da una classe dirigente che non riesce ad affrontare la crisi economica, vero dramma del paese, se non attraverso la distorsione di problemi che pur esistono, ma che non sono certamente l’origine di ogni male. A Napoli e a Scampia ci sono ben altre priorità che non quella di abbattere le baracche abusive dei rom: bisognerebbe, ad esempio, trovare una soluzione per l’abbattimento delle vele di Scampia e cercare di creare alternative legali per i giovani assoldati quotidianamente dalla criminalità nelle piazze di spaccio, giovani che sempre più spesso sono costretti a imboccare la strada del crimine per sopravvivere in assenza, appunto, di qualsiasi altra prospettiva.

Tornando però alla questione del campo rom, alla cui riqualificazione sono stati destinati dei fondi europei, perchè a suo avviso il comune non fa nulla?

I ritardi del Comune di Napoli sulla questione sono biblici. Il campo di Scampia ha ottenuto, grazie al Commissariato per l’emergenza nomadi, dei fondi provenienti da un progetto europeo. Va detto che il campo in questione esiste da più di trent’anni ed è un campo “regolare” cioè un campo abitato da rom stanziali, con famiglie che non si possono più definire nemmeno rom in senso stretto perchè composte da persone nate qui e che hanno a loro volta figli nati qui, quindi italiani a tutti gli effetti. Tornando ai fondi di progettazione europea è bene ricordare che la storia iniziò addirittura all’epoca della Giunta Iervolino. Con l’arrivo di De Magistris, inizialmente, ci fu una forte spinta nella stesura del progetto ormai andata persa; si è cambiato assessore alle politiche sociali ma gli uffici e chi ci lavorava sono rimasti gli stessi  e avrebbero dovuuto garantire una continuità amministrativa per tutelare e proseguire quel lavoro fatto in collaborazione con i rom e con le associazioni del territorio, cioè con chi vive e conosce la situazione. Le perplessità in merito al progetto sono tante perchè fare una costruzione che delimiti in qualche modo un insediamento rom non è ovviamente inclusivo rispetto alla città e al territorio però la riqualificazione del campo, seppur scegliendo il male minore, è una cosa giusta e necessaria.

Entro il 31 dicembre il Comune di Napoli dovrà assolutamente chiudere il pacchetto progettuale se non vuol perdere i 7 milioni di euro di fondi stanziati: ci riuscirà?

Il Comune ci riuscirà, ne sono convinto: non consegnare il progetto e perdere i fondi sarebbe una vergogna senza pari per l’amministrazione. I problemi però sono altri: a) tutta la perdita di tempo che c’è stata dietro; b)il ritardo nella realizzazione del tavolo concordato con l’assessore Gaeta. Risale infatti a ben tre settimane fa l’accordo tra la municipalità e l’assessore Gaeta, la quale venne da noi per relazionare in merito al progetto, per l’apertura quasi immediata(nel giro di una settimana, si disse all’epoca)di un tavolo tra amministrazione, municipalità e associazioni per aiutare l’amministrazione a redigere un progetto che tenesse presente le reali istanze del territorio, sebbene ci fosse da parte di alcuni l’intenzione di mettere i bastoni tra le ruote a quanti invece intendevano collaborare fattivamente.

A chi sarebbe ascrivibile questa volontà ostruzionistica?

A questo punto occorre una premessa: non sfugge a nessuno che in questo momento sui campi rom di tutta Italia ci sia un’ attenzione particolare. In un agone politico che vede il centrodestra totalmente a pezzi, la figura che più sta emergendo, soprattutto a livello mediatico, è quella di Matteo Salvini della Lega Nord. Proprio la Lega di Salvini in Italia, ma questo canovaccio si sta ripetendo un po’ in tutta Europa, si sta facendo promotrice di una strategia politica che, piuttosto che risollevare il Welfare e affrontare la crisi  con risorse adeguate, tende a fomentare i nazionalismi fondati sul concetto di sangue e razza come possibile soluzione ad essa; concetto totalmente fuorviante in quanto non è certamente ghettizzando una porzione minima di popolazione che si risolvono problematiche di tipo economico. Detto ciò e sottolineate anche le responsabilità dell’amministrazione comunale di Napoli, sta anche alla Municipalità – che è il primo anello di congiunzione tra istituzioni e cittadini – nonostante i suoi pochi poteri, sollecitare lo sviluppo di un tipo di politica inclusiva invece di alzare la tensione in un quartiere popolare già devastato da forti problemi economici e sociali. E’ da oltre un anno che spesso in consiglio municipale sentiamo affermazioni del tipo “stiamo dando la casa ai rom e non la diamo agli italiani”, affermazione profondamente falsa e soprattutto pericolosa perchè lascerebbe intendere che la risoluzione di certi problemi passi attraverso l’eliminazione, a volte fisica, dei soggetti più deboli e disagiati. Che la situazione abitativa di Scampia sia disastrosa non è certo un mistero – basterebbe pensare alle vele, appunto – ma che si senta affermare soprattutto dal presidente della Municipalità, Angelo Pisani, che le case vengano date ai rom e non ai napoletani di sangue e razza, non può essere tollerato. Puntare il dito contro i rom è assolutamente strumentale in quello che è il quartiere noto nel mondo per la camorra e le sue piazze di spaccio, contenute se non debellate solo attraverso la militarizzazione del territorio nell’ operazione “alto impatto”. Nel frattempo, però, nulla si è costruito  sul territorio per fornire un’alternativa a chi con la vendita della droga ci viveva – parliamo, nello specifico, di centinaia le famiglie – mentre si lascia intendere che eliminando i rom sparisca la criminalità dal quartiere, spariscano i clan, sparisca la droga. E’ inammissibile che il presidente Pisani faccia passare questo messaggio a fronte di ben altre priorità del territorio: i rom non sono il solo né il principale problema di Scampia. Vorremmo sapere da Pisani, che giustamente va ogni giorno col suo telefonino a riprendere gli abusi che commettono i rom, perchè con quel telefonino non vada a riprendere quanto accade nella più grande piazza di spaccio di Scampia (la casa dei puffi) che è esattamente di fronte al campo rom tanto a cuore al presidente. I problemi seri e reali di Scampia riguardano il diritto all’abitare, il reddito e l’illegalità diffusa. La questione  soprattutto  sanitaria che riguarda il campo rom e le zone circostanti come l’ “Ilaria Alpi”, scuola elementare a pochi passi dal campo e in cui si svolgono tantissimi progetti di integrazione dei rom, non può essere strumentalizzata sfruttando il panorama nazionale in cui  soggetti legati al mondo leghista insieme a soggetti dell’estrema destra(vedi Casa Pound), tutti profondamente antidemocratici, approfittando del momento particolare del paese si facciano campagna elettorale così, rischiando di innescare bombe sociali sul territorio come accaduto anche in passato.

Cosa ci dice sui roghi che però continuano a svilupparsi dal capo rom?

La coalizione Stopbiocidio ha scritto sulla questione un documento eloquente che è  diventato un mio riferimento politico e culturale e che pone un interrogativo fondamentale: ci siamo mai chiesti chi porta i rifiuti da bruciare nel campo rom? I controlli delle forze dell’ordine dicono che a portare quei rifiuti siano i cittadini italiani, non i rom. Tra l’altro va ricordato che esiste da oltre tre anni una petizione firmata da 150 rom del campo di Scampia per chiedere la videosorveglianza delle strade di accesso al campo in modo da contrallarne gli sversamenti. Eppure, dalla delibera del “patto per Scampia”, firmata sei mesi dopo l’insediamento di De Magistris, nulla o quasi di concreto è stato fatto rispetto a queste emergenze.

Ha mai pensato a reali legami tra il centrodestra della sua municipalità e la Lega di Salvini?

Una struttura della mia municipalità è stata data, senza alcun bando, in affido temporaneo – che attualmente ha superato l’anno di durata – ad Antonio Arzillo dell’associazione Fiamma che, secondo quanto dichiarato ad un giornale di Giugliano, sarà il probabile candidato della Lega nord a Giugliano per le prossime elezioni. Come amministratore mi viene da riflettere su almeno due punti: il primo riguarda i tempi per il bando, ormai passati abbondantemente; il secondo riguarda invece il fatto che su quei campi si stiano svolgendo corsi di arti marziali, corsi per bambini senza nessun tipo di copertura assicurativa, senza comunicazione alla municipalità e senza autorizzazione come previsto da decreto. A parte le modalità “improprie” in cui si starebbero svolgendo suddette attività, a me fa paura che un leghista lavori, dal punto di vista sociale e culturale, sul nostro territorio con le giovani generazioni. Io auspicherei che fossero prese ad esempio realtà come l’Arci Scampia o Mister Piccolo, perchè oltre al progetto sportivo queste associazioni portano avanti anche una scuola di vita e di valori sani, mentre mi fa molta paura la possibilità di veder crescere le nuove generazioni con i valori razzisti e antidemocratici propri della Lega nord. In consiglio municipale ho infatti richiesto che venga revocato l’affido concesso all’associazione Fiamma e che venga istituito regolare bando per la gestione della struttura. Dopo aver condiviso tante battaglie col Presidente di municipalità Pisani non posso però attualmente non ribadire che la sua linea politica si stia tristemente inserendo in un contesto nazionale che fa della lotta tra poveri il proprio cavallo di battaglia, dissociandomi da essa:  Salvini a Napoli non lo vogliamo, né quelli come lui.

Floriana Tortora

 

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Dicembre 2014 e modificato l'ultima volta il 13 Dicembre 2014

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