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CAMPO ROM DI SCAMPIA

Pisani: “Basta polemiche, discutiamo per risolvere il dramma umanitario”

Attualità, Integrazione, Razzismo | 29 Dicembre 2014

Dopo l’intervento della Procura nel campo rom di via Cupa Perillo a Scampia e le innumerevoli polemiche sul distacco delle utenze al campo ecco la risposta del presidente di municipalità Angelo Pisani che spiega le sue ragioni e ribadisce la sua distanza dal partito di Matteo Salvini; “distanza” che a nostro avviso resta singolare per chi continua a postare notizie sulla pagina del leader leghista. Ma prendiamo atto e pubblichiamo la sua replica integralmente, per completezza di informazione.

“In quanto territorio a pieno titolo della Città Metropolitana di Napoli, perfino Ischia con i suoi sei Comuni rischia di restare penalizzata dalla miopia che caratterizza le politiche sociali della città capoluogo. Ritardi, tagli indiscriminati, omissioni e negligenze accentuatisi fin dall’insediamento della Giunta De Magistris, e che oggi in quartieri come Scampia sfociano in situazioni al limite dell’assurdo sulla pelle degli ultimi.

Nessun dissesto pregresso, annunciato o reale che sia, può infatti giustificare, ad esempio, quattro anni di totale indifferenza rispetto a questioni come quelle dei Campi Rom esistenti a Scampia e in altre zone della città. Più volte sollecitata dalla Municipalità anche con informative scritte, nelle quali si riportavano perfino gli allarmi della Asl competente sui pericoli per la salute e per la sicurezza derivanti dagli carenze ed abusi indiscriminati nel Campo (a cominciare dalla totale mancanza di servizi igienici per i quasi mille residenti), l’amministrazione comunale di Napoli, oggi primus inter pares della Città Metropolitana, non ha mai effettuato alcun concreto intervento, bypassando perfino l’elementare dovere di un sopralluogo sul territorio, pur a fronte degli imminenti pericoli da noi denunciati a chiare lettere.

L’effettiva destinazione dei “famosi” 7 milioni di euro e passa stanziati dall’Unione Europea per la questione Rom a Napoli – oggi sbandierati da alcune forze politiche comunali a proprio merito, e più volte vanamente annunciati dal sindaco – resta finora oscura, tanto che proprio su quei milioni
ha dovuto aprire un’indagine la Procura della Repubblica. E si deve proprio all’intervento dei pubblici ministeri nel Campo Rom di Scampia il primo intervento teso al ripristino della legalità, con lo stop alle nuove costruzioni abusive in mattoni che stavano venendo su alla luce del sole, e al cospetto delle tante famiglie indigenti della zona, prive di qualsiasi possibilità abitativa decente.

Ma, sopra ogni cosa, l’azione della Procura è servita a smascherare quei tanti, falsi buonisti della “solidarietà pelosa” che finora hanno costruito fortune elettorali sulle disgrazie di queste popolazioni o, peggio ancora, hanno lucrato ingenti fondi pubblici per l’accoglienza degli extracomunitari, incrementando a dismisura i propri bilanci e lasciando le famiglie Rom nelle  drammatiche condizioni che noi della Municipalità abbiamo più volte constatato con i nostri occhi, raccogliendo il lamento delle madri che mostravano i corpicini dei figli azzannati dai topi.

Anche su questi soggetti della “carità laica” tanto al chilo – da non confondersi con il volontariato animato da sentimenti autentici, generalmente di matrice cattolica – sono in corso indagini finalizzate ad accertare il può odioso degli abusi, quello perpetrato sui mali dei diseredati.

I flussi migratori intanto, ci dicono gli esperti, continueranno sempre più massicciamente. Occorre perciò vigilare con attenzione sulla spesa del denaro pubblico per dar luogo a processi reali di accoglienza, facendo in modo che i Comuni della nuova Città Metropolitana, specie se isolani, non vengano emarginati dalle scelte e dai controlli, ma siano anzi i protagonisti del cambiamento e dell’integrazione, secondo regole certe uguali per tutti.

A chi scrive che gli abitanti del campo sono senz’acqua e senza corrente elettrica va detto, e chiunque può constatare di persona come abbiamo fatto noi della Municipalità, che gli allacciamenti (fortunatamente ed a tutela dei diritti umani) abusivi sono tuttora in essere nella quasi totalità dell’insediamento, contrariamente a quanto pretestuosamente affermato per becera propaganda politica da alcuni estremisti.

Fatta questa precisazione, intendo chiarire, a proposito di quei 7,2 milioni di euro di fondi europei resi disponibili da ben 11 anni per il progetto di integrazione dei Rom e su «dove sono finiti quei quattrini», o su «quale ingranaggio politico-mafioso ha consentito di sprecare milioni di euro senza risolvere alcun problema», che, alla luce delle verifiche in corso, che abbiamo avviato con alcuni esperti ed esponenti della Municipalità, balza subito agli occhi un primo dato: quello sul fatturato di alcuni enti privati che hanno nel loro oggetto sociale unicamente l’integrazione degli extracomunitari.

Giri d’affari cresciuti a dismisura quanto pare in tutt’Italia grazie ai finanziamenti pubblici ricevuti in questi anni, mentre la condizione dei Rom andava progressivamente incontro all’attuale, infinito degrado. Come se i risultati di finalità tanto “umanitarie” fossero stati rivolti solo a questi soggetti societari, alcuni dei quali sono diventati autentiche holding della “solidarietà pelosa” come insegna mafia capitale, con bilanci da milioni di euro.

Nomi, fatturati e bilanci dovranno essere esaminati dalle autorità competenti ed è doveroso fare e completare le necessarie verifiche sull’utilizzo di tutti i soldi pubblici spesi negli ultimi dieci anni come chiedo formalmente anche al sindaco, anche se ci auguriamo che, ben prima e meglio di noi, sia la Procura ad indicare uno per uno gli artefici della notificazione dei diritti umani e del degrado dei campi Rom, come è avvenuto a Roma.

Di fronte a questo dramma umanitario ho scelto di rompere proprio con quella politica, di cui non ho mai fatto parte nella mia vita, della complice indifferenza che è stata responsabile in questi anni del degrado cui ci è giunti oggi.

Ho scelto di tornare più volte sul campo , di raccogliere il grido delle madri, di attivare quelle misure di messa in sicurezza attraverso le autorità giudiziarie e sanitarie, che ho ritenuto essere semplicemente doverose, specie in assenza di qualsiasi concreta iniziativa anche da parte di un’amministrazione comunale intenta solo a imbellettare i salotti buoni ed il lungomare lasciando marcire le periferie.

Il presidente di una Municipalità, in quanto rappresentante delle istituzioni eletto dal popolo, ha tra i suoi doveri fondamentali quello di offrire nei fatti esempi di legalità, tolleranza e pacificazione tra i conflitti.
Gli stessi doveri, secondo un codice morale che riguarda tutti i rappresentanti delle istituzioni, competono agli eletti nel consiglio di Municipalità. E tutto questo vale il doppio quando: 1) ci si trova ad operare in un quartiere come Scampia; 2) sono in gioco valori su cui non è possibile mediare, come i diritti umani e l’uguaglianza dei cittadini.

Mi tocca ricordare questi elementari principi anche al consigliere della Ottava Municipalità Ivo Poggiani a seguito della velenosa polemica da lui innescata nei miei confronti sulla questione del Campo Rom. Una polemica che ora rischia di travalicare i limiti, sempre legittimi, della contrapposizione tra diverse visioni politiche, per degenerare in forme di violenza inaccettabili, sia se sono rivolte al consigliere Poggiani, sia se sono rivolte al sottoscritto o a chiunque altro.

Di conseguenza quale primo punto fermo di questa mia replica – a Poggiani e a tutti coloro che si interessano a vario titolo di questa vicenda – c’è la ferma messa al bando di qualunque tipo di violenza verso chicchessia. Si abbassino i toni della polemica e si torni a discutere confrontandosi con fatti ed argomenti, come ci chiedono i cittadini, nel rispetto reciproco dei ruoli e delle persone. Perciò niente minacce ed intimidazioni, da qualsiasi parte provengano.

Altra condizione preliminare per un confronto civile è la condanna – anche questa “senza se e senza ma” – di qualsivoglia insinuazione o propagazione strumentale di notizie false, in mancanza di argomenti veritieri per accreditare le proprie ragioni.
Smentisco categoricamente, a questo proposito, qualsiasi mia ipotetica vicinanza con il partito di Matteo Salvini, dal quale sono distante anni luce per le battaglie meridionaliste che conduco da sempre e che continuerò a portare avanti, orgoglioso come sono non solo di essere napoletano, ma anche di essere presidente di una Municipalità che comprende quartieri come Scampia e Chiaiano.

Mi chiedo allora se a commettere “Operazioni becere per raccattare voti giocando sulle pulsioni negative che genera la disperazione sociale” non sia lo stesso Poggiani, che lancia in campo illazioni e falsità, parlando addirittura di un presunto e inesistente “sodalizio fondato sulla costruzione di nemici strumentali attraverso l’istigazione all’odio razziale e non solo”, invece di proporre fatti concreti ed azioni trasparenti.
Ce ne sarebbe evidentemente abbastanza per querelare l’autore di così clamorose falsità, ma come ricordavo in apertura, un presidente di Municipalità non deve fomentare alcun clima di violenza, anche se ad attizzare il fuoco è un consigliere della stessa amministrazione.

Invito quindi Ivo Poggiani e tutti coloro che sostengono queste sue posizioni ad un confronto pubblico aperto e sereno, nel quale spiegherò ancora una volta come sono andate esattamente le cose:
– Ho sollecitato l’intervento della Procura nel campo di Via Cupa Perillo dopo la denuncia delle madri (registrata, filmata e postata sui siti internet) sulle atroci condizioni di vita dei loro bambini, azzannati dai topi;
– Come ha documentato la Asl in un documento ufficiale, non era e non è più rinviabile un intervento delle autorità per mettere in sicurezza la vita delle persone che abitano dentro e fuori il Campo Rom;
– I provvedimenti successivi, quali il distacco degli allacciamenti abusivi, sono stati assunti esclusivamente dall’autorità giudiziaria nell’esercizio dei suoi poteri-doveri;
– A seguito dei distacchi ho chiesto al sindaco l’intervento urgente della Protezione civile per fornire le prime cure alla popolazione Rom, in attesa di trovare soluzioni stabili, comunque non più rinviabili:
– Ho infine annunciato che, anche a seguito dell’indagine aperta dalla Procura sulla destinazione tuttora oscura dei milioni di fondi europei destinati all’emergenza Rom, con consiglieri impegnati a chiarire la verità stiamo conducendo indagini per verificare quali e quante somme sono state erogate in questi ultimi anni a cooperative ed associazioni che hanno come scopo il sostegno ai Rom e se tali somme siano servite prevalentemente ad ingrossare i bilanci di tali sigle, lasciando le popolazioni nomadi nelle drammatiche condizioni in cui si trovano oggi.

A quanti hanno davvero a cuore la sorte dei Rom chiedo infine di collaborare con le forze sane proponendo iniziative concrete in uno spirito solidale e costruttivo, l’unico che potrà farci sperare di “sfondare il muro di gomma” dell’indifferenza mostrata finora dal Comune e da tanti politici di professione su questa delicata questione, nonostante i nostri reiterati ed accorati appelli”.

Angelo Pisani

Presidente VIII Municipalità

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 29 Dicembre 2014 e modificato l'ultima volta il 29 Dicembre 2014

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