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domenica 29 novembre 2020
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CANAPA IN MOSTRA

Dal 16 al 18 ottobre a Napoli. Intervista con gli organizzatori

Agroalimentare, Altri Sud, Ambiente, Arte e artigianato, Attualità, Battaglie, Beni Culturali, Cultura, Diritti e sociale, Economia, Europa, Eventi, Identità, Imprese, Italia, Lavoro, Libri, Made in Sud, Mondo, Musica, Politica, Sanità, Storia, Turismo | 12 Ottobre 2015

gilbert shelton per canapa in mostra

“Canapa in Mostra, fiera della canapa industriale e medica” è la fiera dedicata interamente alla scoperta degli utilizzi della cannabis, dallo scopo industriale a quello terapeutico ed alimentare ed è giunta alla seconda edizione. Il 16, 17 e 18 ottobre presso la Mostra d’Oltremare sarà possibile visitare le esposizioni, partecipare alle conferenze e ai workshop e perché no, fermarsi ad assaggiare i prodotti della “Sativa Alimentari” o le birre di “Cannabistrò”.

Emanuele Altezza e Cristina Marino sono i due giovani napoletani che hanno avuto quest’intuizione, dopo aver partecipato a fiere in tutta Europa. Canapa in Mostra è stata la prima fiera del Sud Italia sul tema e ha aperto la strada alle fiere industriali e mediche che si sono tenute quest’anno nel Mezzogiorno : “Malacanapa” tenuta a Catania lo scorso aprile e “Canapa può, la canapa industriale un modello per il futuro” una manifestazione di quattro giorni a Crotone che si è svolta lo scorso settembre.

Emanuele Altezza, organizzatore dell’evento, ha raccontato a Identità Insorgenti quali sono le novità che contraddistinguono la manifestazione di quest’anno. Lo abbiamo incontrato da “Cannabistrò”.

Emanuele, siete giunti alla seconda edizione di “Canapa in Mostra” a Napoli, ma com’è nata quest’iniziativa?

L’iniziativa è nata per sopperire a quella sete e fame di informazioni riguardo la canapa che, in Italia e nel Sud in particolare, abbiamo. La canapa è una pianta da sempre utilizzata, anche la nostra tradizione storica è ricca di esempi riguardo lo sfruttamento delle caratteristiche di questa, che negli ultimi decenni è stata abbandonata e dimenticata. La fiera ha come scopo quello di riportare in auge questa meravigliosa pianta per far riconoscere e riscoprire, perché noi le conoscevamo già bene, tutte le sue molteplici funzioni, in particolare scopriremo quelle più innovative: ricordiamo che la canapa ha oltre migliaia di utilizzi, dall’edile, alla cosmesi per finire agli alimentari ed infine da non sottovalutare la cannabis terapeutica, soprattutto dopo gli ultimi risvolti a riguardo che ci sono stati negli ultimi anni.

Qual è il percorso che avete compiuto per arrivare ad organizzare “Canapa in Mostra”?

Noi ci siamo costituiti in precedenza come associazione, esattamente l’anno prima di organizzare l’evento. È stata la mia socia, Cristina Marino, titolare dei grow shop “Fumerò”, ad avere l’idea di portare questa fiera a Napoli. Manifestazioni di questo genere sono un’istituzione in altri paesi d’Europa e in Italia ce la meritiamo perché ci mancava una cosa del genere. Dopo questa sua grande intuizione ci siamo attivati per organizzare la fiera.

Che partecipazione avete avuto alla fiera l’anno scorso?

L’anno scorso abbiamo avuto un’ottima partecipazione della città con 4.000 mila visitatori e oltre 200 accrediti stampa nazionali ed internazionali. I rappresentanti delle istituzioni tra cui il sindaco De Magistris hanno partecipato, facendoci i complimenti, incoraggiandoci e mostrandoci il loro sostegno che speriamo quest’anno sia ancora maggiore.

Quali saranno le novità di quest’anno?

Quest’ anno abbiamo cambiato padiglione: abbiamo un’area espositiva maggiore e soprattutto il giardino dei cedri è a nostra disposizione, uno splendido spazio della Mostra d’Oltremare, che, ci ospiterà fino a mezzanotte con musica live, un block party con stand di intrattenimento nella parte esterna, cosa che l’anno scorso non avevamo, per coinvolgere maggiormente le varie realtà napoletane.

Ci saranno anche nuove collaborazioni?

Si, quest’anno la nostra rete si è ampliata e abbiamo molte nuove collaborazioni: importantissima è quella del Comicon Napoli che ci porterà Gilbert Shelton in persona, l’autore dei Freak Brothers, colui che per anni, con i suoi personaggi, ha professato i benefici della cannabis e che manca da Napoli da oltre quindici anni. All’interno di “Canapa in Mostra” avremo, quindi, un’altra mostra interamente dedicata alle sue opere e per tutti e tre i giorni sarà presente per incontri con i fan e firmare autografi.

Qual è la provenienza delle aziende che partecipano a Canapa in Mostra?

Internazionali soprattutto, perché questa tematica fieristica è più presente negli altri paesi d’Europa e del mondo rispetto all’Italia, quindi più di metà dei nostri espositori vengono da fuori. Si potrebbe fare di più, ce lo meritiamo e dobbiamo crescere. Il paese che partecipano alla fiera dall’altra sponda dell’Oceano è il Canada, dall’Europa invece sono: l’Inghilterra, la Spagna e l’Olanda.

Quali organizzazioni e associazioni vi supportano?

Come ti dicevo prima il Comune di Napoli e poi avremo la partecipazione dell’Alto Rappresentante delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Green Peace e Poste Italiane! Tra le associazioni e i movimenti nazionali parteciperanno soprattutto coloro che promuovono la cannabis ad uso terapeutico come Pic – Pazienti Impazienti di Cannabis- che ha lavorato tantissimo insieme a E.C.O.R.D. – European Coalition For Just and Effective Drugs Policies – poi “La Piantiamo” che è un’associazione pugliese, poi l’associazione napoletana “Ibrid” che è un gruppo di lavoro di studi sulle devianze e sulle droghe a Napoli, sono tutti ragazzi di sociologia e psicologia, poi un’organizzazione no profit di Fratta Maggiore con “Fracta Sativa”  che si occupa della tutela del patrimonio culturale.

La produzione e la coltivazione di canapa ha rappresentato per la Campania un’industria ed una cultura fiorente nel passato, per voi, organizzare questa mostra vuol dire dare un segno di continuità con questa tradizione?

Si assolutamente! Le politiche internazionali e nazionali negli ultimi trenta quaranta anni c’è l’hanno praticamente nascosta, ma la Campania era il secondo punto di produzione in Italia, che era il secondo paese in Europa, quindi la nostra tradizione è stata grande e nella zona di Frattamaggiore o del Casertano si conservano ancora delle tracce di questa cultura, conservata proprio nella geografia urbana: dai nomi delle vie, dalle statue nelle piazze, dall’altezza dei portoni che consentiva l’ingresso dei fasci di canapa.

A chi vi rivolgete con questa mostra?

A tutti! Dai giovani, ai maturi, agli anziani! Non ti nascondo che l’anno scorso ad una persona anziana le sono venute le lacrime agli occhi quando ha rimesso le mani nei semi di canapa che gli ricordavano la sua nonna! Quindi probabilmente andavamo molto indietro nel tempo! I giovani hanno bisogno di questo genere di informazioni, anzi ne hanno proprio voglia.

È stato difficile organizzare Canapa in Mostra?

Finchè c’è la passione no! È la passione che supporta il lavoro ed è sempre il miglior carburante per il lavoro!

L’anno scorso avete avuto un buon riscontro dal pubblico sul quale potete poi basare le previsioni di affluenza per quest’anno?

Per quest’anno non posso fare previsioni, ma ti posso dire che in Europa si parla di noi, tuttavia, l’anno scorso abbiamo avuto ottimi feedback e appunto non essendoci mai stato nel sud Italia un evento del genere, le persone che sono venute non sapevano neanche cosa aspettarsi dal un evento del genere e con i feedback ci hanno reso orgogliosi proprio perché in città se n’è parlato molto e spero che se ne parli ancora di più!

Per il programma completo della fiera: www.canapainmostra.com

Elena Lopresti 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 12 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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