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CANDIDATO ALL’OSCAR

Fuocoammare di Rosi: il film su Lampedusa e i migranti che vorremmo nelle scuole

Cinema, Cultura, Diritti e sociale, DueSicilieOggi, Emigrazione, Italia, NapoliCapitale | 27 Settembre 2016

fuocoammare

E’ Fuocoammare di Gianfranco Rosi il film italiano candidato all’Oscar per il miglior film in lingua non inglese, scelto dalla commissione di selezione, riunita presso l’Anica.

Una scelta coraggiosa, per un docufilm che è stato, come sempre per Rosi, una full immersion nella realtà di Lampedusa, la città che per anni ha accolto centinaia di migliaia di migranti arrivati dalle coste africane. Un film verità con la voce narrante del medico coraggio dell’isola, quel Pietro Bartolo che è la parte umana di questo Paese, quella che tende mani reali che sui social non vedrete mai, che andrebbe proiettato in ogni scuola di uno stivale sempre più razzista e grottesco (basta guardare alcuni commenti indecenti sulla pagina fb di Fuocoammare all’annuncio della candidatura all’Oscar).

“Questa notte ero ancora agli sbarchi ad accogliere 58 persone tra molta sofferenza – ha raccontato Bartolo a chi gli ha dato la notizia della candidatura del film agli Oscar – sono felice per loro e ringrazio il regista che ha saputo raccontare al meglio quello che io ho cercato di dire per venticinque anni”.

Il film di Gianfranco Rosi andrà in onda in prima visione lunedì 3 ottobre su Rai3 in occasione della giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.

Oltre al film di Rosi erano in lizza: Gli ultimi saranno gli ultimi di Massimiliano Bruno, Indivisibili di Edoardo De Angelis, Lo chiamavano Jeeg Robot, di Gabriele Mainetti; Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese; Pericle il nero di Stefano Mordini; Suburra di Stefano Sollima.

Fuocoammare, documentario che racconta con immagini molto forti e reali la vita quotidiana a Lampedusa tra normalità e dramma con gli sbarchi dei migranti, ha vinto l’Orso d’Oro a Berlino 2016. La cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 26 febbraio.

 

Ora bisogna aspettare il 24 gennaio 2017, quando ci saranno le selezioni tra le varie proposte dei singoli Paesi, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 26 febbraio.

La candidatura ha avuto anche uno strascioco polemico firmato Paolo Sorrentino, che era tra i nove membri della commissione che ha votato i candidati agli Oscar. Insieme a lui c’erano Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Tilde Corsi, produttrice; Osvaldo De Santis, distributore; Piera Detassis, giornalista; Enrico Magrelli, giornalista; Francesco Melzi D’Eril, distributore; Roberto Sessa, produttore, e Sandro Veronesi, scrittore.

«Fuocoammare? È una scelta masochistica» è stato il commento di  Sorrentino riportato da alcuni giornali. «Si tratta di un bellissimo film, ma andava candidato nella categoria dei documentari. Così si depotenzia il cinema italiano, che quest’anno poteva portare agli Oscar anche Indivisibili di Edoardo De Angelis, che secondo me avrebbe avuto molte chance».

Molta delusione nel mondo del cinema napoletano infatti c’è stata per l’esclusione del film di De Angelis, che ha ricevuto diversi riconoscimenti all’ultima mostra del cinema di Venezia e che si è giocato la candidatura testa a testa con Rosi (esattamente cinque voti per il documentario su Lampedusa contro quattro per il film ambientato a Castelvolturno). Noi riteniamo invece che portare uno spaccato di realtà come quello di Fuocoammare sia un vero e proprio atto di coraggio. Certo, forse fuori tema e se non supererà la selezione occasione mancata per il cinema nostrano. Ma in tempi come questi comunque una luce nel buio. Che il cinema d’impegno che analizzi e denunci la realtà che viviamo qualcuno forse lo ha dimenticato. Ma questa era lo richiama. E Fuocoammare risponde.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 27 Settembre 2016 e modificato l'ultima volta il 27 Settembre 2016

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