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CAPO D’ANNO

I consigli di Matilde Serao: “Chi sa vivere un giorno, sa vivere un anno”

Identità, Storia | 30 Dicembre 2019

Dai “Mosconi” di Matilde Serao (1901) consigli di quasi 120 anni fa… sempre validi!

Oh non è mai una superstizione tener molto, tener immensamente a quel che accade, tra le 11:00 di sera del 31 dicembre e le 11:00 di sera del primo gennaio! Da 100 testimonianze e da una individuale esperienza, vi è qualche cosa di fatidico, da una mezzanotte all’altra: e il presagio non può sbagliare quasi mai, o sbaglia pochissimo. Se, anche per caso, voi siete triste e nervoso verso la mezzanotte, quando l’anno finisce, il vostro anno non sarà lieto è il vostro spirito sarà agitato: se nella giornata di Capo d’anno voi avete un fastidio o Ve lo procurate quasi apposta, ebbene, l’anno vostro sarà a carico di fastidi, di seccature, di complicazioni.

E, allora, giacche vi è questo, cercate di saper vivere l’ultima sera dell’anno e cercate, ancora, di saper vivere il primo giorno dell’anno, e come vi imporrete con la volontà, in quella sera, in quel giorno, agli avvenimenti e a voi stesso, così finirete per imporvi, tutto l’anno.

La sera del 31 dicembre, fuggite i ritrovi dove si sbadiglia: fuggite gli spettacoli, dove si muore di freddo spirituale : evitate ogni incontro con la gente pesante o irritante. Se avete un gaio ritrovo di amici, andateci subito e passate, così, il fatidico momento della mezzanotte, e abbiate un’emozione di allegria, non un’emozione di ricordi: se avete un elegantissimo ritrovo mondano, dove sapete di trovare della gente molto simpatica, un vostro amabile flirt, un amico spiritoso, andateci subitissimo a flirtare e bevete dello champagne e abbracciate lietamente l’amico: evitate la solitudine, evitate i ricordi, non guardate gli antichi ritratti, non guardate nei cassetti che da tempo non avete aperti: la tentazione è grande ma vincetela, se no, voi rimpiangerete troppo il passato e finirete per piangere. Ciò è di pessimo augurio! E nel giorno di Capodanno abbiate la ferma volontà di essere sereno: di non trovare troppo meschino il dono che vi si fa e di non badare al dono che manca: di accogliere bene ogni più umile voto, di contentarvi di quanto la vita vi da, di non aver nervi, di compatire ai nervi altrui, di aver della bonomia nel cuore e dell’equilibrio nella mente, di perdonare ogni capriccio e di non aver capricci, di lasciarvi andare quietamente alla corrente dell’esistenza senza trovarla né troppo buona nel troppo cattiva. Fate le visite che più vi piacciono, abbiate una filosofia ottimista o almeno uno scetticismo giocondo.

E rammentatevi che chi sa vivere un giorno, sa vivere un anno, e che un anno può governare tutta la nostra vita.

Matilde Serao (1901)

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 30 Dicembre 2019 e modificato l'ultima volta il 30 Dicembre 2019

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