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Caruso, le sue lettere all’asta da Christie’s. E a Napoli solo le istituzioni lo dimenticano

Cultura | 25 Febbraio 2021

Il 25 febbraio del 1873 nasceva a Napoli, in Via Santi Giovanni e Paolo 7, il più grande tenore di tutti i tempi: Enrico Caruso. Il 2 agosto saranno 100 anni dalla sua morte e Napoli – a parte i soliti che da sempre si occupano di preservare la memoria di Caruso, associazioni di volenterosi che rendono omaggio alla sua tomba o si battono per recuperare simboli che gli sono appartenuti – farà ben poco per celebrarlo.

La casa di Caruso restaurata da privati diventerà un piccolo museo

Tanto per parlare di privati che si muovono ignorati da tutti, a giugno Raffaele Reale, che ha acquistato la casa dove è nato Caruso, è deciso ad aprire le porte di un piccolo museo. La casa resterà com’era ed è in corso il restauro. Tutto a spese private.  Un progetto che prevede un caffè letterario e l’esposizione di vari cimeli. Nell’indifferenza di Regione e Comune, così come accaduto per la casa dove ha vissuto Totò.

I cimeli più importanti appartenuti a Caruso non sono a Napoli.

Senza contare lo Stato Italiano che lascia che il patrimonio di Caruso si disperda qua a là. Tanto per dire il Caruso Museum di New York di Aldo Mancusi, era intenzionato a cedere tutto il materiale allo Stato italiano. Franceschini si era interessato. Poi non se n’è saputo più nulla.

Ma non solo: attualmente sempre a New York è in corso un’asta con materiale  sconosciuto e inedito che rischia di essere disperso. Materiale importantissimo e inedito.

Lettere, telegrammi e foto private di Caruso all’asta da Christie’s

Si tratta di un enorme archivio di documenti personali di Caruso, attualmente offerto da Christie’s per la vendita privata . Comprende 282 lettere e telegrammi da lui inviati e 423 inviati a lui, risalenti a tutta la sua carriera.

“Queste lettere raccontano una storia avvincente”, racconta Thomas Venning, capo di Books and Manuscripts da Christie’s a Londra. “Ci portano nella mente di Caruso, mentre è cresciuto da tenore locale a cantante più famoso del mondo, oltre a portarci il punto di vista di coloro che gli sono vicini, trascinati da questo turbine umano. Sembra che sia stato su un costante ottovolante emotivo”.

L’archivio – che comprende anche una miriade di documenti finanziari di Caruso, oltre a una manciata di fotografie, ritagli di giornali e documenti del tribunale – fu donato dal cantante sempre più infermo all’amico Antonino Perrone nel maggio 1921. Questo avvenne poco prima che lasciasse il Negli Stati Uniti per l’ultima volta e tre mesi prima della sua morte. Perrone, che viveva a Boston, è stato probabilmente scelto come destinatario perché ci si poteva fidare di tenere questo archivio molto personale fuori dagli occhi del pubblico.

Un archivio privato sconosciuto fino al 2014

Questo archivio privato, sconosciuto persino al figlio Enrico jr che nel 1990 scrisse il memoriale della sua famiglia, contiene pezzi importantissimi. Ad esempio le lettere d’amore inviate alla sua Ada, dove trovano spazio i pensieri dell’artista a volte spaventato dal palco, altre volte esausto per le lunghe tournee. Un prezioso patrimonio documentario, ritrovato nel 2014 sempre da Christie’s,  è ora ritornato sul mercato, proprio nell’anno del centenario della morte dell’artista.

La regione restaurerà la Cappella di Caruso

Per il resto in Italia per celebrare Caruso si fa poco e niente. Oltre alla messa del 2 agosto sulla tomba di Caruso a Napoli, una tradizione promossa da anni da Franco Iacono con la sua associazione, l’unica cosa concreta di questi mesi è che Scabec e Regione hanno annunciato di restaurare la cappella di Caruso a Santa Maria del Pianto. Davvero poco per ricordare il più grande tenore del mondo.

Federico Caruso, pronipote dell’artista, aveva minacciato di traslare la salma se non si fosse provveduto. «La cappella al cimitero cadrà a pezzi, ma la salma sarà traslata a New York a spese del Museo Caruso. Se il Comune vuole che Caruso resti a Napoli, la ripari». Ci ha pensato la Regione.

Tutto ciò provoca un riso amaro se si pensa che quando il grande Caruso morì, furono organizzati  funerali in pompa magna e con cerimonia solenne, nella Basilica di San Francesco da Paola

Anche piazzetta Ottocalli nel degrado

Peccato che la riverenza che la città di Napoli riservò al tenore pare essersi persa nel giro di un cinquantennio.

Una situazione inaccettabile che coinvolge, purtroppo, anche Piazza Ottocalli, dove il busto di Caruso è spesso sepolto dalla sporcizia. Comprensibile, dunque, la rabbia degli eredi, che trovano oltraggioso il modo in cui si ricorda il celebre avo nella città che gli fu più a cuore.

Come altrove si ricorda Caruso

Altrove il nome di Caruso non è stato relegato a qualche targa commemorativa o viuzza. A Brooklyn, tra i teatri che egli tanto amò, c’è appunto il Museum Enrico Caruso di Mancusi ricco di cimeli, opere, carte private e abiti indossati in occasione di celebri pièce.

Ma il nome di Caruso risuona anche nella Walk of Fame, dove una stella ricorda al mondo la superstar dell’opera.

In Italia all’interno della residenza Caruso di Bellosguardo, acquistata nel 1995 dal comune e aperta al pubblico nel 2012, pure c’è un piccolo museo. La bellissima villa dove Caruso visse con la sua amata Ada Giacchetti, conosciuta a Livorno, raccoglie preziose memorie della coppia, insieme dal 1898 al 1908.

Più modesto è il museo-ristorante di Sorrento, luogo dove sono esposte circa 280 caricature realizzate da Caruso stesso, articoli di giornale e 78 dischi originali.

A Napoli annunciata una “casa per Caruso”

Il museo Caruso nella casa di nascita del tenore, come detto, sarà privato. Anche se a ottobre il direttore generale del Mibac Salvatore Nastasi ha annunciato una “casa per Caruso” a Napoli.  Dove, come e perché non si sa. Certo è che il Comitato per il centenario, ha avuto un finanziamento di 90 mila euro con un bando del Mibac assieme al via libera da Camera e Senato. 90mila euro: una cifra ridicola per celebrare un personaggio di portata mondiale.

E inoltre ci domandiamo come si riempirebbe la casa di Caruso se la maggior parte del materiale è oltreoceano e per giunta quasi tutto in vendita?

Ci auguriamo che lo Stato si muova prima che sia troppo tardi, per non disperdere questo immenso e importantissimo patrimonio. E per rendere i giusti onori a uno dei più illustri cittadini di Napoli.

Lucilla Parlato

Martina Di Domenico

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 25 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 25 Febbraio 2021

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