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Casa di Totò alla Sanità: il proprietario inizia i lavori (senza l’aiuto delle istituzioni che hanno solo promesso)

Identità | 15 Febbraio 2021

Giuseppe De Chiara aveva acquistato 20 anni fa all’asta, con sua madre Amelia Canoro, la casa dove Antonio De Curtis, il nostro grande Totò, ha vissuto dalla nascita, il 15 febbraio 1898, fino ai 23 anni, a via Santa Maria Antesaecula nel cuore del quartiere Sanità.

Dopo oltre dieci aste deserte, De Chiara si era aggiudicato quell’appartamento per pochi euro.

In questi due decenni ha aspettato che le numerose promesse delle istituzioni partenopee e campane che si sono succedute al governo di città e regione, si trasformassero in azioni.

Se non è questo il luogo dove creare un museo Totò (che da anni dovrebbe nascere a Palazzo dello Spagnuolo, a poche centinaia di metri da qui, in un appartamento già individuato da tempo immemore dalla Regione Campania) è certamente luogo da utilizzare per preservare la memoria di un grandissimo attore, amato da tante diverse generazioni, maschera pura della nostra identità partenopea.

Il proprietario stanco di attendere le istituzioni: iniziano i lavori di ristrutturazione

Purtroppo di iniziative permanenti dedicate a Totò a Napoli se ne parla da decenni senza risolvere nulla. E così De Chiara si è scucciato di aspettare risposte istituzionali che in 20 anni non sono arrivate. Nemmeno dal sindaco de Magistris, bravo a promettere – cosa che aveva fatto ovviamente –  e a nulla compiere.

Qua occorreva invece agire subito dato che la casa di Totò, due vani, servizi e cucina, era ormai ridotta a un rudere. Ma dopo 20 anni, col tempo che passa inesorabile, De Chiara ha deciso di muoversi direttamente con la sovrintendenza, che ha dato un primo ok per presentare un progetto di ristrutturazione. L’idea è di riproporre una casa tipica del tempo. Magari con qualche memorabilia importante appartenuta al Principe. Comunque di creare un percorso di memoria che alla Sanità esiste solo nella suggestione, nel cuore della gente, negli angoli di memoria e non nei fatti.

A Napoli solo iniziative dal basso per Totò, come Vico Totò

Del resto si è visto anche due anni fa, con la nascità di Vico Totò, ai Quartieri Spagnoli. Iniziativa che è stato necessario far partire in un altro quartiere, dal momento che – al netto dell’indifferenza del Comune e dell’improbabile “Sportello per l’arte urbana” che non si fila nessuno – alla Sanità nulla è possibile concludere senza il placet della locale Fondazione dedicata al nostro santo patrono.

Ai Quartieri, invece, dal basso, due anni fa è nata la strada dei murales dedicata al Principe, Vico Totò, ex vico Portacarrese a Montecalvario, che ha visto unirsi artisti e appassionati in un unico atto d’amore, con oltre 30 opere dedicate a Totò messe insieme in un solo mese, nell’agosto del 2019.

Ora, per ricordare Totò, un’altra iniziativa dal basso, perché le nostre istituzioni non sono in grado di muoversi per la memoria se non affiggendo di tanto in tanto qualche targa, economica, poco impegnativa, che non necessita di capacità progettuale.

Gallery Sergio Valentino

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 15 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 16 Febbraio 2021

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