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Celebrare Dante attraverso Virgilio, un’opportunità mancata per Napoli

Cultura | 13 Marzo 2021

Nei giorni scorsi il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha presentato il ricco palinsesto di eventi per le celebrazioni dantesche del 2021, anno in cui ricorrono i settecento anni dalla morte del poeta fiorentino.

Centinaia di iniziative avranno luogo in tutta Italia, anche in città non direttamente associate alla figura del sommo poeta.  Nessuna è in programma a Napoli e sono pochi, in generale, gli eventi che si svolgeranno in Campania.

Un’occasione mancata, dal momento che Virgilio, presenza costante accanto a Dante, nella letteratura, quanto nelle arti, è una figura visceralmente legata alla nostra città.

Virgilio comprare anche nella locandina dell’attesissima mostra “Inferno”, organizzata alle Scuderie del Quirinale, e nelle numerose opere che saranno esposte.

Ma non solo, il poeta latino ritorna nelle immagini di altri documenti ufficiali dedicate alle celebrazioni e diffusi dall’ufficio stampa del MiC (Ministero dei Beni Culturali).

Viriglio cooprotagonista della Divina Commedia

Virgilio ispira e guida Dante nella Divina Commedia, diventandone il cooprotagonista e accompagnandolo per due terzi dell’opera (lungo i cerchi infernali e nella scalata al Purgatorio). Dante presenta Virgilio all’inizio della sua opera, ponendolo in posizione di rilievo. Di conseguenza nelle opere d’arte ispirate a questa cantica li troviamo entrambi raffigurati.

Difficile credere che questo legame, così evidente, non sia stato un input nella città in cui Virgilio visse, divenne figura centrale e “taumaturgica”, e volle essere seppellito.

Eppure, un percorso che valorizzi Dante nei luoghi di Virgilio è possibile, anche in un territorio che potrebbe sembrare molto distante dal sommo poeta fiorentino.

I luoghi di Virgilio a Napoli

Mi ha generato Mantova, il Salento mi ha strappato alla vita, ora Napoli conserva i miei resti, così recita il monumento funebre dedicato a Virgilio nel parco che porta il suo nome, che è vicino a un altro luogo legato al poeta, il magico Castel dell’Ovo.

Oltre al parco e al castello, di memoria virgiliana è anche la misteriosa Crypta Napolitana, creata da Virgilio, secondo la leggenda, per unire più facilmente Napoli e Pozzuoli, in origine separate dalla collina di Posillipo.

Nessuno ha pensato di partire da questi tre luoghi chiave per celebrare Dante attraverso Virgilio.

Le celebrazioni dantesche nei Campi Flegrei

Sarebbe un percorso ­abbastanza ovvio, per ricollegarsi poi naturalmente ai progetti selezionati dal Comune di Bacoli in occasione delle celebrazioni dantesche.

Ricordiamo, infatti, che oltre al palinsesto ufficiale di eventi finanziati dal Ministero della Cultura e da quello dell’Istruzione, sono sorte una serie di iniziative collaterali e parallele, in parte patrocinate dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dantesche.

Il Comune di Bacoli è pratciamente l’unico tra le istituzioni che hanno recepito lo stimolo che sorge dalla correlazione tra Dante e Virgilio, proponendo un calendario di eventi che valorizza quei luoghi dei Campi Flegrei (quindi antro della Sibilla, lago d’Averno e terme di Baia) associati a Virgilio.

La programmazione completa non è stata ancora resa nota, ma dal 20 marzo sarà disponibile sul sito del comune.

Dai Campi Flegrei a Posillipo

In effetti, valorizzare i Campi Flegrei non significa poi solo celebrare Viriglio. La selva oscura dei primi tre versi infernali potrebbe essere, proprio per la grande considerazione che Dante aveva nei riguardi della sua guida, la stessa che compare nel VI libro dell’Eneide.

Inoltre, nell’antichità i Campi Flegrei non erano così circoscritti come oggi e arrivavano fino a Posillipo.

Già una maggiore sinergia tra l’area metropolitana di Napoli e il Comune di Bacoli avrebbe meglio contribuito alle celebrazioni dell’anno dantesco.

Con il fiume Lete, nel casertano, si celebra Dante

Ma in realtà, si può andare ben oltre. Potremmo credere che dei collegamenti tra Dante e Virgilio siano ovvi in alcune aree della nostra regione e forzati in altre, ma così non è.

Nel casertano, specificatamente a Prata Sannita e Pietravairano, grazie a Poste Italiane e al Ministero della Cultura, si celebrerà Dante col percorso naturalistico che costeggia il fiume Lete, menzionato nel VI libro dell’Eneide e, non a caso, anche nel Purgatorio.

Nell’isola di Capri si celebra Dante partendo da studiosi tedeschi

Da Capri, invece, viene un altro interessante stimolo. Si partirà da Auguste Kopish, studioso, traduttore e illustratore della Divina Commedia, e da Karl W. Diefenbach, che a Kopish si ispirò nell’opera “Ein Sonnenaufgang”, in cui comprare la sfinge redentrice dal profilo dantesco. I due tedeschi, che trascorsero a Capri parte della loro vita, sono stati da input per il progetto presentato dall’Associazione Polis 3.0 al Comitato Nazionale, ottenendone il patrocinio.

“Non è stato semplice scrivere un progetto che evidenziasse legami tra Capri e la figura di Dante ben supportati dalle fonti”, ha dichiarato il presidente dell’associazione Bruno Flavio, ma, grazie alla prof.ssa Manuela Schiano, tutto ciò è stato possibile.

Dante nell’Ottocento napoletano: tra pubblicazioni e opere d’arte

Anche a Napoli, nell’Ottocento, numerosi sono stati gli studi danteschi. Va ricordato tra tutti Domenico Jaccarino che ha tradotto nel 1858 l’Inferno in napoletano, recentemente pubblicato da D’Amico editore.

E cosa dire delle opere d’arte che hanno come tema la Commedia e che sono custoditi nei nostri musei? Un esempio è il quadro di Tommaso de Vivo custodito a Palazzo Reale, ma la lista è davvero lunga.

Anche qui sorge spontanea una domanda: perché non mettere in dialogo tutti questi elementi, organizzando convegni e mostre?

Dal territorio alla pièce teatrale

Se ci fosse stata una maggiore programmazione a Napoli, e una sinergia con i Campi Flegrei e Capri, avrebbe avuto ancora più senso l’unico grande evento finanziato dal Comitato Nazionale a Pompei, lo spettacolo teatrale “Commedia divina” di Federico Tiezzi.

Una pièce basata su tre drammaturgie che Tiezzi commissionò nel 1989 ai poeti Edoardo Sanguineti (Inferno), Mario Luzi (Purgatorio) e Giovanni Giudici (Paradiso) che verrà inaugurata a Pompei a luglio.

Per le peculiarità col momento storico che stiamo vivendo, si è scelto significativamente di iniziare dal Purgatorio, la cantica dell’arte, dell’amicizia e della speranza, in cui, come detto, non manca di certo Virgilio.

Celebrare Dante attraverso Virgilio

Il poeta latino è sempre stato per Napoli più che un letterato, una figura a metà tra un santone e patrono, diventandone un simbolo identitario. Quel filo che ci lega a lui da riverenza e riconoscenza è lo stesso che sentiva Dante, il quale, nella sua opera maggiore, quasi si nascose all’ombra di colui che considerava “il maestro, l’autore, colui a cui tolse il bello stile che gli fece onore”.

Per questo non riusciamo a comprendere la totale assenza di iniziative nella città partenopea, dal momento che si è deciso di celebrare Dante anche lì dove la sua presenza è garantita da collegamenti indiretti alla sua figura e alla sua opera letteraria.

Martina Di Domenico

Un articolo di Martina Di Domenico pubblicato il 13 Marzo 2021 e modificato l'ultima volta il 13 Marzo 2021

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