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CELEBRAZIONI

A Cappella Sansevero torna a casa il ritratto del Principe di Sangro

Arte, Cultura | 28 Gennaio 2020

Per il 310° anniversario della nascita di Raimondo di Sangro, a Cappella Sansevero si è celebrato stamattina un nuovo arrivo: è il Ritratto di Raimondo di Sangro principe di Sansevero, opera del pittore napoletano Francesco De Mura recentemente acquisitato dal Museo Cappella Sansevero. Entra a far parte della collezione permanente, nella sacrestia della cappella.

“Buon compleanno, principe”, l’iniziativa per la ricorrenza della nascita del principe, prevede tra l’altro tariffe speciali per chi vorrà visitare il museo entro il 30 gennaio, data appunto del genetliaco del principe.

La storia del ritratto del Principe

Il dipinto, un olio su tela databile tra il 1745 e il 1755, è, una  straordinaria testimonianza dell’arte di Francesco De Mura, pittore napoletano dallo stile barocco allievo del Solimena nei primi decenni del 700, e mostra un Raimondo di Sangro maturo, fiero e giovanile al tempo stesso.

La fascia rossa che scende dalla spalla destra ed il ricco mantello che ne avvolge la figura sono insegne dell’Ordine di San Gennaro, prestigiosa onorificenza conferita al principe nel 1740; la corazza da condottiero ricorda le glorie militari del personaggio, già colonnello del Reggimento di Capitanata e protagonista della eroica battaglia di Velletri; i colori azzurro ed oro dello stemma dei di Sangro sono ben evidenti nel volant del pettorale, che incornicia una testa leonina, particolare presente anche nel ritratto del figlio del principe, Vincenzo, presente nella Cappella stessa. Sono stati questi elementi, insieme all’evidenza dei tratti fisiognomici, a consentire l’identificazione del personaggio a partire da Katia Fiorentino, Funzionario Soprintendenza per il PSAE e per il Polo Museale della città di Napoli a Castel Sant’Elmo, nel 2009: “L’effigiato presenta affinità con i due ritratti già noti del di Sangro: l’incisione ad acquaforte di Ferdinando Vacca, databile tra il 1747 e il 1750, e il dipinto su rame di Carlo Amalfi, più tardo di circa vent’anni”.

Opinione condivisa poi dallo storico dell’Arte Giuseppe Porzio che oggi ha presentato alla stampa il dipinto: egli sottolinea come “La comune fronte ampia e rotonda l’ovale perfetto del viso, gli occhi grandi e i caratteri del viso; naso deciso, bocca sottile e serrata, sottomento pieno. Da tutte e tre le raffigurazioni promana una dignità insieme alta e accostante”. ” La tela” sottolinea ancora Porzio, “rappresenta un vertice di eleganza  raggiunto da De Mura”.

Come è tornato “a casa” il ritratto del Principe

L’ovale, proveniente da un mercato antiquario madrileno, esposto per la prima volta a Napoli presso il Museo di San Martino nel 2009, fu ospitato già nel 2010 nella Cappella Sansevero durante le celebrazioni per il tricentenario dalla nascita di Raimondo di Sangro. Ma solo nel 2019 il Museo Cappella Sansevero potè acquisirlo in via definitiva, acquistandolo dalla Galleria Porcini di Napoli e impreziosendo così la documentazione iconografica su una delle più celebri personalità del Settecento Napoletano.

Fabrizio Masucci, Direttore della Cappella Sansevero, si dichiara lieto di poter consentire ai visitatori della storica struttura di ammirare questo preziosissimo ritratto: “E’ assai raro che vengano rinvenute opere direttamente legate all’attività mecenatesca del principe”.

Infine, come dichiara Carmine Masucci, amministratore del complesso monumentale, “Con l’acquisizione del “Ritratto di Raimondo di Sangro”, il principe di Sansevero torna finalmente a casa, e stavolta per restarci”.

Sergio Valentino

 

 

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 28 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 28 Gennaio 2020

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