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CENTRO STORICO DI NAPOLI

Incurabili, protestano gli sfrattati: “Dentro si presentano libri, noi sbattuti a Sant’Anastasia. Chiediamo una soluzione dignitosa”

Attualità, Beni Culturali | 13 Aprile 2019

Le famiglie del complesso degli incurabili oggi hanno fatto sentire la propria voce, dopo lo sfratto dei giorni scorsi che ha “deportato” molti di loro fuori Napoli, a  Sant’Anastasia “Chi ci ha messo in questa situazione ci porta sulla coscienza!” spiegano. E oggi hanno dimostrato che non se ne staranno buoni, come qualcuno sperava. Sbagliando.

Dentro il Complesso, infatti, mentre 90 persone non hanno più un tetto e molti reparti dell’Ospedale sono stati spostati all’Ospedale del Mare, accadono spiacevolissimi eventi. Come quello che ha visto protagonista, ancora, il direttore del museo delle Arti farmaceutiche, Gennaro Rispoli: (glielo diciamo da qui, visto che ci ha bannati dalla pagina del Museo delle Arti farmaceutiche, confermando una gestione singolare dell’intera vicenda). Rispoli, infatti, che evidentemente si sente proprietario di un bene pubblico, va infatti avanti come se nulla fosse. Tant’è che oggi aveva confermato – in maniera quanto meno inopportuna – la presentazione di un libro su Giuseppe Moscati.

Ieri, invece, oltre a bannarci, aveva tenuto a proporre ai lettori della pagina un bell’elenco vip di amici e sodali accorsi a esprimergli solidarietà non si capisce per cosa. Proposte? Idee? Dalla pagina non si legge nulla se non un elenco di gente, alcuna in ottima fede, altra tristemente nota: “C’erano Silvestro Scotti (Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli), Vincenzo Santagada (Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli), Clemente Esposito (Presidente del Centro Speleologico Meridionale), Giovanni Pandolfo (Console Regionale per la Campania del Touring Club Italiano), Carlo Spagna (Magistrato e Presidente della Fondazione Castel Capuano), Gaetano Bonelli (Direttore del Museo Antropologico di Napoli), Guido Donadone (studioso delle ceramiche e delle riggiole della Farmacia degli Incurabili), Marinella de Nigris, Francesco Galluccio, Francesca Fermiano (rappresentante Soroptimist), Kadisba (Associazione di supporto socio-sanitario per le donne del Mediterraneo), Maria Muscarà (Consigliere Regionale della Campania), Giuseppe Spinelli (storico dell’Omeopatia), Elsa Evangelista (ex direttore Conservatorio di San Pietro a Majella), Michele di Iorio (decano dei farmacisti di Napoli)”. Superfluo dirvi che per fare brodo, in questo elenco, c’è buona parte del comitato scientifico del museo. Ma tant’è.

Il post dalla pagina del Museo degli incurabili in cui si conferma la presentazione di un libro

Bene hanno fatto, dunque, le famiglie di sfrattati dal Complesso degli Incurabili – che, ricordiamo, sono 21, per un totale di circa una novantina di persone, di cui alcune invalide –  a far sentire oggi la propria voce a questo circoletto vip autoreferenziale. E a impedire, con la protesta, l’inopportuno evento.

Non solo sono esasperate dalla “deportazione” a Sant’Anastasia ma oggi che hanno tentato di recuperare i  propri effetti personali,  si sono trovate anche senza i vigili urbani ad accompagnarle. Così prima  hanno prima bloccato l’accesso dei turisti al cortile storico e poi hanno aperto i portoni e sono rientrate nel palazzo delle proprie abitazioni, principalmente donne e bambini.

“Chi ci ha messo in questa situazione insostenibile ci porta sulla coscienza!”.

Non vogliono vivere in un palazzo ritenuto pericolante, ma pretendono di essere finalmente e immediatamente riportate a Napoli e che si costituisca subito un tavolo interistituzionale con regione, comune e asl per approntare una soluzione alloggiativa degna, prima di poter rientrare – chissà quando – nelle proprie case.

Non vogliono essere loro, con le proprie esistenze a pagare il prezzo delle responsabilità di chi doveva monitorare e salvaguardare uno dei beni storici e architettonici piu importanti d’Europa e non lo ha fatto!

«Non abbiamo violato i sigilli, che tra l’altro non sono mai stati messi, ma abbiamo trovato già aperto. Nessuno aveva intenzione di restare all’interno degli appartamenti – hanno spiegato i residenti alla stampa – se poi qualcuno aveva questa intenzione se ne sarebbe assunto la responsabilità. Abbiamo chiamato i Pompieri e i Vigili Urbani per cercare di entrare nelle nostre case e prelevare qualche medicinale indispensabile e qualche ricambio necessario visto che staremo fuori chissà quanto tempo. Il direttore Verdoliva – rincarano la dose – ci ha definiti scriteriati. Bene, noi invece crediamo che sia scriteriato il modo di gestire questa faccenda, con dei cittadini onesti costretti a far questo perchè non c’è nessuno che li assiste in un momento di difficoltà».

Singolare infatti che i turisti o gli intellettuali interessati alla presentazione di un libro, mentre tutto va a pezzi, possano entrare nel complesso mentre è in atto questo poco. I residenti sono giustamente furibondi, non solo con la direzione dell’Azienda Sanitaria e di chi consente passerelle in questo momento, ma anche con il Comune, perché non si riescono a trovare 90 posti in centro storico, dove giustamente queste persone – molti anziani, ripetiamo – vogliono restare.

Invece stanotte sono dovuti tornare tutti a Sant’Anastasia, spaventati dalle minacce di chi, da dentro gli Incurabili, ha detto loro che rischiavano grosso per aver violato i sigilli. Sigilli che non c’erano, appunto. Come non c’è alcuna attenzione a queste persone. Lunedì e martedì comunque, Curia e Comune li incontreranno nella speranza di trovare poche decine di posti al centro storico.

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Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 13 Aprile 2019

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