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CENTRO STORICO

Dopo il crollo agli Incurabili, recuperate le ossa di Maria D’Ayerba: ora si pensa alla “cura”. Ma la Chiesa era esclusa dal progetto Unesco

Beni Culturali | 25 Marzo 2019

Alle prime luci dell’alba, tra sabato e domenica scorsi nella Chiesa Santa Maria del Popolo degli Incurabili (anno 1530), si è registrato il crollo di una volta di sostegno del pavimento retrostante l’altare maggiore. Dal 2010 una parte del complesso, di proprietà dell’ASL Napoli 1, inclusa la storica farmacia degli Incurabili, e la chiesa di Santa Maria del Popolo, fanno parte del «museo delle arti sanitarie di Napoli».

Il crollo ha provocato anche un cedimento che ha interessato la tomba di Maria D’Ayerba (amica della co-fondatrice dell’Ospedale degli Incurabili) – di cui ieri sono state recuperate le spoglie, tra le macerie – e parte del coro ligneo. Problemi si sono registrati anche in un locale sottostante adibito a garage ad uso privato. Vista l’ora in cui si è verificato il fatto ed essendo il locale in questione accessibile a personale autorizzato l’episodio non ha provocato danni alle persone.

Sul luogo ieri mattina il Commissario Straordinario dell’Asl Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva assieme al direttore sanitario dell’Ospedale degli Incurabili Mariella Corvino, ai Vigili del Fuoco ed alla Protezione Civile. Ancora una volta il commissario straordinario Verdoliva ha sottolineato che “Il complesso di Santa Maria del Popolo degli Incurabili presenta un quadro fessurativo “in evoluzione” che trasmette certamente una sofferenza delle fondamenta evidenziando un’alta criticità strutturale; merita la massima attenzione e farò tutto ciò che è nelle mie competenze per cambiare un destino che sembra già scritto. Siamo chiamati a lavorare su una situazione già estremamente compromessa, ma le sfide, anche quelle apparentemente impossibili, non ci hanno mai spaventato. Le attività tecnico-amministrative proseguiranno senza sosta nei prossimi giorni, così da programmare nel più breve tempo possibile gli interventi da realizzare per “curare” questo importante complesso monumentale”.

A chi invoca i finanziamenti Unesco, destinati agli Incurabili, ricordiamo che nel dicembre del 2018, cioé poco meno di due mesi fa, la Giunta comunale partenopea aveva approvato sì la convenzione tra il Comune di Napoli e l’ASL Napoli 1 per l’inizio dei lavori di restauro del Complesso dell’Ospedale degli Incurabili per un importo dei lavori pari a 4 milioni di euro nell’ambito del Grande Progetto Centro Storico Unesco, ma che la Chiesa non faceva parte di questa convenzione. In quell’occasione gli assessori Mario Calabrese e Carmine Piscopo, promotori dell’iniziativa avevano spiegato  che presto si sarebbe proceduto alla sottoscrizione del contratto con l’aggiudicatario per valorizzare uno dei luoghi più suggestivi e importanti per la storia delle scienze e della medicina, non solo napoletana ma anche europea.

Fonti interne del Comune di Napoli però appunto spiegano non solo che passeranno ancora mesi (va prima “aggiudicato” il progetto e poi assegnato) ma che comunque la Chiesa non c’entra nell’accordo di convenzoine tra Asl e Comune e che dunque è inappropriato il richiamo al “grande progetto Unesco”.

 

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 25 Marzo 2019 e modificato l'ultima volta il 29 Marzo 2019

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