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CENTRO STORICO

Incontro con Salvini: le voci degli artigiani che si dissociano

Arte e artigianato | 4 Giugno 2020

“I soliti quattro venduti su cinquanta artigiani di San Gregorio Armeno”, mormora uno di loro che non vuole rivelarsi per non avere problemi e rivendicazioni commentando la riunione organizzata domani a Napoli, all’Hotel Paradiso a via Catullo, da Matteo Salvini, con appena sei  artigiani di San Gregorio.  Persone dai cognomi ben noti, alcuni tra i più noti e commerciali tra i pastorai, almeno a Napoli. Altre più anonime e probabilmente in buona fede. La Regione Campania ha ignorato i loro appelli e le loro richieste di aiuto e adesso giustificano così la loro stretta di mano al capo dell’opposizione al governo, che ha chiesto di incontrarli ma che potere di aiutarli poi non ne ha affatto… Marco D’Auria, Carmine de Maria, Serena D’Alessandra, Pasquale Palumbo, Vincenzo Capuano,  Dino Bavaro e Gabriele Casillo che pastoraio non è ma presidente di un’associazione, il Corpo di Napoli, che si è fatto portavoce di queste persone, formeranno la delegazione “scelta” per partecipare a questa cena. Si è sottratto all’ultimo momento Marco Ferrigno, noto pastoraio proprietario di diversi locali di via San Gregorio Armeno. Locali che su questa strada, nella maggior parte dei casi, costano dai 1000 ai 1800 euro al mese. Una strana assenza, quella di Ferrigno, non certo prova di coraggio da parte di chi ha agitato più di altri la protesta.

Insomma la triste verità è questa, come ci rivela uno di loro: “Sono pochissimi gli artigiani di San Gregorio Armeno favorevoli all’incontro con Salvini previsto per domani. Quattro, massimo cinque su un gruppo di cinquanta cui non frega assolutamente nulla di Salvini né di altro visti i problemi economici seri che stiamo affrontando a cui nessuna istituzione sta dando risposte”.

Possibile mai che si scelga un interlocutore che ha fallito su ogni fronte, un antimeridionale quale Salvini, per difendere un simbolo dell’identità? Possibile mai che si considerino poi solo le istanze di 50 artigiani, quelle di via San Gregorio Armeno, e non quelli di San Biagio dei Librai o di via dei Tribunali che pure raccolgono grandissimi nomi e grandissimi artigiani? Succede quando ci si fa strumentalizzare scioccamente, come accadrà nelle prossime ore a uso telecamere. Tristissimo.

“Eppure siamo tutti nella stessa barca – spiega uno storico artigiano che vive pochi passi più in là, in via dei Tribunali, quale Guglielmo Muoio, di Ars Neapolitana –  tutti gli artigiani del centro storico si trovano in una situazione difficile. Io sono molto critico anche con chi ha organizzato la protesta, già ci sarebbe da discutere su questo perché si sta rispondendo ai desideri di qualche commerciante in particolare, che sta sfruttando la situazione per farsi paladino della giustizia. Insomma non condivido né le modalità di questa vicenda né le pretese. Non dico che non va chiesto qualcosa alle istituzioni, ma non con queste modalità. Questo incontro con Salvini di domani servirà solo a farsi riprendere dalle telecamere. Senza contare che chi si avvicina a Salvini, da Gaeta in giù, per me dovrebbe solo vergognarsi”.

Anche Raffaele Scuotto, de La Scarabattola, sempre a via dei Tribunali, si sente “lontano anni luce” dall’iniziativa. E anzi dice, a nome dei fratelli Scuotto: “Essere a via dei Tribunali, geograficamente distanti insomma, in questo momento ci salva. Avremmo preferito lavorare tutti insieme a un progetto comune, come accaduto per la sfilata di Dolce & Gabbana. Cercando sponsor e aiuti privati e celebrando questa zona con iniziative comuni. Perché qui al centro storico le realtà positive dell’artigianato sono tante e andrebbero valorizzate. A me fa specie che si vada ad appoggiare la politica dei leghisti a Napoli. Mi rendo conto che la crisi porta rabbia e confusione e io non voglio odiare nessuno. Ma Salvini? Uno che ha dimostrato di non essere capace – nemmeno quando era al governo – di fare nulla di buono? Siamo amareggiati, mi fa malinconia tutto questo. Stanno stuprando Napoli, stanno violentando Napoli”.

Arrivano anche le “dissociazioni” da via San Biagio dei Librai. Ed in particolare quella di Tiziana d’Auria, di “Si riparano ricordi” a Palazzo Marigliano (il fratello è nella delegazione che incontrerà Salvini). “Io non faccio parte dell’associazione degli artigiani di San Gregorio – spiega – ma mi dissocio da quest’iniziativa. In generale mi dispiace per la situazione: gli artigiani di San Gregorio Armeno che hanno formato questa associazione non hanno capito che siamo una comunità. La comunità di San Gregorio Armeno dovrebbe aiutare San Gregorio Armeno e fare rete con gli altri. Mi spiace che Salvini manipoli e approfitti di queste persone: persone semplici che spero facciano le loro valutazioni. Ma distinguiamo bene, sottolineamolo: questa con Salvini non è un incontro della categoria dell’arte presepiale ma dell’associazione San Gregorio Armeno”.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 4 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 5 Giugno 2020

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