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Chi è “Genny ‘a carogna”? Conosciamo insieme il capo ultras che ha deciso le sorti di Fiorentina-Napoli

Sport | 4 Maggio 2014

3020814075Gennaro De Tommaso detto “Genny ‘a carogna” è il capo ultras che ha tenuto sotto scacco l’intero stadio Olimpico di Roma, in occasione della finale di Coppa Italia che ha visto il Napoli di Benitez trionfare sulla Fiorentina di Montella. La sua storia è comune a molti membri dei vari gruppi ultras che circolano nel panorama sportivo napoletano. Figli della camorra, abbracciano un credo di cui si proclamano profeti, protetti dall’ occhio del dio San Paolo di Fuorigrotta. Purtroppo la realtà camorristica ha leve molto lunghe, che perpetuano fino ai gruppi del tifo organizzato partenopeo. Allora accade che Gennaro De Tommaso, il cui padre Ciro è ritenuto affiliato al clan dei Misso, operante nel Rione Sanità, si ritrovi a capo dei Mastiffs (famigerato gruppo della Curva A). Pare che il noto Genny, in passato già oggetto di Daspo, sia temuto e rispettato da tutta la curva, tanto da esserne ritenuto il leader.

Succede che, dopo la notizia degli scontri, in cui è rimasto gravemente ferito un trentenne napoletano, il prefetto Giuseppe Pecoraro è indeciso sulle possibilità di giocare o meno l’incontro. Dalla Curva Nord, dei tifosi partenopei, si leva un coro “Niente partita”. Il summit si sposta dall’ élite dirigenziale ai tifosi presenti in curva. È deciso, sarà “Genny il saggio” a decidere cosa farne dell’incontro. Dopo un timido tentativo di avvicinamento fallito, Pecoraro, accompagnato dal capitano del Napoli Marek Hamsik, viene accolto presso “Genny ‘a carogna”, che scavalca le barriere di protezione dell’Olimpico. Le immagini rimandano subito ai ricordi di Ivan Bogdanov, il tifoso serbo che durante la sfida a Marassi Italia-Serbia aveva fatto interrompere la partita. Risalta subito all’attenzione la maglia indossata da De Tommaso, con la frase impressa “Speziale libero”, dedicata all’ultrà del Catania Antonino Speziale, che sta scontando otto anni per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore Filippo Raciti, avvenuto il 2 febbraio 2007 durante gli scontri esplosi allo stadio Massimino. Dopo la trattativa, ‘a carogna decide: si gioca, ma i tifosi delle rispettive squadre rimarranno in silenzio. Tutti acconsentono e la partita può avere inizio.

Intanto le immagini dell’Olimpico fanno il giro del mondo.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 4 Maggio 2014 e modificato l'ultima volta il 4 Maggio 2014

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