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CIVILTA’ GRECA

E’ ufficiale: il nuovo governo Syriza chiuderà Amygdaleza, il lager per immigrati

Altri Sud, Emigrazione, Europa, Integrazione | 18 Febbraio 2015

mmigrants stand behind a fence at a detention centre in the Amygdaleza suburb of western Athens

Grecia ancora esempio di civiltà: Amygdaleza chiuderà, la decisione è finalmente ufficiale. La Grecia mette quindi al bando il suo principale centro di identificazione ed espulsione per immigrati ed è solo il primo dei provvedimenti promessi in campagna elettorale che prende forma nella realtà.

Recinzioni invalicabili con tanto di filo spinato, 250 container, circa 1.600 migranti rinchiusi in celle minuscole addirittura in 4 e costretti a vivere – si fa per dire – in condizioni che definire “disumane” è puro eufemismo: sembra l’inferno, più semplicemente questo è Amygdaleza.

Come Alexis Tsipras e Yanis Panusis avevano annunciato, questo scempio finirà: il lager per migranti entrati illegalmente in Grecia, situato a nord della capitale Atene, verrà chiuso.  Lo stesso Panusis, Ministro per l’Ordine pubblico del governo Syriza, dopo aver visitato il centro sabato scorso aveva dichiarato “mi vergogno come essere umano”, ribadendo il proprio impegno per chiudere tutti i centri di detenzione della Grecia.

All’interno di  Amygdaleza accadeva praticamente di tutto: dalle proteste, agli scioperi della fame fino a diversi suicidi; grazie poi ad una legge approvata dal governo precedente la Grecia poteva prolungare il termine di detenzione in questi centri senza rispettare il limite di 18 mesi imposto dalla comunità europea. Negli ultimi giorni inoltre – secondo la stampa greca –  i poliziotti si sarebbero organizzati nel centro in una sorta di squadroni del terrore al fine di picchiare e torturare gli immigrati.

Con un comunicato stampa diffuso ieri, i ministri dell’Immigrazione e della Protezione dei cittadini del  governo Tsipras hanno anche annunciato altre misure che segneranno una svolta radicale nella politica ellenica verso gli immigrati quali il rilascio dei minori non accompagnati, delle donne incinte, dei bambini ,degli anziani, dei malati, delle vittime di tortura, delle famiglie, dei disabili e di tutte le categorie più vulnerabili di persone finora detenute barbaricamente nei Cie (centri di identificazione ed espulsione per immigrati);  il loro immediato trasferimento in ospedali e strutture sanitarie in caso di necessità; la liberazione immediata di tutti i richiedenti asilo; l’abolizione della decisione ministeriale che permetteva la detenzione nei centri per un periodo superiore ai 18 mesi, l’immediata liberazione di tutti gli immigrati irregolari detenuti nei centri per più di diciotto mesi.

Il governo Tsipras si è inoltre impegnato a valutare la possibilità di misure alternative alla detenzione nei Cie, come l’obbligo di firma in un commissariato di polizia o l’obbligo di dichiarare la propria residenza.

E’ questa la politica dell’accoglienza e del rispetto per la vita umana che ci piace, è questo l’esempio che i nostri politici dovrebbero seguire piuttosto che parlare di “minacce”rispetto ai barconi carichi di disperati che si materializzano al largo delle nostre coste.

Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 18 Febbraio 2015 e modificato l'ultima volta il 16 Novembre 2018

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