giovedì 21 febbraio 2019
Logo Identità Insorgenti

COLONIALISMO INTERNO

Caffè Borbone rilevato dalla holding milanese Italmobiliare

Agroalimentare, Economia | 21 Gennaio 2019

Grazie alla segnalazione di un nostro lettore ed amico, Marcello Gombos, apprendiamo che gran parte di Aromatika s.r.l., la società che controlla il marchio Caffè Borbone, è stata acquisita dalla milanese Italmobiliare.

La notizia

La notizia, in realtà, è più che datata. Ma è passata del tutto inosservata, anche nell’ambiente meridionalista o presso sportelli che “difendono la città”.

Il 30 marzo del 2018, infatti, il gruppo milanese ha annunciato di aver rilevato il 60% dell’azienda leader a livello nazionale con una quota di 140.000.000 di euro.

 

L’azienda

Caffè Borbone è un marchio che, con una massiccia campagna promozionale, ha penetrato il mercato rapidamente, crescendo ad un ritmo stimato intorno al 40% all’anno.

In un comparto in grande espansione, si tratta di un business molto appetibile. E ci si prepara a conquistare il mercato estero, ancora più interessante e per tanti versi inesplorato.

La cosa ci ha piuttosto allarmati e siamo andati a controllare sul sito di Caffè Borbone, dove alla voce “Chi siamo”, oltre alla storia dell’azienda, leggiamo che la sede produttiva resta a Caivano, mentre si fa riferimento alla sede legale in via Bartolomeo Panizza 4, Milano della MFS web.

La MFS web  è la società di proprietà del gruppo Aromatika s.r.l. che gestisce il sito e l’e-commerce del marchio Caffè Borbone.

La Holding milanese, dunque, controllerà il marchio napoletano col 60% del capitale societario.

 

Quale Autonomia?

E in vista delle proposte di Legge sull’autonomia di Lombardia e Veneto, ci chiediamo quando si comincerà a discutere seriamente dell’autonomia di Napoli.

Le più importanti aziende napoletane vengono quotidianamente assorbite da grossi gruppi lombardi, veneti, romani, piemontesi, quando non vengono completamente delocalizzate o chiuse per sempre. Di questo passo, quale autonomia fiscale ci resterà? Ma soprattutto, chi porrà un limite a tutto questo? Tra l’indifferenza dei politici locali “in altre faccende affaccendati” ed un mercato sempre più predatorio, continuiamo a morire d’Italia.

 

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 21 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 21 Gennaio 2019

Articoli correlati

Agroalimentare | 17 Febbraio 2019

NUOVA APERTURA

Tufò Trattoria Gourmet raddoppia con un locale dedicato al take away

Agroalimentare | 14 Febbraio 2019

SARDEGNA

La guerra del latte per dire basta al caporalato dei consorzi

Agroalimentare | 11 Febbraio 2019

LINGUINE AL CARTOCCIO

Al Ristorante Pizzeria Il Bellini scopriamo uno dei piatti storici della nostra città

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi