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COLONIALISMO INTERNO

L’Ue ammonisce l’Italia: senza investimenti pubblici al Sud taglio ai fondi strutturali

Ue Italia investimenti al Sud
Politica | 8 Ottobre 2019

Se non verrà mantenuto un adeguato livello d’investimenti pubblici nel Mezzogiorno l’Italia rischia un taglio dei fondi strutturali. La diffida arriva direttamente da Bruxelles, durante la Settimana europea delle città e delle regioni, dove il direttore generale per la Politica regionale della Commissione Europea Marc Lemaitre si è scagliato in una dura invettiva contro l’Italia nella quale denuncia il calo preoccupante di investimenti nel Mezzogiorno, ben al di sotto dei livelli previsti per non violare il principio Ue dell’addizionalità secondo cui i finanziamenti europei non possono sostituirsi in alcun modo alla spesa nazionale di uno Stato membro.

L’accordo siglato dall’Italia per il biennio 2014-2016 prevedeva un investimento di risorse pubbliche al Sud pari allo 0,47% del Pil del Mezzogiorno mentre i dati esposti in Commissione e inviati in una lettera all’Italia sono inferiori di 0,07 punti percentuali, che equivalgono a circa il 20% in meno di risorse pubbliche spese sul territorio, con una tendenza prevista a ribasso per i successivi anni (tasso d’investimenti dello 0,38%).

Regola dell’Addizionalità

L’addizionalità è uno dei principi alla base del funzionamento dei Fondi strutturali e di investimento europei. Esso stabilisce che i contribuiti erogati attraverso i Fondi non devono sostituire la spesa pubblica o gli investimenti strutturali equivalenti di uno Stato membro nelle regioni interessate da questo principio. In altre parole, le dotazioni finanziarie dei Fondi strutturali e di investimento non dovrebbero condurre a una riduzione degli investimenti strutturali nazionali in quelle regioni, ma dovrebbero rappresentare un’aggiunta alla spesa pubblica.

Il gioco delle tre carte

L’Italia in sostanza, come anticipato da diverse inchieste precedenti alla lettera comminata dall’Ue, è accusata di sostituire una parte dei fondi pubblici da destinare allo sviluppo del Mezzogiorno con i fondi addizionali provenienti dall’Europa. “Gli sforzi europei fatti attraverso il bilancio comunitario sono stati neutralizzati dai tagli agli investimenti pubblici nel Sud Italia. A questo punto ci auguriamo che la situazione possa cambiare, soltanto con gli adeguati investimenti nel Mezzogiorno potremmo fare la differenza. In Europa – conclude Lemaitre – non conosco nessun altro Paese così debole.”

Antonio Corradini

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 8 Ottobre 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Ottobre 2019
#Europa   #Italia   #sud   #Ue  

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