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COLPI DI SOLE ESTIVI

Il Movimento Neoborbonico accusa Luigi de Magistris di negazionismo

Attualità, DueSicilieOggi | 29 Luglio 2016

de crescenzo e lega nord

La settimana scorsa il Movimento Neoborbonico ha annunciato un  esposto alle Commissioni cultura del Parlamento contro il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Il casus belli sarebbe “la celebrazione unilaterale delle vittime del 1799 prevista nell’ ambito di “Estate a Napoli”.

Per i neoborbonici, l’attuale sindaco di Napoli sarebbe passibile del reato di negazionismo, essendo da poco stata introdotta una legge che punisce il negazionismo, appunto, contro i crimini di guerra.

Inoltre, secondo il Movimento :”ricordare solo le 100 vittime di parte franco-giacobina e non ricordare le vittime napoletane – oltre 60 mila nei 5 mesi della repubblica del 1799. secondo la testimonianza del generale francese Paul Thiébault – si configura come una vera e propria discriminazione etnico-razziale”.

Una premessa fondamentale: la storia andrebbe letta con obiettività e contestualizzando, senza partitismi né tifoserie. E ciò vale per tutte le fazioni.

I francesi, che qui vengono tirati in ballo, sono fieri della loro storia nella sua interezza. Sono fieri del Re Sole, della Rivoluzione del 1789, di Napoleone e di tutto quanto accaduto prima e dopo.

I francesi sono un POPOLO. In Italia, invece, non si vuol fare pace con la storia, non si vuole raccontare i fatti come si sono realmente svolti. Si sono nascoste e giustificate le più grandi atrocità perché di lì a poco si sarebbe condotta una guerra di “liberazione” (così le chiamano anche gli Americani le loro guerre “democratiche”, giusto?) che ancora oggi vede l’Italia spaccata in due, attraversata da un immaginario confine che separa il Centro-Nord dal Sud.

E’ grazie a questa lettura faziosa e da stadio più che da studio se a certi personaggi del tutto marginali nel panorama, meridionalista e non, vengono in mente simili sciocchezze.

Sì, perché, se è vero che bisogna riconoscere tutte le vittime di una guerra (e siamo assolutamente d’accordo) è altrettanto vero che un reato si configura nel momento in cui c’è il riconoscimento di una vittima. La vittima, in questo caso, la storiografia italiana non la vede proprio.

Pertanto, queste trovate ci sembrano più che altro pretesti per far parlare di sé. Ogni tanto si tenta di uscire dall’ oblio in cui meritatamente ci si ritrova, anche con delle sciocchezze immani, pur di dire al mondo “noi esistiamo”.

Del resto, il MN non è nuovo a certe cose: lo abbiamo visto schierarsi contro le lotte per scongiurare l’accorpamento del Caselli; lo abbiamo visto schierarsi contro le lotte per tutelare la laicità del tesoro di San Gennaro. Ancora, li abbiamo visti dichiarare che durante le amministrative sarebbero “andati al mare” pur di non votare, dichiarando, ipocritamente, di non fare politica. Ma questa è politica.

E da chi dice di fare cultura non ci si aspetterebbero scivoloni come quelli registrati alla mostra su Carlo III di Borbone, tenuta ad Avellino, tipo far sparire ben 13 anni di regno di Ferdinando VI oppure gli evidenti problemi con la matematica rilevati da una didascalia, da cui apprendiamo che “a 27 anni, timido riservato e profondamente cattolico, nel suo breve governo (maggio 1859 – settembre 1860), fu promotore di numerosi interventi per favorire industrie, commerci, ferrovie e opere di assistenza”
Francesco II aveva 27 anni nel 1863, ogni ulteriore commento è superfluo.

E, mentre fantasticano su un improbabile ritorno sul trono di Napoli di un ancor più improbabile Re che, per ciò che ne sappiamo, non ne vuole sapere neanche di secessioni varie ed eventuali, dimenticano che il sindaco de Magistris è stato il primo ed UNICO sindaco di Napoli a parlare di AUTONOMIA, a prendere le difese pubblicamente dei tifosi che allo stadio si videro requisite le bandiere borboniche, che “Maggio dei monumenti” è stato dedicato a Carlo III di Borbone. Dopo anni di mortificazioni e vergogna, ha coltivato nei napoletani l’orgoglio, l’appartenenza e l’identità  nei fatti, nella realtà, riavvicinando le persone alle sorti della propria città. Migliaia di associazioni e liberi cittadini, ogni giorno, lavorano attivamente alla rinascita della storica Capitale, nei fatti, sporcandosi le mani, non con parole vacue ed iniziative ancor più risibili.

Al sindaco de Magistris, però, vorremmo far notare quanto sia importante far pace con la propria storia. Gran parte delle cose importanti per le quali Napoli è conosciuta nel mondo si devono all’epoca borbonica.

E la Repubblica Partenopea fece molte più vittime dalla parte del popolo che non da quella dei giacobini. Migliaia di lazzari morirono, combattendo contro quelli che vivevano come invasori, più che come liberatori (tutti con ‘sta smania di liberarci, eh…).

E vorremmo formulare una proposta: il Ponte della Maddalena fu scenario di epiche battaglie ed, in qualche modo, teatro delle sorti europee. Dovrebbe, a nostro parere, essere valorizzato anche nel suo aspetto storico.

Una lapide ai Lazzari massacrati, alle migliaia di morti che si ebbero per mano dei giacobini, un monumento che ricordi le battaglie contro Napoleone, le cui truppe si ritirarono e, di fatto, terminò la Repubblica partenopea.

Non siamo borbonici né giacobini. Siamo NAPOLETANI. Meritiamo che la nostra storia gloriosa venga raccontata nella sua interezza, senza faziosità, come si conviene ad una vera Capitale.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 29 Luglio 2016 e modificato l'ultima volta il 29 Luglio 2016

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