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COMUNE DI NAPOLI

Archivio Storico della Canzone: odg per riaprire subito trattative con la Rai

Musica, NapoliCapitale | 26 Ottobre 2015

 

casina pompeiana napoli

Al termine dell’ultima seduta, il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno, proposto dal gruppo IDV e sottoscritto da tutte le forze politiche, sulla sede per l’Archivio storico della canzone napoletana che potrebbe essere trasferito a Milano.

Nel documento, che fa riferimento al mancato accordo tra Giunta comunale e dirigenza locale della Rai sulla collocazione dell’Archivio storico, il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta:

“a riaprire immediatamente le trattative con la Rai trovando per l’Archivio una prestigiosa sede.”

Oggi è previsto un sopralluogo presso la Casina Pompeiana, con rappresentanti del Comune e dirigenti Rai, dove dovrebbe trovare collocazione l’Archivio Digitale della Canzone Napoletana, che come ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, dovrebbe essere restituito ai napoletani entro Natale.

Il Consiglio Comunale ha approvato, al termine dell’ultima seduta, anche un  ordine del giorno, proposto da tutti i gruppi consiliari, a sostegno  delle imprese dello spettacolo, messe in difficoltà dal decreto  Franceschini di assegnazione delle sovvenzioni.
Il documento è il frutto del confronto promosso dalla commissione  consiliare Cultura (lo scorso 15 ottobre) con molti rappresentanti  della scena artistica della città che hanno denunciato che i recenti  provvedimenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nelle  assegnazioni delle sovvenzioni, hanno determinato tagli ed esclusioni  di molte imprese napoletane, costringendole a fermare o a ridurre le  proprie attività, con significativi risvolti sul piano occupazionale.

L’ordine del giorno, prendendo atto che l’esclusione è stata  comunicata alle imprese a fine agosto, quando l’attività e le relative  spese erano già completate al 70%, sollecita il Ministro Franceschini a:

1) riconoscere alle imprese che non sono state ammesse e che erano  destinatarie di contributo nell’anno 2014 un intervento del Mibact a  sostegno delle spese sostenute ad attività già svolta al 70% e che  prevedeva nel bilancio il contributo del Mibact.

2) dare la possibilità alle sole imprese non ammesse di poter  presentare domanda al Mibact già nel Gennaio 2016, per il biennio  2016/2017, senza dover aspettare la fine del triennio.

3) dare la possibilità alle imprese finanziate, ma non soddisfatte  dell’assegnazione del Mibact, di poter chiedere il riesame della  pratica.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 26 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 26 Ottobre 2015

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