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CONTRO IL TTIP

250mila a Berlino per dire no al trattato. E domani all’Opg Je so pazzo di Napoli se ne parla

Battaglie, Economia, Europa, Mondo | 11 Ottobre 2015
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A Berlino ieri ben 250mila persone sono scese in piazza contro il trattato di libero scambio tra Europa e Stati Uniti. I manifestanti denunciano i rischi per gli standard di sicurezza europei del progetto di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip) in discussione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti.

Formalmente il TTIP, ovvero Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti, è un accordo USA-UE in corso di negoziazione nel silenzio generale dei media, mirante a creare una zona di libero scambio transatlantica di stampo ovviamente ultra-liberista. Di fatto il TTIP è un “mostro” che farà piazza pulita dei residui brandelli di sovranità degli stati in materia di banche, assicurazioni, telecomunicazioni e servizi, e che darà ulteriore strapotere alle multinazionali, attraverso il famigerato arbitrato internazionale per le controversie tra Stati e aziende private.

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Se ne parlerà anche a Napoli, domani, nel corso di un incontro organizzato dall’Ex Opg Je so pazzo.

Nell’ambito della Settimana europea di mobilitazione Stop TTIP (10-17 Ottobre), centinaia di migliaia di persone si mobiliteranno nei Paesi dell’Unione Europea per chiedere un deciso cambiamento di rotta delle politiche economiche e sociali, e per una maggiore giustizia sociale e ambientale.

Questo l’obiettivo dell’’incontro che si terrà presso l’ Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo domani, lunedì 12 ottobre, alle 18: contribuire a fare chiarezza su questo accordo in corso di negoziato che, per sua stessa natura, di chiaro e trasparente ha ben poco.

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“Lo scopo del trattato, più che bypassare dazi e quote (già abbastanza bassi rispetto alla media) è quello di abbattere tutti quegli standard quali la sicurezza dei cibi, dell’ambiente, dei luoghi di lavoro, della chimica e gli stessi contratti di lavoro, rispetto ai quali Europa e Stati Uniti non hanno solo legislazioni differenti, ma idee e pratiche molto diverse. Citando Monica Di Sisto, co-autrice di Nelle mani dei mercati” spiegano gli organizzatori del dibattito. Che raccontano anche perché il TTIP va fermato: “Con la scusa di migliorare il commercio fra le due sponde dell’Atlantico insomma, i regolamenti disegnati per difendere l’ambiente, i diritti dei lavoratori, i servizi pubblici e gli standard pensati per proteggere i consumatori, saranno ridotti nel minor tempo possibile al minimo comune denominatore. Questo si tradurrà, ad esempio, in una riduzione della regolazione sugli investimenti negli Stati Uniti e in standard più bassi di sicurezza alimentare o per l’utilizzo dei prodotti chimici in Europa.  Ciò che chiediamo è che si blocchi il negoziato transatlantico tra Unione Europea e Stati Uniti, il negoziato TiSA sulla liberalizzazione dei servizi e la ratifica del CETA, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada – concludono – Le mobilitazioni, gli eventi e i presidi organizzati nell’ultimo anno a livello internazionale hanno portato alla raccolta di 3.000.000 di firme, ma il lavoro da fare è ancora tanto”.

Parteciperanno all’incontro: Comitato STOP TTIP Napoli, Padre Alex Zanotelli, Cortocircuito, Greenpeace gruppo locale Napoli.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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