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CONTRO LE RESTRIZIONI

Bloccato accesso Amazon di Arzano, in mattinata manifestazione a Napoli

Battaglie | 19 Ottobre 2020

Dopo la manifestazione di sabato a Napoli, dove un gruppo di persone si era ritrovato in piazza Nazionale per contestare le chiusure indiscriminate di Arzano e la minaccia dell’ennesimo giro di vite in tutta la Campania, la protesta, stamattina, si è spostata a Largo di Palazzo, davanti alla prefettura di Napoli.

Le contestazioni di questi giorni nascono a seguito del lockdown imposto dal commissario prefettizio del Comune di Arzano, un’ordinanza emanata lo scorso 13 ottobre che prevede la chiusura di scuole, ristoranti, bar, negozi, cimiteri e palestre presenti sul territorio fino al prossimo 23 ottobre. Una decisione alquanto contorta che colpisce principalmente i piccoli commercianti della città a nord di Napoli perché il provvedimento, in ogni caso, non limita la mobilità dei residenti, che possono a loro volta spostarsi nei comuni limitrofi per servisi di ogni tipo di attività commerciale.

Il polo industriale di Arzano

Il folto gruppo di manifestanti riunitosi in mattinata, dopo un primo approccio con i funzionari del prefetto, decide di continuare la protesta ad Arzano, al polo industriale del comune a Nord di Napoli. Il blocco si è dunque spostato sullo stradone che conduce alle grandi aziende della logistica, tra cui spicca il colosso Amazon, dove si continua a lavorare senza alcuna restrizione se non quelle previste dalle normative vigenti.

“I grandi centri commerciali restano aperti perché vendono generi di prima necessità – commentano dal fronte della protesta – ma sui loro scaffali si trova di tutto, dai detersivi ai prodotti di cartoleria, mentre i piccoli negozi al dettaglio sono costretti a serrare la saracinesca e a campare di speranza. Crediamo sia un provvedimento profondamente ingiusto e discriminatorio – concludono i manifestanti del blocco di corso Salvatore D’Amato – perché non tutela i piccoli commercianti che, da inizio pandemia, rappresentano la fascia più esposta alla crisi economica.”

Una Città abbandonata e allo stremo

Negli ultimi dodici anni, dal 2008 a oggi, Arzano ha avuto due soli Sindaci e uno svariato numero di Commissari Straordinari, simboli e fautori di un’emorragia politica che ha privato il territorio dell’azione di governo necessaria per dare alla Cittadinanza risposte di ogni ordine e genere. Dai trasporti ai servizi sociali, dalla valorizzazione degli spazi pubblici fino allo sviluppo del tessuto economico e della messa in sicurezza dei livelli occupazionali.

Quanto descritto costituisce il terreno sopra al quale si colloca la rabbia e l’insurrezione dei commercianti arzanesi, sfiancati da anni di totale solitudine istituzionale e ora letteralmente piegati sulle gambe dalla prospettiva di un nuovo stop forzato. Hanno già dovuto abbassare le saracinesche per diversi mesi, salvo riaprirle sostenendo sforzi economici non alla portata di tutti. In cambio, gli aiuti e i sussidi ricevuti, oltre che giunti in ritardo, hanno rappresentato una goccia nell’oceano delle incertezze con cui convivono non solo da qualche tempo, ma da anni.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 19 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 19 Ottobre 2020
#Arzano  

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