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CONTROMISURE RIDICOLE

Alfano si supera: “ben” 50 uomini per combattere l’emergenza

Attualità, Criminalità, Politica | 8 Settembre 2015

Alfano

Chissà se è serio il ministro dell’Interno Angelino Alfano quando annuncia in modo trionfale che, per combattere la situazione di emergenza in cui versa Napoli da una settimana a questa parte, ha intenzione di prendere contromisure a dir poco ridicole: cinquanta uomini, tra carabinieri e poliziotti, provenienti dal Reparto prevenzione crimine della Polizia e dalle Compagnie intervento operativo dell’Arma dei Carabinieri. Nessun intervento di riqualificazione serio, nessun piano per risanare la situazione alla base: la diga sta crollando e Alfano è convinto di puntellarla con cinquanta pagliuzze. Vogliamo dividere i cinquanta uomini tra la Sanità, il Rione Traiano e Soccavo? Sono poco più di quindici agenti a quartiere, cinque se consideriamo tre ipotetici turni giornalieri di otto ore.

Come si può pensare che una misura simile possa servire a qualcosa? E infatti non si può: si tratta semplicemente dell’ennesima presa in giro di un governo di cui viene invocata a gran voce la presenza in strada e che risponde in modo ridicolo. Ciò che è più irritante di tutto questo è il modo in cui il governo faccia costantemente il finto tonto. La gente vuole vedere un governo fattivo, un governo che faccia qualcosa per il popolo e non faccia finta di ignorare una situazione grave come quella in atto. E loro che fanno? Rispondono militarizzando l’area. E a poco vale la smentita frettolosa del prefetto Gerarda Pantalone, che cerca di sviare l’attenzione: si tratta esattamente di questo. Ed è una militarizzazione tra l’altro ridicola, organizzata male e gestita peggio.

La dimostrazione che sia una presa in giro? Basta sentire le parole del ministro dell’Interno: “Siamo al fianco dei tanti cittadini onesti che possono e devono contare sullo Stato a difesa della legalità e della lotta alla criminalità. Con questo nuovo dispositivo intendiamo rafforzare ulteriormente la presenza delle Istituzioni sul territorio napoletano”. Quindi ora cinquanta uomini – che, ricordiamo, vanno divisi tra i tre quartieri e i tre turni giornalieri – sarebbero un “nuovo dispositivo” di cui lo Stato si servirà per stare al fianco dei cittadini. Complimenti per l’impegno.

Il problema è che il governo continua a pensare di poter risolvere i problemi senza viverli, senza rendersi conto sul serio di quale sia la situazione e come possa essere risolta. Ci si accorge di questo anche solo sentendo l’opinione in merito del sindaco Luigi De Magistris, che sottolinea come il tema sia non solo criminale ma soprattutto sociale: “Abbiamo invocato rinforzi, non l’esercito. Bisogna essere sinergici, non fare gli sciacalli e speculare politicamente sulla guerra di camorra”. De Magistris aveva chiesto al governo delle risorse per le politiche sociali e culturali che non sono mai arrivate. Il sindaco ha chiuso con un intervento che dovrebbe far riflettere: “Nessuno nasce criminale e siccome molti sono giovanissimi bisogna lavorare tutti insieme”.

Anche il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone si è espresso in merito alla situazione di Napoli e del Sud in generale, affermando di non riuscire a vedere un piano strutturato da parte del governo che possa risolvere la questione in modo efficace. Secondo Cantone il governo non si dedica appositamente alla questione del Sud in quanto questione troppo difficile da risolvere “per cui meno vi ci si dedica e meglio è”. Scetticismo anche sul cosiddetto masterplan per il Sud, in cantiere da troppo tempo ma mai realmente proposto con misure effettive. Le prime misure per risolvere la difficile situazione attuale secondo il presidente dell’Anticorruzione sarebbero “un intervento sulle periferie e far di tutto per tornare alla normalità”. E questo, ancora una volta, dimostra come chi viva ogni giorno di Sud e se ne interessi davvero sembra avere le idee chiare su come muoversi per intervenire. Al contrario di chi, invece, governa da lontano ma senza alcuna vera consapevolezza del problema.

Lorenzo Pierleoni

 

Un articolo di Lorenzo Pierleoni pubblicato il 8 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 8 Settembre 2015

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