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COOP DI QUARTO

Allarme per 150 dipendenti: cambiano i contratti. Salari e diritti ridotti

Diritti e sociale, Lavoro | 17 Settembre 2015

coop

Ci scrive un dipendente della Coop di Quarto. “Insieme ai miei circa 150 colleghi, in data 11/09/2015 attraverso un’assemblea sindacale, siamo giunti a conoscenza di una proposta di nuovo piano contrattuale che andrebbe a modificare radicalmente i salari, le condizioni di lavoro e diritti. In sintesi la proposta prevede di adottare per tutti i lavoratori un contratto part-time di tipo MODULARE di 20 ore settimanali. Tale contratto prevede un monte ore annuale di 1040 ore Tale monte ore verrebbe gestito dall’azienda predisponendo un piano annuale di orari in cui c’è la possibilità di non lavorare per 8/10 settimane e recuperare tali ore in altri giorni. Tale condizione comporterebbe che quando non si lavora non si maturino assegni familiari, quattordicesima, contributi ed altre voci. Tale contratto impedisce di fatto di accettare, qualora lo si trovasse, un altro lavoro poiché dovendo recuperare le ore non lavorate ci si troverebbe a lavorare anche 40 ore settimanali. Inoltre vorrei precisare che attualmente molti dipendenti hanno un contratto full time ottenuto attraverso un trasferimento da altri punti vendita dislocati in tutta la Campania, da Benevento a Scafati ad Acerra e che in queste condizioni si troverebbero in estrema difficoltà. Preciso che gli orari verrebbero concordati ogni quindici giorni e firmati dal dipendente. Al momento tale proposta non è verbalizzata poiché l’ultima riunione non è stata considerata conclusa da parte delle aziende che subentrerebbero e che si sarebbero conclusi i lavori il giorno 18/09/2015, domani, data in cui è prevista una nuova assemblea. Aggiungo inoltre che le aziende hanno proposto , a fronte di tali tagli, l’ingresso di aziende esterne per il caricamento notturno degli scaffali ed esternalizzazioni di altre attività e che è previsto un investimento di circa 3 MILIONI di euro nonostante dichiarino perdite negli ultimi tre anni di 6 MILIONI circa di euro senza che alcun bilancio sia mostrato”.

Domani dunque la nuova riunione, sulla quale vi terremo informati. Ancora una volta nonostante i proclami del governo Renzi, le partite al massacro si giocano sulla palle dei lavoratori del Sud, nel silenzio più o meno generale delle istituzioni nazionali.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 17 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 17 Settembre 2015

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