mercoledì 24 febbraio 2021
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Coppa Italia, 0-0 il primo round di semifinale: il Napoli fa muro, l’Atalanta ci sbatte contro

Napoli-Atalanta, un contrasto di gioco tra l'azzurro Bakayoko e il bergamasco Zapata
Sport | 3 Febbraio 2021

Più che tenere aperto il discorso qualificazione, lo 0-0 tra Napoli e Atalanta spalanca le porte alle riflessioni sull’attuale momento di forma della squadra azzurra.

È stata una partita strana quella di stasera. Gattuso, dopo il passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-3, ha mutato nuovamente l’assetto tattico iniziale del suo undici, adottando un 3-4-3/5-4-1 che, di fatto, ha rappresentato una chiara dichiarazione di intenti.

Siamo in crisi. Siamo in evidente difficoltà. La cosa più importante, dunque, è quella di non prenderle.

Undici giocatori in cerca d’autore

Oltre che nel modulo, le scelte conservative di Gattuso erano insite soprattutto negli interpreti schierati.

Demme-Bakayoko in mediana, il trio di piccoletti Insigne-Lozano-Politano in avanti. A sinistra spazio addirittura ad Hysaj, con Mario Rui confinato in panchina insieme ai vari Elmas, Zielinski, Petagna e Osimhen.

Tolto un fisiologico momento di sorpresa iniziale, in cui l’Atalanta si è ritrovata a dover attuare le dovute contromisure all’inedito schieramento partenopeo, il Napoli ha totalmente lasciato inerzia e iniziativa alla compagine bergamasca.

L’unica opportunità degna di nota è capitata sui piedi di Demme, poco dopo la metà della prima frazione di gioco. Poi il nulla più totale, almeno sul piano offensivo.

Senso unico, ma non alternato

Gattuso e il suo Napoli non hanno fatto altro che difendersi. È una scelta, lo ribadiamo. Le caratteristiche dei giocatori in campo, d’altronde, non consentivano di percorrere strade diverse.

Maksimovic e Manolas, palla al piede, denotano limiti importanti. La mediana è geneticamente predisposta al mero lavoro di legna. Pensare di risalire con la sfera dalle retrovie per raggiungere e innescare le doti tecniche del tridente leggero è pura utopia. Perché l’Atalanta pressa alto e costringe gli Azzurri ad alzare il pallone.

Il resto della storia lo conoscete da soli. Quante possibilità hanno o possono anche solo potenzialmente avere Insigne, Lozano e Politano di uscire vincitori nei duelli aerei e fisici con i colossi della difesa dell’Atalanta?

Fatta una domanda, diamoci pure la risposta. Almeno così direbbe il buon Marzullo.

Napoli, andrà tutto bene?

È per due ragioni che siamo qui a riflettere sul momento di stallo e di totale, deprimente sbandamento di cui è preda il Napoli.

La prima, perché l’Atalanta ha malamente sprecato quelle tre nitide palle da gol costruite nell’arco dei 90 minuti. Non tante, ad onor del vero, visto l’enorme predominio territoriale.

La seconda, perché la pasticca di cianuro, che avevamo preparato all’uscita delle formazioni, abbiamo preferito non prenderla.

Ci è venuto in mente quel motto che tanto va di moda negli ultimi mesi. “Andrà tutto bene”.

Anche se stanotte, con tutta probabilità, sogneremo Savoldi (figlio) e Vieri (fratello) giocare in azzurro sul neutro di Campobasso. L’inconscio, a volte, può giocare brutti scherzi, portandoci però in posti migliori di quelli reali.

Antonio Guarino 

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 3 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 4 Febbraio 2021

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