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CORONAVIRUS

Aiutiamo il Pascale, un’eccellenza mondiale (escluso dai fondi per la ricerca appena un anno fa)

Italia | 16 Marzo 2020

Dall’istituto Pascale di Napoli arriva una terapia in grado di fornire, nell’attesa di una cura, un supporto ai malati di COVID-19. I medici definiscono come “uso compassionevole” l’utilizzo di un farmaco per il quale non è stata ancora completata la fase di sperimentazione. In effetti, il farmaco in questione -tocilizumab – è un anticorpo monoclonale utilizzato per l’artrite reumatoide.

Dopo l’esperienza dei medici cinesi, l’intuizione di utilizzare questo farmaco, da parte dei medici napoletani, per mitigarne la sintomatologia. Una speranza per le tante persone che si stanno ammalando a causa di questo virus.

Eppure, appena un anno fa, l’istituto Pascale veniva escluso dai centri di ricerca nazionali beneficiari di finanziamenti indispensabili per poter dare seguito a tutti i progetti avviati negli anni, in campo oncologico ma non solo.

Durissime furono allora le parole del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca : “È una vergogna nazionale l’esclusione, decisa dal Governo, dell’Istituto Pascale di Napoli dal progetto di ricerca oncologica Car-T per la cura dei tumori. Si tratta di una decisione incomprensibile e priva di ogni oggettivo approccio scientifico data l’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale del lavoro che sta portando avanti l’Irccs di Napoli.

Tutte le dichiarazioni delle ultime ore che arrivano dal Ministero non fanno altro che confermare gravi responsabilità in una decisione di questo tipo, presa peraltro il giorno prima della riunione convocata, nella quale quindi si poteva solo prenderne atto.

Difendiamo e chiediamo a tutti di difendere la dignità del Pascale e dei nostri medici e ricercatori, di tutti quanti lavorano nell’Istituto di Napoli, ai quali va la nostra solidarietà. Ci auguriamo che al più presto venga rivista tale decisione”. L’allora ministro della Salute, Giulia Grillo, replicò al Presidente De Luca affermando che la richiesta di accesso ai fondi avvenne non nei tempi stabiliti. Non si fece attendere la risposta di De Luca che definì “pretestuose e truffaldine” le motivazioni in seno alla decisione di tagliare fuori dai finanziamenti un centro di ricerca di rilevanza nazionale. In effetti, ci dispiace dover sempre rilevare la disparità di trattamento, da parte dei vari governi che si succedono, per la Sanità del Sud rispetto ad altre aree d’Italia. In momenti come questo, più che in altri, si comprende quanto sia importante, invece, investire sulla Sanità pubblica e sulla ricerca scientifica. In particolare, se ci riferiamo al Pascale, un’eccedenza napoletana italiana, l’intuizione dei medici potrebbe, in questo momento, fornire davvero una speranza di far fronte a quest’emergenza che ci vede assolutamente inermi.

E i media italiani continuano a sottovalutare il contributo dei medici del Pascale e del Cotugno in questa vicenda, al contrario della stampa estera, New York Times in testa, che elogia il grande lavoro e dei medici partenopei. Ad ogni modo, chiunque volesse dare il proprio contributo all’istituto Pascale in questo momento particolare, può farlo tramite una donazione …. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.

Ecco il link: diamo una mano! https://www.facebook.com/donate/612377972946454/

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 16 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 16 Marzo 2020

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