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CORONAVIRUS

L’Uefa si arrende: stop anche a Champions ed Europa League

Sport | 13 Marzo 2020

Anche l’UEFA, finalmente, si arrende.

Dopo settimane di incauta e ottusa resistenza, l’organo verticistico del calcio europeo ha deciso di sospendere la Champions e l’Europa League, annullando tutte le partite delle due rassegne continentali in programma già dalla prossima settimana. Tra queste anche Barcellona-Napoli, inizialmente prevista a porte chiuse. Una decisione assunta con un gravissimo e inspiegabile ritardo, sia in termini generali, sia con riferimento a quanto già attuato e intrapreso con largo anticipo dalle altre federazioni calcistiche e sportive nazionali.

Appena martedì sera, quasi settantamila spettatori affollavano gli spalti di “Anfiled” per il ritorno degli ottavi di finale di Champions tra Liverpool e Atletico Madrid. Nelle stesse ore, nonostante l’obbligo di disputare gli incontri in programma a porte chiuse, a Valencia e a Parigi decine di migliaia di tifosi si sono assiepati all’esterno dei rispettivi impianti cittadini pur di non far mancare il proprio sostegno.

Scene di follia e incoscienza collettiva a dir poco imbarazzante, figlie di quel processo di “normalizzazione” del contagio da Covid-19 che, in Italia, ha assunto le sembianze del campionato postdatato, simbolicamente rappresentato dalla polemica, durata oltre una settimana, sul quando – e come – giocare lo scontro diretto tra Juventus e Inter.

Risultato? Il primo calciatore della Serie A positivo al Covid-19 è stato proprio il bianconero Rugani, con entrambe le squadre poi messe in quarantena per evitare e verificare la presenza di ulteriori contagi. Alla positività dell’attaccante della Sampdoria, Manolo Gabbiadini, si è aggiunta oggi quella di altri quattro giocatori e di un membro dello staff sanitario del club doriano.

Quanto accaduto nei nostri confini si è perfettamente replicato altrove: isolate anche l’Everton, il Real Madrid e l’Arsenal. Gli inglesi, in particolare, sono stati posti in isolamento dopo il caso di positività che, appena pochi giorni fa, ha interessato Vangekis Marinakis, presidente del club greco dell’Olympiakos ultimo avversario in Europa League proprio della squadra londinese.

Ciò nonostante, ieri sera gli ateniesi hanno regolarmente giocato in casa contro il Wolverhampton, in perfetta continuità e coerenza con quel delirio di onnipotenza e di avidità destinato finalmente ad arrestarsi. E’ stato necessario attraversare settimane di polemiche futili, in cui la negligenza e la cecità di Nyon avevano trovato un ostacolo insormontabile solo dinanzi ai provvedimenti emessi dai singoli governi nazionali e all’aumento, giorno dopo giorno, dei casi di positività nel mondo dello sport.

Non è stato sufficiente prendere coscienza delle dimensioni mondiali dell’epidemia. Non è bastato neanche registrare l’interruzione, di volta in volta, dei campionati calcistici nazionali e di tutte le principali competizioni sportive internazionali, come l’NBA e la Formula 1. Il mondo si è fermato e si stava già fermando da tempo. Per la presunzione dei suoi governanti, il calcio e lo sport lo han fatto sicuramente con colpevole ritardo.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 13 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 13 Marzo 2020

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