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CORTEO SAN NICOLA

E’ l’anno di Sergio Rubini: “Valorizziamo l’identità di Bari”

Arte e artigianato, Eventi, Identità, Made in Sud | 8 Febbraio 2015

sergio rubini a bari

 

Una scelta tutta identitaria per la città di Bari e il suo tradizionale corteo nicolaiano. La direzione artistica del corteo di San Nicola, che aprirà a maggio le celebrazioni della festa patronale, è stata affidata a Sergio Rubini. Dunque una regia di prima importanza, per una manifestazione-chiave della comunità barese e che richiama moltissimi fedeli e spettatori, dall’Italia e dall’estero.

 Rubini, infatti, nato a Grumo Appula (in provincia di Bari) è concentrato proprio sull’identità storica dell’evento del capoluogo pugliese: “L’idea di fondo – ha spiegato infatti in una conferenza stampa – è quella di riproporre l’avventura di un popolo che, nell’anno mille, fece in viaggio a Myra per crearsi una storia, un’identità e poter guardare al futuro”.

Questo uno dei motivi per cui Rubini ha accettato di curare l’edizione 2015 del Corteo storico di San Nicola, che racconta la traslazione delle ossa del Santo dall’Asia Minore, appuntamento previsto nel capoluogo pugliese il 7 maggio prossimo.

“Questa, a mio parere – ha continuato Rubini – è per la città un’occasione per riprendere in mano la sua identità e ricordare la sua storia. Il problema della narrazione che ha il Sud in questo momento è mostrare i suoi cittadini o estremamente buoni o estremamente cattivi. Ma il Sud è un luogo più complesso, pieno di contraddizioni, di zone d’ombra dove si gioca la nostra dignità. Sono al servizio di questo evento – ha continuato Rubini – con l’animo di un meridionale che non vuole nè falsificare nè celebrare nulla, ma raccontare in modo obiettivo con la voglia di narrarsi per andare avanti”.

E conclude: “Oggi il sindaco ha lanciato lo slogan ‘no Bari per male, ma Bari per bene’ ed è proprio quello che voglio dire: non ci devono essere cittadini solo cattivi o solo buoni, ma cittadini dignitosi. Non credo che il sud debba essere bonificato, debba diventare come il nord, dobbiamo solo smussare le nostre asperità per guardare al futuro. Ma per questo dobbiamo ricordare chi siamo, da dove veniamo: e questo non è passatismo o nostalgia Mi auguro comunque  di fare qualche cosa che emozioni il pubblico, e il sacro può emozionare. Voglio lavorare da teatrante, in un incontro tra visione laica e visione religiosa”.

Insomma vera e autentica meridionalità, anche per questo miscuglio sacro-profano. Appuntamento a maggio dunque, sicuri che sarà una sfilata straordinariamente identitaria.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 8 Febbraio 2015 e modificato l'ultima volta il 8 Febbraio 2015

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