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Cosa vuole Scampia?

News | 13 Maggio 2019

NAPOLI, 13 MAGGIO – Immaginate di dover crescere un figlio a Scampia, immaginate di essere un lavoratore onesto, come i tanti lavoratori onesti che da sempre vivono in quella grigia porzione a nord di Napoli, e immaginate di vedervi calato dall’alto, da un aberrante circo mediatico, il marchio impresso a fuoco della malavita, il marchio mefitico della camorra. Perché è questo ciò che accade a chi nasce e cresce da queste parti: bollato a vita da una narrazione tossica e strumentale alimentata da un business assai remunerativo che si regge sulla vendita di libri e fiction esportati in tutto il mondo.

In Italia e nel mondo Scampia è sinonimo di Gomorra, che, a sua volta, grazie alla prolifica narrazione di Saviano, è sinonimo di camorra. Per la società moderna funziona un po’ come nella matematica: la ricordate la proprietà transitiva? Bene, se nasci o cresci a Scampia – per la proprietà transitiva – sei probabilmente un camorrista, o quanto meno un elemento di cui diffidare. Un accostamento che non rende giustizia ai tanti napoletani onesti che vivono il territorio e che provano giorno dopo giorno a scrollarsi di dosso quel marchio infamante che proprio non gli appartiene. Ebbene, volete sapere cosa vuole Scampia? L’anonimato, probabilmente.

Un passo verso questo obiettivo, verso la normalizzaxione di Scampia, è stato fatto oggi. Dopo 35 anni di lotte e di sacrifici da parte dei comitati di quartiere è stato infatti battezzato il cantiere per la demolizione della Vela A, meglio conosciuta come Vela Verde, nel primo lotto di un piano ben più ampio denominato Restar Scampia, approvato un anno e mezzo fa dal Comune di Napoli. L’intervento prevede la pulizia dell’area esterna al perimetro della Vela, l’abbattimento dell’edificio e, successivamente, la realizzazione di campi sportivi, parcheggi e aree attrezzate.

“Oggi l’impresa aggiudicataria dei lavori entrerà nel vivo del cantiere – commenta il sindaco di Napoli Luigi de Magistris -, un’impresa del territorio metropolitano che aderisce agli standard anticamorra e antiracket. Una vittoria degli abitanti delle Vele che ringrazio perché non hanno mai perso speranza e dignità. È una vittoria straordinaria del Comitato Vele, alle cui donne ed uomini va il mio abbraccio forte. È importante sottolineare il decisivo ruolo della città metropolitana di Napoli e del Governo Gentiloni che ha creduto nella serietà del lavoro della Città di Napoli. Il progetto che porterà all’abbattimento di tutte le Vele tranne una, che verrà riqualificata, ed alla rigenerazione dell’intera area porta le firme del Comitato Vele, del Dipartimento Architettura dell’Università Federico II (che ringrazio) e del Comune di Napoli. Un pensiero particolare alla ex Presidente della Camera Laura Boldrini che convinsi ad incontrare il Comitato Vele e ne rimase entusiasta. I lavori sono interamente finanziati e procederanno il più rapidamente possibile. La città metropolitana è pronta a dare anche un ulteriore sostegno se necessario, anche perché Scampia sarà il centro della città metropolitana. Ci sarà lavoro per centinaia di persone e si potrà fare ricorso alle clausole sociali come abbiamo voluto nelle nostre delibere. Dovrei elencare tante altre persone oltre alla fittissima rete di associazioni che fanno da scudo umano e culturale al territorio di Scampia ma, per non dimenticare nessuno, ringrazio Napoli e i napoletani. Perché questa è la vittoria del popolo che lotta, che si è unito, è il successo del confronto, anche attraverso il conflitto sociale, tra abitanti e rappresentanti del popolo. È la vittoria contro chi mostra le Vele per fare l’equazione con Gomorra e Camorra. È la vittoria di chi ha lottato in luoghi disumani senza mai perdere l’umanità. Dal momento che è anche la vittoria della vita contro la morte, della giustizia contro la camorra, dedico questa giornata alla piccola Noemi e a tutte le bambine e i bambini che hanno diritto alla felicità. Il “modello Vele” si può replicare, seppur in forme diverse. Sarebbe bello a Taverna del Ferro a San Giovanni, ci proveremo, con il territorio, con gli abitanti del quartiere. È un giorno di grande commozione, non potete immaginare quanti ostacoli, quanti momenti durissimi e difficili, quanta fatica.”

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 13 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 13 Maggio 2019
#Napoli   #VELE.  

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