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COVID E MUSEI

Vademecum per turisti disorientati tra misure di sicurezza e ticket on line

Campania | 23 Giugno 2020

Il post lockdown ha visto ripartire un po’ alla volta le varie attività commerciali. Ma cosa sta succedendo nel mondo del Turismo?

Le misure Anti – Covid che bloccano il Turismo

Le misure di sicurezza anti – Covid stanno mettendo a dura prova la ripartenza dei musei  ma anche degli operatori del settore.

Il turista che vuole visitare più siti museali deve districarsi e conoscere le varie regole imposte da ogni direttore che a sua volta subisce le imposizioni delle linee guida del Mibact in aggiunta ad una responsabilità personale in caso di contagio nel proprio istituto.

Agenzie di viaggio e tour operator, oltre ad essere fermi a causa di voli ancora interdetti, quarantene, frontiere extraeuropee ancora chiuse, devono fare i conti con la biglietteria online dei singoli siti archeologici e museali. Così come si deve fare i conti con la limitazione del numero di persone che possono formare un gruppo di visitatori al seguito di una guida turistica.

Non va meglio con le misure per le visite all’aria aperta. Per fare ad esempio una bella passeggiata guidata al centro storico di Napoli si devono formare come da delibera regionale “piccoli gruppi” (quante persone formano un piccolo gruppo?), mantenere il distanziamento di un metro e conservare per 14 giorni il nome dei partecipanti alla visita.

Ma andiamo a vedere i casi specifici per creare una sorta di vademecum per il “turista disorientato”:

Il Ticket online: il nuovo sistema per visitare un museo

A Pompei il biglietto si compra solo online su Ticketone scegliendo uno dei due ingressi disponibili e la fascia oraria. I gruppi possono essere di 10 persone guida compresa. All’interno 2 itinerari con freccia blu e freccia verde a seconda dell’ingresso scelto.

A Ercolano si limita l’ingresso al Parco archeologico a 7 persone guida compresa e il biglietto si compra sempre online sulla piattaforma Ticketone. Ogni ora possono entrare nel sito fino a 4 guide turistiche.

Mentre a Pompei, poi, si consiglia ai gruppi di utilizzare le radio (i cosiddetti whispers) per mantenere il distanziamento, a Ercolano vengono addirittura proibite.

Alla Reggia di Caserta come altrove il biglietto è sempre obbligatoriamente online su Ticketone con gruppi di 10 persone guida compresa negli appartamenti mentre si arriva a 16 per i giardini.

A Capodimonte, nel museo, il numero per i gruppi si ferma a 7 mentre al Museo archeologico nazionale di Napoli si arriva a 10/15 persone a gruppo ma è obbligatoria una doppia prenotazione per percorso classico e percorso mostre, quest’ultimo accompagnato da personale di Coopculture a controllare e scandire il tempo di sosta nelle sale.

Al Parco archeologico di Paestum e Velia si va dalle 20 persone a gruppo nell’area archeologica alle 5 nel museo.

A Cappella Sansevero si adotta sempre la prenotazione online per gruppi di 10 unità mentre i singoli possono prenotare anche in biglietteria. I gruppi possono raggiungere le 30 persone.

Al Palazzo Reale di Napoli si entra 8 persone alla volta ogni 10 minuti con la limitazione di 5 persone per volta in ogni sala.

Al Parco nazionale del Vesuvio, per raggiungere il famoso sentiero n.5 altrimenti chiamato il cratere del vulcano, si deve comprare il biglietto online prima di raggiungere i 1000 metri o a causa della connessione che non funziona si rischia di dover rinunciare alla salita e al panorama. Inoltre, chi compra il biglietto online è obbligato a lasciare anche i propri dati sulla piattaforma vivaticket.

Con quale criterio si scelgano questi numeri in aree diverse per estensione e/o  grandezza di sale, ancora non è ben chiaro.

Per non parlare della difficoltà oggettiva che riscontrano le persone di una certa età che intendono entrare in un museo e non conoscono le singole disposizioni.

Le modalità di accesso ai musei cambiano da sito a sito anche per le guide

E le guide turistiche? Oltre a doversi appuntare le modalità di accesso a ogni sito, modalità che sono  temporanee e quindi passibili di cambiamenti, si devono ricordare anche come viene garantito a loro il diritto dell’ingresso gratuito.

Alle guide turistiche, infatti, viene concesso il biglietto gratuito nei siti di pertinenza del Mibact, sia quando lavorano che quando sono in sopralluogo per motivi di studio. Ebbene, anche qui scattano le differenze fra i siti.

A Pompei per esempio se la guida è con il gruppo mostra il tesserino ed entra senza biglietto, se invece è in sopralluogo deve prendere online il biglietto gratuito senza pagare alcuna commissione. Ma già al Parco archeologico di Ercolano la guida in sopralluogo prendeva stranamente il biglietto su ticketone (stessa piattaforma di Pompei) e pagava sul gratuito €1,50 di commissione. Commissione che è stata eliminata solo ieri, lunedì 22 giugno.

Le fasce orarie e il numero limitato

E le fasce orarie? Costituiscono un altro problema.

Nonostante i siti museali siano sostanzialmente vuoti, sono stati posti dei limiti sul numero massimo di ingressi. Se qualcuno vuole prenotare pochi minuti prima un ingresso a uno dei musei suddetti e non trova la fascia oraria disponibile che gli interessa per incastrare ad esempio una visita a Pompei prima della partenza del proprio aereo o treno di ritorno ci deve rinunciare. Inoltre, non si può fare una programmazione o prendere prenotazioni per i prossimi mesi se spesso le piattaforme online riescono a farti prenotare solo fino a qualche settimana oltre la data in cui ci si collega o al massimo fino al 31 agosto come alla Reggia di Caserta.

Nessuna strategia di rilancio per il Turismo

Come rilanciare allora il Turismo? Mentre cade l’obbligo di indossare la mascherina, si vedono persone ovunque ai tavoli dei bar o dei ristoranti, in piazza, al mare, foto di gruppo senza la decantata distanza di sicurezza, paradossalmente nei posti più vuoti in assoluto che sono ora i musei, in aree estese all’aria aperta come il Parco archeologico di Pompei con 45 ettari a disposizione si entra a 10 persone alla volta o addirittura 7 a Ercolano.

I tour operator faticano a fare una programmazione e le stesse casse dei musei restano vuote a cause di queste restrizioni. Perché se è vero che turisti, quelli stranieri soprattutto, ancora non ce ne sono, è  anche vero che il famoso turismo di prossimità non è incentivato da queste misure.

Per non parlare dei cosiddetti “last minute”, quelle visite che non sono state progettate in anticipo ma che ti viene voglia di fare quando sei sul posto. Ora se non prenoti in anticipo risultano in pratica proibite.

Il Turismo, quel famoso 13% del PIL, è ancora un treno fermo con motore da locomotiva. Nessuna vera strategia messa in campo né per i lavoratori del settore ancora in attesa di bonus e casse integrazioni fantasma, né per incentivare i potenziali visitatori a visitare i nostri luoghi e siti archeologici e museali. Un settore di cui si parla tanto ma di cui si continua a conoscere e concretizzare poco. Perché non ascoltare di più chi lavora nel settore per una programmazione di eventi e di rilancio?

Per ora non ci resta che attendere le prossime disposizioni e sperare che siano meno miopi e più lungimiranti.

Susy Martire

Ph Carlo Hermann / Kontrolab

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 23 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 23 Giugno 2020

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