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CRISI NERA

Turismo al collasso: musei e città si svuotano a causa del Coronavirus

Turismo | 6 Marzo 2020

Il Turismo vive il momento più buio degli ultimi anni. Il Coronavirus oltre a diffondersi a macchia d’olio e a vivere di annunci apocalittici mette in evidenza la fragilità di una delle più importanti industrie italiane.

Il Turismo: una azienda da grandi numeri

L’ industria turistica rappresenta il 12,7% del PIL italiano con il 14% degli occupati nel settore. In Campania, poi, è un pilastro dello sviluppo economico. Ricordiamo a novembre scorso il record dell’aeroporto di Capodichino con 10 milioni di arrivi e i nostri maggiori siti museali con un trend in crescita costante.

Secondo i nuovi calcoli di Confturismo – Confcommercio nel trimestre 1 marzo – 31 maggio sono previsti 31,625 milioni di turisti in meno in Italia con una perdita di 7,4 miliardi di euro.

Pompei, stella per eccellenza del turismo culturale campano, ha registrato nel mese di febbraio un aumento dei visitatori del 7% confrontati i dati di febbraio dello scorso anno. Un trend in crescita che purtroppo si arresta con un calo del 95% di ingressi in questo inizio di mese di marzo, quando la stagione turistica avrebbe dovuto invece avviarsi verso il suo vero inizio.

Cancellazioni e cattiva gestione della comunicazione: ITB Berlin annullata e BMT rimandata

Tra viaggi cancellati, Trump che sconsiglia agli americani di visitare l’Italia se non necessario, la foga della notizia a ogni costo con titoli di giornali che parlano di pandemia, epidemia e contagi in aumento, gite scolastiche annullate almeno fino al 15 marzo, si registrano già perdite enormi  con previsioni nefaste.

A Berlino annullata la ITB Berlin (Fiera internazionale del Turismo) mentre la BMT (la Borsa Mediterranea del Turismo) a Napoli è stata spostata dal 20 marzo a maggio con la speranza di riprendere il “filo” del discorso lì dove si era interrotto .

Dati allarmanti arrivano anche da Federalberghi Campania che registra il 40% di disdette e la preoccupazione per la mancanza di nuove prenotazioni. Negli alberghi del lungomare a Napoli sono stati annullati tutti i convegni e le prenotazioni. All’Hotel Vesuvio chiusi 5 piani su 7.

Richiesta di misure di emergenza per il Turismo non solo nelle zone rosse

Qualche giorno fa un tavolo al Mibact metteva insieme tutte le sigle del comparto turistico da nord a sud dello stivale che chiedevano letteralmente aiuto e misure di emergenza per i professionisti e i lavoratori del Turismo.

Le prime misure

Le prime importanti misure per il turismo colpito dall’emergenza Coronavirus sono state: la sospensione dei versamenti previdenziali e contributivi per alberghi, agenzie e tour operator di tutta Italia e possibilità per le agenzie di rimborsare i clienti con un voucher valido 1 anno. Lo ha reso noto il ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini che al termine del tavolo di crisi con le associazioni di categoria ha dichiarato: “Per il turismo sono previste tre fasi diverse. La prima, quella più immediata, in cui si parla di dilazione di pagamenti. La seconda riguarda le misure strutturali d’intervento, mentre la terza sarà per il rilancio dell’immagine del Paese per uscire dall’emergenza”.

Gli operatori turistici in rivolta al MISE

Gli operatori, però, non si sono accontentati di queste poche briciole e il 2 marzo hanno manifestato a Roma la propria rabbia e frustrazione per il danno provocato dall’infelice propaganda dei giornali e dei media e la cattiva gestione dell’emergenza da parte dello Stato.

Il decreto Legge “Salva Turismo” pubblicato in Gazzetta ufficiale nei giorni passati istituirà un fondo di 50 milioni di euro con il diritto all’accesso al credito garantito per l’80%.

L’articolo 17 fa riferimento alla cassa integrazione in deroga per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna “per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di un mese e fino a un importo massimo, per l’anno 2020, pari a 135 milioni di euro per la regione Lombardia, 40 milioni di euro per la regione Veneto e a 25 milioni di euro per la regione Emilia-Romagna”.

Fondo di garanzia Pmi all’articolo 25: per un periodo di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, in favore delle piccole e medie imprese, con sede o unità locali ubicate nei territori dei comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020 (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini, Vo’), la garanzia del fondo è concessa, a titolo gratuito e con priorità sugli altri interventi, per un importo massimo garantito per singola impresa di 2.500.000 euro.

“Per gli interventi di garanzia diretta la percentuale massima di copertura è pari all’80% dell’ammontare di ciascuna operazione di finanziamento. Per gli interventi di riassicurazione la percentuale massima di copertura è pari al 90% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura dell’80%”, si legge nel decreto.

L’intervento, però, viene specificato che può essere esteso, con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, per periodi determinati e nei limiti delle risorse, alle piccole e medie imprese ubicate in aree diverse da quelle delle zone rosse, “in considerazione dell’impatto economico eccezionale subito in ragione della collocazione geografica limitrofa alle medesime aree, ovvero dell’appartenenza a una filiera particolarmente colpita, anche solo in aree particolari”. Al Fondo di garanzia sono assegnati 50 milioni di euro per il 2020.

Confermate le disposizioni relative ai rimborsi dei titoli di viaggio e dei pacchetti turistici anche con l’emissione di voucher. All’articolo 28 viene assicurato “il ristoro degli esborsi economici per quanto riguarda soggetti che, in ragione degli eventi emergenziali, versano nell’impossibilità di usufruire delle prestazioni. In coerenza con il prevalente orientamento giurisprudenziale di legittimità, la proposta emendativa prevede la possibilità di invocare, ai sensi dell’art. 1463 c.c., la risoluzione contrattuale e attivare i conseguenti rimedi restitutori”.

Viene precisato che “la risoluzione per impossibilità sopravvenuta della prestazione dedotta in contratto può essere invocata non solo nel caso in cui sia divenuta impossibile l’esecuzione della prestazione del debitore, ma anche nel caso in cui sia divenuta impossibile l’utilizzazione della prestazione della controparte, quando tale impossibilità sia comunque non imputabile al creditore e il suo interesse a riceverla sia venuto meno, verificandosi in tal caso la sopravvenuta irrealizzabilità della finalità essenziale in cui consiste la causa concreta del contratto e la conseguente estinzione dell’obbligazione”.

In caso di pacchetto turistico, si può esercitare il diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico da eseguirsi “nei periodi di ricovero, di quarantena con sorveglianza attiva, di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero di durata dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal presidente del Consiglio dei ministri”. In tali ipotesi, l’organizzatore può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, può procedere al rimborso oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

Resta il punto interrogativo sulle misure da prendere per le Regioni non colpite direttamente come la Campania che però registrano gravi perdite e dove, se altrove la zona è “rossa”, la situazione sembra “nera” con un blocco quasi totale delle attività. Attorno al Turismo girano anche attività commerciali e quindi tanti lavoratori a rischio licenziamento ed esercizi commerciali a rischio chiusura come già successo per i ristoranti e i negozi cinesi.

Si aspetta il secondo Decreto Salva Turismo che dovrebbe inserire nuovi provvedimenti per tutto il territorio e tutto il comparto turistico e comprendere anche ammortizzatori per i tanti lavoratori autonomi del settore colpiti dalla crisi, come le guide turistiche che non sanno se e quando torneranno a lavorare.

La necessità di una campagna che rilanci l’immagine del Bel Paese

Alla manifestazione dei Tour operator è stata ribadita anche l’urgenza di intervenire sui Paesi esteri: “questo è un Paese sano e la Farnesina deve muoversi a ricostituire quello che è il concetto di un’Italia che non ha il rischio batteriologico”.

In Campania il comparto turistico è in agitazione

Il settore continua ad essere in sommossa vista la totale assenza di lavoro che si prospetta. In Campania si prevedeva una assemblea con le varie categorie della filiera turistica per esprimere il disagio che si sta vivendo ma la stessa è stata bloccata dal nuovo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, che vieta ogni tipo di assembramento e quindi incontri, assemblee e manifestazioni.

I nostri monumenti ai tempi del Coronavirus: quali disposizioni in Campania

E i nostri Beni culturali? Che cosa sta succedendo ai nostri musei? Come viene gestito l’ipotetico pericolo di contagio del Covid – 19? Mentre al nord, nelle regioni dei focolai, il DPCM ha imposto la chiusura dei siti museali, o lì dove possibile il contingentamento degli ingressi, una lettera di Antonio Lampis – direttore generale dei musei – ai nostri istituti museali invitava semplicemente i direttori a decidere le misure da prendere e a essere autonomi nel gestire una ipotetica chiusura.

Non essendo la nostra Regione però zona rossa, questo ha permesso alle varie direzioni di invitare i visitatori solo a seguire la lista di indicazioni generali dettate dai decreti e a regolarsi su di essa.

Pare che la soglia di allerta sia quella del superamento dei 5000 visitatori in un giorno che favorirebbe assembramenti e un possibile contagio. Questa la motivazione principale della cancellazione della domenica al museo, un appuntamento attesissimo dai cittadini e che al momento è sospesa fino ad aprile.

A Pompei, anche se la Campania non rientra nella zona dei focolai, a seguito dell’emergenza Coronavirus il parco archeologico ha disposto solo una chiusura provvisoria di alcuni edifici del sito a partire dal 3 marzo e fino a nuova disposizione, quali il lupanare, terme del foro e sezione femminile delle terme Stabia ne. Luoghi più stretti, dove non si può rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone.

A Palazzo Reale a Napoli, dove l’appartamento non consente di attenersi alla disposizione, sono state vietate le visite di gruppo e si entra in 5 visitatori alla volta. Vietate anche le visite ai giardini pensili. Mentre alla Reggia di Caserta si entra con ingressi contingenti, con il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro come da DPCM del 4 marzo e si raccomanda di seguire i comportamenti consigliati dal Ministero della Salute.

Anche sulle nostre Isole il Turismo cambia a causa delle nuove misure di emergenza: è stata pubblicata l’ordinanza a firma del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che vieta lo sbarco ad Ischia, Capri e Procida delle comitive turistiche provenienti da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e dalle province di Pesaro ed Urbino, Savona, Piacenza.

In particolare il provvedimento prevede il divieto di imbarco sulle linee marittime per i gruppi turistici superiori a 6 unità diretti alle isole. Dispone controlli individuali e di rilevazione della temperatura corporea per tutti i passeggeri in partenza per le tre isole che andranno effettuati con l’installazione di 4 punti di controllo (con postazioni fisse o mobili) ai porti di Napoli Beverello e Porta di Massa, Sorrento e Pozzuoli.

Le compagnie di navigazione dovranno inoltre provvedere alla sanificazione delle unità navali impiegate sulle rotte per le isole e vigilare sul mantenimento delle distanze minime tra i passeggeri in attesa d’imbarco.

I Musei vuoti: clima da “Silent Hill”

Si registra ovunque un clima surreale e di attesa, con i nostri musei che si svuotano lentamente nonostante le tante iniziative messe in campo soprattutto negli istituti a gestione autonoma come il MANN, dove ad esempio il 16 marzo apre in sordina la mostra tanto attesa sugli Etruschi che – purtroppo – non vedrà alcuna inaugurazione pubblica né una conferenza stampa di presentazione. Paolo Giulierini, direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli, dichiara che l’istituto museale avrà 3 milioni di euro di perdita di incassi difficili da recuperare.

Video promo, flashmob e hashtag virali per invitare a tornare a visitare le nostre Bellezze

Un momento di stop che sta però lasciando spazio alla creatività di tanti, dalle guide turistiche che si inventano video e flashmob, ad operatori che creano hashtag come #nonsmetteremodiviaggiare o #Italyissafe, per rassicurare e invitare a visitare i nostri monumenti, tutti sono preoccupati che la nostra “Grande Bellezza” resti per tanto tempo come Narciso ad ammirare se stessa senza alcun giovamento per nessuno.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 6 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 7 Marzo 2020

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