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Cronaca del rientro a scuola in Campania: ancora troppi i disagi per gli studenti (e nulla è cambiato)

Rientro a scuola
Istruzione, scuola, università | 19 Aprile 2021

Da oggi la Campania è nuovamente arancione. E tra le riaperture decretate dall’ultimo DPCM troviamo anche quelle di scuole superiori e medie.

Il terzo “rientro a scuola” dell’anno, però, non ha avuto gli esiti sperati. Infatti nulla sembra essere cambiato da Febbraio. Connessioni carenti, didattica confusionaria, disagi e proteste hanno animato la prima giornata di scuola in presenza. A soffrire di questa situazione più di 300mila studenti campani, assieme a quasi 7 milioni di ragazzi in tutta Italia.

Il fallimento della didattica mista

A dominare il ritorno in classe c’è la didattica mista. Una via di mezzo tra lezioni a distanza e in presenza. Dove gli studenti, alternandosi tra gruppi, si trovano in aula solo al 50%. Però questa modalità non convince i ragazzi.

“Non possiamo interagire con i nostri compagni o essere interrogati” dicono gli studenti al Liceo Cuoco di Napoli, dove in diverse classi chi segue a distanza si ritrova tagliato fuori. “Da casa vediamo solo il muro bianco mentre il professore parla con chi è in presenza”, e così la lezione diventa inutile.

Scuola in presenza in Campania

Perché il problema della didattica mista è proprio questo. Una divisione tra gruppi di studenti, che per mancanza di una buona connessione e problemi a scuola, finisce per dividere in due la classe. Ne risentono l’istruzione, i voti ma soprattutto la condizione psicologica degli studenti.

Ci sono poi scuole che non riescono a sostenere nemmeno fisicamente le connessioni, come al Liceo Alberti di Napoli: “Il rientro non è stato troppo drammatico, in alcune classi la connessione prende, in altre meno” ci spiega Mario Castellano, rappresentante dell’istituto: “Ma ci sono problemi con la corrente elettrica, che è saltata stamattina.” In queste condizioni altre decine di scuole tra Napoli, Caserta e Salerno.

Trasporti intasati, così il virus viaggia libero

A peggiorare la situazione non c’è solo quello che succede tra le mura degli istituti. Ogni giorno migliaia di studenti raggiungono le scuole con bus, treni e metro. Mancano però mezzi pubblici e corse aggiuntive. Perciò il risultato è quello ritrovarsi ammassati, come alici in una scatoletta.

E il danno maggiore arriva per gli studenti pendolari, come all’ITI Fermi di Sarno: “Siamo un istituto con studenti provenienti sia dall’Agro-Nocerino-Sarnese che dal napoletano e per tale motivo la maggior parte di essi sono pendolari” racconta il rappresentante Giuseppe Sorrentino: “In accordo con altri istituti abbiamo già avviato una protesta Social sensibilizzando con fotografie scattate sui pullman strapieni durante il precedente rientro al 50%.”

“Noi studenti – continua Giuseppe – ci poniamo delle incognite: i mezzi di trasporto sono stati potenziati tali da poter consentire addirittura l’ingresso al 100%? E poi, con l’arrivo delle nuove varianti siamo sicuri che tornare a scuola per un solo mese sia utile a qualcosa?”

Rientro a scuola Trasporti

“Ogni città ha esigenze diverse e per quanto riguarda la provincia di Salerno non sono stati realmente potenziati e messi in sicurezza i trasporti” dice Francesco Pantalena, rappresentante del Basilio Focaccia di Salerno.

“La capienza dei passeggeri al 50% sui mezzi pubblici non è tale da ospitare tutti gli studenti pendolari dell’intero comune salernitano e – sottolinea Francesco – in vista di un ritorno al 100% previsto per la settimana prossima, la situazione sarebbe totalmente un caos per interi istituti salernitani.”

Ma c’è chi resta ancora a casa

Non tutti gli studenti oggi tornano in classe. In diversi comuni e capoluoghi, infatti, il rientro a scuola è stato posticipato. Come a Benevento e Avellino, dove con un’ordinanza i sindaci hanno sospeso la didattica in presenza fino al 24 Aprile.

Il sindaco di Avellino Gianluca Festa dice che “i dati sono buoni, ma superiori ancora chiuse per prudenza”. Mentre la situazione resta grave per Benevento, dove il primo cittadino Clemente Mastella ha ricordato che l’incidenza di contagi è superiore rispetto alla media Campana. Raggiungendo una percentuale dell’11,17% a fronte della media regionale che si assesta al 10,57%.

Rientro a scuola

Aumentano i comuni dove le scuole restano chiuse. A Marigliano, il sindaco ha sospeso le lezioni in presenza fino al 1° Maggio. Mentre a Castellammare di Stabia il rientro per le superiori è previsto per la giornata di domani, 20 Aprile. Chiuso per 3 casi positivi il plesso Caravelli dell’istituto Alfieri di Torre Annunziata. Al Borgo di Aversa cancelli chiusi fino al 28 Aprile per un caso di positività. E nel frattempo, si prosegue con la didattica a distanza.

Un rientro a scuola ancora con troppi problemi

Tanta la gioia degli studenti che, dopo 2 mesi, tornano a scuola. Ma sono ancora tanti i disagi, le insicurezze, i dubbi. A Marigliano, stamattina, diversi genitori No Dad hanno protestato contro la chiusura delle scuole nel comune. Lettera di studenti e genitori all’amministrazione comunale di Pompei per chiedere maggiore sicurezza in classe.

Mentre tra gli studenti Voce Studentesca Campana, un collettivo nato negli ultimi mesi e che ha richiamato l’attenzione di diversi istituti, ha annunciato scioperi in diverse scuole a partire dai prossimi giorni. Come al Don Milani di Gragnano, dove gli studenti oggi non sono entrati in classe.

Per gli studenti pretendere un’istruzione sicura diventa una necessità. E ora, davanti alla distruzione della scuola italiana, far valere i propri diritti è un dovere.

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 19 Aprile 2021 e modificato l'ultima volta il 19 Aprile 2021

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