martedì 17 settembre 2019
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Inaugurata a Pompei “Do ut do – la morale dei singoli: donare con l’arte contemporanea

Beni Culturali | 14 Giugno 2019

“Do ut do è un movimento morale e raggruppa opere che non hanno logica di stare insieme dal punto di vista estetico […] e il logo ‘do ut do’ ha reso dadaista il raggruppamento.”
Alessandro Mendini

Iniziamo, con una citazione, a spiegare che cosa è ” Do ut do – la morale dei singoli” , tema ideato da Alessandro Mendini per la biennale di do ut do 2018-2019, padrino di questa quarta edizione insieme a Philip Rylands.

Do ut do: un modo per fare una raccolta fondi con l’arte contemporanea

Come “gruppo” , Do ut do nasce in maniera semplice, cercando un modo di fare raccolta fondi con l’arte contemporanea. I soldi raccolti arrivano alla Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli Onlus che è un ente non profit, nato nel 2002, il quale attraverso la gestione degli Hospice Bentivoglio, Bellaria e Casalecchio e l’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa – ASMEPA – opera con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e alleviare la sofferenza dei pazienti con malattie in fase avanzata e progressiva e sostenere le famiglie. Le aree di intervento riguardano l’assistenza, residenziale e ambulatoriale, la formazione dei professionisti, la ricerca scientifica e la divulgazione delle cure palliative.
I servizi offerti dalla Fondazione Hospice sono completamente gratuiti grazie all’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale e ai donatori che ne sostengono il progetto.
Do ut do si pone l’obiettivo di aiutare la fondazione nel 2012 grazie ad artisti che donano le opere fatte con materiali che a loro volta vengono donati da produttori e aziende italiane. È un gruppo, esteticamente parlando, che non ha nulla in comune ma che mette in campo il “do” cioè il donare, l’artista e le eccellenze produttive italiane: proprietari di cave di pietra leccese, produttori di marmo , di ferro e altro materiale, allestitori, e c’è finanche chi si occupa della realizzazione del catalogo.

Artisti ed eccellenze produttive italiane insieme per aiutare i malati terminali e le loro famiglie

Il risultato di questa generosità che unisce l’eccellenza della creatività e della sensibilità artistica internazionale e le eccellenze produttive delle aziende è la biennale che si fa ogni 2 anni con lo scopo di mettere insieme la morale dei singoli partecipanti per raccogliere denaro e aiutare il prossimo in una fase di malattia terminale insieme alla sua famiglia. Per una volta si sperimenta una unione impossibile: l’ etica e l’estetica insieme.

Una biennale itinerante che fa sosta a Pompei

La scelta di Pompei per questa biennale è stata una volontà precisa di Massimo Osanna rientrato ufficialmente nelle sue funzioni di Direttore generale del Parco. Pompei, luogo di arte sempre contemporanea, un dialogo con l’antico già sperimentato ma questa volta con l’aggiunta di uno scopo “morale”. In autunno verrà presentato il catalogo di questa edizione sempre a Pompei e una app di realtà aumentata.

La mostra raccontata da Andrea Viliani del Madre: Think – Pensa

La mostra ce la racconta il direttore del Museo Madre di Napoli, Andrea Viliani, compartecipante al progetto: “L’esposizione nel braccio nord della Palestra grande inizia con una parola, un neon di Maurizio Nannucci, che è “Think” cioè “Pensa”, e finisce con il rapporto tra la terra (che potrebbe essere la terra di Pompei) e le stelle, la polvere degli anelli di un satellite di Saturno ripreso dalla sonda Cassini. Pompei è una macchina dove si è sempre pensato ed è la cosa più simile che abbiamo ad una macchina del tempo. Un tempo in cui celebriamo quello che ci unisce e non quello che ci divide: celebriamo i singoli e la nostra morale”.
La mostra sarà visitabile fino al 1 dicembre 2019 inclusa nel prezzo del biglietto di ingresso agli scavi di Pompei.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 14 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 15 Giugno 2019

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