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CULTURA NEGATA

Piano City, la polizia municipale annulla concerto al Castel dell’Ovo

Cultura | 8 Settembre 2020

Ieri sera un concerto organizzato dal comune di Napoli (assessorato alla cultura) è stato sospeso e annullato dallo stesso comune di Napoli (vigili urbani) per mancanza di permessi e agibilità della sala.

A darne notizia su facebook è stato il pianista Bruno Bavota, che ieri sera si sarebbe dovuto esibire nella cornice emozionante di Castel dell’Ovo nell’ambito della rassegna Piano City. L’artista ha pubblicato la foto della sala deserta manifestando tutto il suo sconcerto e la sua delusione: “Alla fine la sala è rimasta vuota come in questa foto. La polizia amministrativa ha bloccato il concerto a pochi minuti dall’inizio, poiché l’organizzazione dell’evento era sprovvista di agibilità della sala e dei permessi necessari. L’approssimazione che a tutti i livelli affligge questa città, colpisce ancora una volta. La cultura, già duramente massacrata dall’emergenza Covid, è uno settori che paga sempre il prezzo più alto. Io personalmente provo profonda vergogna nei confronti di tutti i responsabili dell’evento, evento patrocinato dal comune di Napoli, dall’assessorato alla cultura e da Piano City Napoli e annullato dagli stessi che avrebbero dovuto verificare tutti i permessi per tempo. Nei miei occhi, sotto la mascherina, avete tutti potuto constatare l’immenso dispiacere soprattutto nei vostri confronti (ed eravate tantissimi), che avete fatto sacrifici per essere presenti in un giorno e in un orario tutt’altro che comodi. Di questa giornata porto a casa il vostro grande affetto nei miei confronti. Che qualcuno parli, subito, e si prenda la responsabilità di questo enorme fallimento.” Nel tag, a fine post, l’Assessorato alla Cultura, il comune di Napoli e la pagina facebook di Piano City Napoli.

Non è la prima volta che la polizia locale interviene a spegnere le luci su un palo allestito dal comune di Napoli. A metà dicembre fu annullato l’evento principale della notte d’arte della II Municipalità in piazza del Gesù, si parlò di “cortocircuito amministrativo” e si scatenò un’ovvia e prevedibile polemica.

Al momento non risultano comunicati né da parte di Eleonora de Majo, assessore alla Cultura del comune di Napoli, né da parte di Alessandra Clemente, assessore con delega alla polizia municipale, né tanto meno da parte di Piano City Napoli.

Non interessa capire se abbia maggiori responsabilità l’organizzazione dell’evento, l’assessorato alla cultura o quello alla polizia municipale, non interessa sapere se sia in atto una faida politica fra le due anime demA rimaste presenti nella traballante maggioranza di Luigi de Magistris (l’ala radicale pro “Terra” di Eleonora de Majo e quella meno radicale e filo-Pd di Alessandra Clemente) o se sia in atto un conflitto fra diversi uffici di Palazzo san Giacomo, che potrebbero sicuramente dialogare maggiormente prima del blocco di un evento e non dopo, quel che interessa ai napoletani è che episodi come questi non accadano nuovamente: ne perde Napoli, non solo chi voleva ascoltare un concerto di pianoforte in una cornice particolare come quella di Castel dell’Ovo, così come ne perdono i napoletani ogni volta che la città diventa scenario di squallide manifestazioni simil-artistiche abusive e nessuno interviene.

Sia chiaro, la polizia municipale fa benissimo ad intervenire per far rispettare le regole e bloccare gli eventi, se abusivi. Quel che si richiede è maggiore attenzione al territorio, per evitare che episodi come quello della “proposta di matrimonio” in galleria accadano nuovamente, e maggiore dialogo fra gli uffici, per evitare che sacrosante e validissime iniziative culturali, come Piano City, vengano fermate per burocrazia o carte mancanti.  Se poi arrivassero delle scuse ufficiali ed un’ammissione di responsabilità da parte di chi ha sbagliato, non sarebbe male.

Foto della sala vuota dal profilo facebook di Bruno Bavota

Un articolo di Fabrizio Reale pubblicato il 8 Settembre 2020 e modificato l'ultima volta il 8 Settembre 2020

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