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Cupa Perillo: un weekend di roghi tossici. Parlano le associazioni e i comitati: “La politica non faccia passerelle ma agisca”

Ambiente | 19 Aprile 2021

Sembrava un ricordo lontano e invece anche dopo le ultime passarelle politiche i roghi tossici sono ritornati ad inquinare l’area nord di Napoli.

Negli ultimi tempi le cose stavano andando leggermente meglio – ci spiega Salvatore Porcellano del Comitato lotto P- ma ad un tratto siamo ritornati a qualche anno fa.

“Tra sabato e domenica si è sentita un’altra volta l’area pesante tipica dei roghi. Inizialmente noi del Lotto P per rispettare i dpcm non siamo usciti a verificare cosa stesse succedendo, ma domenica verso le 15 si è raggiunti il limite, la situazione stava degenerando e siamo corsi in Cupa Perillo e purtroppo abbiamo visto che era in atto un vero e proprio disastro ambientale. Abbiamo chiamato i vigili del fuoco che sono prontamente intervenuti e sono stati impegnati per più di 3 ore” ci dice Salvatore.

 

 

Il problema di Cupa Perillo non riguarda solo Scampia

L’area di Cupa Perillo è una bomba ecologica che si trova a Scampia ma abbraccia tutta l’area nord di Napoli e i comuni di provincia come Mugnano e Melito. A tal proposito Giovanni Daniele del Coordinamento territoriale Scampia lancia un messaggio a tutti i sindaci delle aree interessate “Fermate la campagna elettorale e venite qui! Dove sta la politica? tra pochi anni  di questo passo saremo morti. Sul nostro territorio il tasso tumorale è altissimo”. Magari visto che Scampia è un quartiere di Napoli, anche De Magistris prima di fare i suoi viaggi in Calabria potrebbe passare da queste parti.

Alle spalle di Cupa Perillo ci sono diverse abitazioni, tra cui il lotto P, e anche delle scuole di diverso ordine e grado.

Questo oltre ad essere un problema ambientale, è anche un problema sociale. All’interno dell’Area di Cupa Perillo c’è uno dei più grandi campi rom di Napoli. Il comitato Lotto P chiede un’intervento forte delle istituzioni prima che qualcuno scarichi le colpe sui più deboli. “Noi non diamo la colpa a loro – riferendosi ai rom- ma sta di fatto che fino a quando questa sarà un’area abbandonata dalle istituzioni e occupata da baracche abusive questa situazione non finirà mai, quindi urgono dei provvedimenti urgenti”. Purtroppo anche molti napoletani approfittano del degrado della zona per scaricare ingombranti di tutti i tipi.

Il fallimento della Politica

E’ evidente ormai che la politica in questa zona ha completamento fallito, tutte le attività messe in campo come la presenza h24 dei militari e le telecamere non hanno risolto il problema. Nel 2018 il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca destinò 1 milione di euro per la bonifica dell’area e per ultimo nel dicembre del 2020 è stata aggiudicata anche la gara d’appalto per la rimozione dei rifiuti. Effettivamente la bonifica è partita ma gran parte dell’area è ancora circondata da ingombranti, la gente continua a sversare e i rifiuti vanno ancora in fumo.

Nel frattempo è partito anche l’ennesimo esposto alla Procura della Repubblica, questa volta da parte del Coordinamento territoriale Scampia, che per i prossimi giorni ha anche intenzione di organizzare una petizione per effettuare un dossieraggio su quello che sta succedendo su quella zona.

Giuseppe Mancini

 

 

 

Un articolo di Giuseppe Mancini pubblicato il 19 Aprile 2021 e modificato l'ultima volta il 19 Aprile 2021

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