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DA LUNEDI

Parte l’abbattimento delle Vele di Scampia

Battaglie, NapoliCapitale, Periferie | 9 Maggio 2019

“Ha vinto la lotta, adios”: è lo striscione srotolato giù dalle vele del Comitato Vele Scampia. E dietro quelle cinque parole anni di lotte e di degrado, di battaglie senza resa e di tante storie di uomini e donne alla ricerca del riscatto. Non sappiamo se quel riscatto arriverà mai, ma di certo da lunedì l’area intorno ai “mostri di cemento” diventati simbolo di ogni male, non solo di Napoli, sarà cantierata per iniziare l’abbattimento: in 180 giorni, sei mesi, secondo il cronoprogramma, la Vela Verde sarà cancellata per sempre.

“Finalmente siamo arrivati al momento più atteso, un momento che immaginavano da anni, che abbiamo costruito col tempo, nel tempo, riconoscendo, alternando e mettendo in pratica, le varie fasi che hanno contraddistinto la lotta per il riconoscimento del diritto all’abitare come essenzialità intrinseca dell’individuo e non come prerogativa di uno status acquisito – spiega il Comunicato Vele in un comunicato – In questi lunghissimi e soffertissimi anni abbiamo attraversato con coscienza e responsabilità i momenti frenetici degli incontri senza fine, le mille difficoltà legate alla gestione delle attese, giornate passate a rafforzarci, a cementare tra noi un’idea nella mente come un tatuaggio sulla pelle, la possibilità reale di riuscire nell’intento di riprenderci tutto nel senso più compiuto del termine, tra le nostre mura, tra le lamiere gelide del comitato, tra la nostra gente, comunicando la direzione a modo nostro, in assemblea come sempre-Pomeriggi interi nei palazzi istituzionali a sviluppare discussioni a cercare di imporre attraverso la credibilità di un processo di coscientizzazione, un modo diverso di Interpretare le relazioni tra cittadini e politica. Siamo stati in bilico più volte, appesi a quel filo sottile che mantiene a stento un attimo prima dello schianto fatale. Lo abbiamo fatto con la convinzione di chi crede nella volontà popolare, a colpi di coda inimmaginabili, a forza di cortei colmi di dignità. Lo abbiamo fatto sapendo di non appartenere ad un manipolo incosciente, ma ad un popolo vero, il popolo delle vele”.

Una battaglia lunga una vita

Per il Comitato Vele,  “abbiamo costruito questo capolavoro sociale con il sudore e con i sacrifici di chi non ha mai mollato, dentro la lotta come nello scontro, tra le parole pesanti ed i silenzi assordanti, molte volte senza schemi e strategie, affidandoci al naturale riflesso di chi è cresciuto nell’emergenza e, nell’emergenza ha sviluppato gli anticorpi per combattere e per mettere in campo con orgoglio e fierezza il diritto non sancito della compensazione a fronte di infanzia regate e di vite spezzate”.

Seguono lunghi ringraziamenti al sindaco come ad alcuni protagonisti della politica cittadina, chissà se davvero condivisi da tutti gli abitanti delle Vele.

“Questo momento rappresenta il raggiungimento di un obiettivo storico e propedeutico al successo finale che auspichiamo di raggiungere nel più breve tempo possibile, la totale trasformazione e rigenerazione urbana del lotto M e di Scampia. La torre verde finalmente vuota dalle persone che l’hanno abitata per anni pronta alla cantierizzazione, si gode questo momento a finestre spalancate, sarà un sorriso, sarà un messaggio codificato oppure solamente un saluto beffardo e convinto. Abbiamo compreso sulla nostra pelle che nella vita accadono cose molto strane, a Scampia accade che un palazzone dall’aspetto minaccioso fino a ieri, diventi di colpo l’emblema della vittoria del popolo contro un despota, portatore consapevole di un dogma lasciato alla sola narrazione drogata dei film e delle serie tv. Ha vinto la lotta, adios”.

Non tutti gli abitanti delle vele sono però risultati assegnatari dei nuovi alloggi popolari. Per il momento gli ultimi abitanti della vela verde, la prima che sarà abbattuta, si trasferiranno in un’altra vela ancora.

«Le vele», spiega Fabrizio Valletti che dagli anni 90 con il centro hurtado ha provato a proporre alla cittadinanza opportunità culturali e lavorative, allo scopo di sensibilizzare il territorio al cambiamento socio-culturale,  intervistato dal settimanale Vita «sono un simbolo negativo, di disagio e emarginazione per tutti quelli che abitano il quartiere. Se poi si riuscisse davvero ad abbattere tutte e tre le vele riqualificando, a beneficio dei cittadini, l’ultima, sarebbe davvero un segnale positivo».

Diceva Brecht che “ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che alla lotta dedicano la propria vita: essi sono gli indispensabili”. Tra questi gli uomini del comitato Vela. Uno su tutti: Vittorio Passeggio. Grazie ai grandi e eterni lottatori come te!

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 9 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 10 Maggio 2019

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