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DAD MOSCA CIECA

Il buio della scuola, più scuro di quello degli studenti bendati durante le interrogazione al Caccioppoli di Scafati

Istruzione, scuola, università | 29 Ottobre 2020

‏‌Mentre la Francia si avvicina al lockdown totale lasciando aperte le scuole, in Campania tutti gli studenti seguono le lezioni a distanza già da due settimane. La scuola è stata un campo di guerra negli ultimi due mesi: classi “pollaio”, aule senza banchi e trasporti pubblici più simili a scatole di acciughe. E ora gli studenti si trovano senza mezzi per seguire le lezioni, oppure senza una connessione… condizioni che danneggiano la dignità di studenti e docenti.

Ma oltre al danno anche la beffa! Al Liceo Caccioppoli di Scafati, secondo le testimonianze degli studenti – poi riportate anche da fonti certe – una docente di Latino e Greco ha scoperto una studentessa a sbirciare sui libri durante una verifica orale, e per dimostrare che non ce n’è bisogno, ha costretto le due alunne più brave della classe a fare la stessa interrogazione, ma da bendate. Una decisione drastica, che dimostra la totale sfiducia dei professori nei confronti degli studenti, che si ritrovano a seguire le lezioni dietro uno schermo e sono le prime vittime di un disagio che però vivono, in modo simile, anche gli stessi insegnanti.

“Bendati e nel buio più totale, ma vi pare normale?”

“Si trattava di un esempio per dimostrare ai ragazzi che non hanno bisogno di sbirciare” dichiara ad ANSA il dirigente scolastico dell’istituto, Domenico D’Alessandro. Parole che sembrano una pezza alla brutta situazione che potrebbe ledere all’immagine dell’istituto, più che un chiarimento che renda giustizia alla dignità dei ragazzi.

Gli studenti, invece, hanno detto a Fanpage: “Questo tipo di interrogazione è fuori dal normale e no, non l’abbiamo presa molto bene. Ha suscitato in noi maggiore pressione, siamo per 15/20 minuti bendati e nel buio più totale, ma vi pare normale?”. Nonostante la preoccupazione, hanno precisato: “È un episodio che non mette in discussione la professionalità della docente, sempre stata presente e vicina a noi”. Una precisazione che potrebbe essere dovuta anche alla paura di possibili ripercussioni in ambito scolastico. Per ora, però, non sono stati presi provvedimenti né verso l’insegnante né verso lo studente che ha condiso la foto. I rappresentanti degli studenti hanno poi vigilato sulla situazione per far sì che non si ripresentasse un caso simile.

Basta guardare la foto della studentessa bendata per capire com’è essere studenti oggi. Dei ragazzi che per paura di ripercussioni, seguono il diktat dell’insegnante. Un danno alla psicologia come all’immagine di una persona, anche se può sembrare un contesto divertente o ironico. Ed è ancora più triste sapere che uno studente si è bendato senza farsi due domande. Molto spesso oggi, e lo dico da studente, la scuola non insegna altro se non nozioni. Gli studenti non sviluppano un senso critico che gli permette di dire “No!” ad un’autorità. Episodi simili a quello di Scafati si ripetono sistematicamente in molte scuole del paese: i metodi della dad sono discrezionali e anche umilianti. Questo è il buio in cui è caduta l’istruzione pubblica, più scuro di quello sotto la benda.

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 29 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Ottobre 2020

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