martedì 26 marzo 2019
Logo Identità Insorgenti

DALLE MOSTRE AI CANTIERI

Il Mann presenta il programma 2019

Beni Culturali | 17 Gennaio 2019

Presentata nella mattinata del 16 gennaio nella sala conferenze al terzo piano del Museo Archeologico Nazionale di Napoli la programmazione 2019/ 2020 del Museo. Paolo Giulierini ha tracciato alla folta platea i punti cardine di un fitto cartellone con scadenze a breve e a lungo termine.

I risultati raggiunti

Il direttore ha espresso innanzitutto la felicità per i risultati raggiunti: sotto la sua direzione il MANN parte con un 2016 da 452.531 visitatori e chiude il 2018 con 613.426 compreso di pubblico delle domeniche gratuite che incide di circa il 20% sul totale.
La OpenMann, la card abbonamento, lanciata quest’anno, vede già 3.728 abbonati che hanno approfittato dell’offerta lancio da 15 euro scaduta il 7 gennaio scorso.
Artribune proclama il Mann “Miglior Museo 2017” per la capacità di innovazione, e quella di coniugare l’antico con il moderno, e il 2018 ha visto il direttore insignito di titolo di “Miglior direttore 2018” più o meno per la stessa motivazione.
Tante le cose in campo tra grandi mostre e un immenso cantiere che porterà il Museo all’ apertura totale di tutte le collezioni e anche ad una apertura verso l’esterno e la città.
Dall’ 11 di febbraio partirà un cantiere colossale fatto da 4 o 5 cantieri insieme. Lo stato del Museo nel 2020 sarà caratterizzato dalla riapertura delle collezioni e da un museo che non si vedeva nel suo massimo splendore se non negli anni ’20 del ‘900 fino alla seconda guerra mondiale. Dopo la guerra, il museo subì ferite importanti: innanzitutto si smembrò la collezione. I quadri andarono a Capodimonte. Per Giulierini questo fu un errore, perché il Museo, così come viene conosciuto dai napoletani, era ed è il Museo della città. Fu questa, pertanto, la prima grande ferita infertagli. La seconda ferita parte negli anni successivi e arriva fino agli anni ‘80/’90 in cui si decide la chiusura di varie sale come quelle “imperatori” che da oltre 60 anni sono chiuse.

Le mostre all’estero

Con la Federico II e la facoltà di Giurisprudenza sono stati creati una serie di protocolli di intesa e convenzioni che non vedono un museo prestatore ma un museo attivo che impone limiti e propone esposizioni che portano visibilità al museo stesso. Si prestano i pezzi ma si propongono video, visibilità attraverso merchandising, attraverso cataloghi condivisi scientificamente e squadre di lavoro del Mann e dell’istituto estero, questo vuol dire la padronanza su almeno 30 capitali mondiali contemporaneamente.
L’80% dei proventi del Mibac per prestiti è generato da questo istituto. Negli ultimi tre anni ha introitato almeno 700 mila euro all’anno e questo costituisce uno dei cardini del bilancio del museo.

Le mostre 2019 / 2020

La prima grande mostra è quella sulla Cina, “Mortali – Immortali: I Tesori dell’antico Sichuan”, iniziata a dicembre e che terminerà a marzo. I primi dati di affluenza danno più o meno 40 mila visitatori.
Dal 22 febbraio ci sarà la mostra “Nel Vulcano” di Cai Guoiang esposta in tutte le sale del museo. Il MANN continuerà il proprio percorso di indagine sulla cultura orientale, affidandosi, stavolta, alle suggestioni delle opere di Cai Guo Qiang, uno degli artisti cinesi contemporanei più noti nell’entourage internazionale, insignito del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999: sky ladder conosciuto per le sue emozionanti performance con il fuoco, Guo Qiang esporrà al Museo una selezione di lavori frutto della sua “officina dell’esplosione”. Le opere, create dopo un evento con fuochi d’artificio, immaginato per l’Anfiteatro di Pompei, saranno in mostra al MANN ed entreranno in dialogo con le collezioni permanenti del Museo: Cai Guo Qiang stabilirà, infatti, un gioco di assonanze e dissonanze tematiche con sculture, mosaici ed affreschi antichi, coinvolgendo il visitatore in un affascinante e labirintico viaggio di scoperta tra passato e presente.
Il 28 marzo arriva “Canova e l’antico”. Le opere saranno ospitate nell’atrio e nel Salone della Meridiana. Nell’ atrio ci sarà l’atelier di Canova. Le statue arrivano da un partner d’eccezione, l’Ermitage di San Pietroburgo, con cui il MANN ha un accordo triennale. Il percorso espositivo – curato da uno dei maggiori esperti in materia, Giuseppe Pavanello, affiancato da autorevoli studiosi e dalla direzione dei due musei promotori – prevedrà la presentazione di marmi e gessi di Canova, di nuclei importanti di bozzetti, disegni, monocromi e tempere del grande Artista, provenienti da musei internazionali, posti accanto a capolavori delle raccolte del MANN. Il 5 aprile poi nel museo russo si inaugura, come scambio per la mostra su Canova, la grande mostra su Pompei: “Pompei, uomini, Dei ed eroi”. La mostra porterà per la prima volta Pompei all’interno del Museo Statale Ermitage.
La terza grande mostra sarà la seconda tappa di “Pompei e gli Etruschi”, partita nel Parco archeologico di Pompei a dicembre. Quella al MANN è sull’elemento etrusco presente nelle collezioni del museo.
Altra mostra, che non era in programma, è una mostra sullo sport nel mondo antico collegata alle Universiadi 2019 del luglio prossimo. Il museo non poteva esimersi nel fare rete con la Regione in quanto è proprietario della più grande campionatura dello sport nel mondo antico.
Il 6 di giugno sarà la volta de “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio”: il museo è detentore di 13 calchi relativi agli ortostati dei palazzi assiri i cui originali si conservano al British Museum. Queste decorazioni che facevano parte della parte bassa delle pareti dei palazzi fanno riferimento alle campagne di guerra degli eserciti assiri e anche a momenti di vita quotidiana dei re assiri. I calchi del MANN sono giunti a Napoli grazie anche ai rapporti intensi fra Giuseppe Fiorelli (1823-1896) e Henry Austin Layard (1817-1894), che volle omaggiare l’archeologo napoletano con un frammento di rilievo assiro proveniente dalla sua collezione privata. Eccezionale la presenza, nel percorso espositivo, di ventotto reperti provenienti dal British Museum di Londra e di undici pezzi dell’Ashmolean Museum.
Con questa mostra si dà rilevanza al Museo, che nell’Ottocento, quando questi calchi vennero acquistati, aveva velleità di essere un museo di livello mondiale, ma attraverso lo studio e la presentazione di una mostra del genere si vuole anche segnalare un’attenzione particolare a luoghi che attualmente sono vittime di guerre, scontri e disastri. “Un museo non può esimersi dal condannare situazioni drammatiche che sono nel mondo, in questo senso stiamo lavorando in Brasile per preparare una grande mostra per omaggiare con pezzi nostri il museo di San Paolo che ha avuto un disastroso incendio” – dice Paolo Giulierini.
A settembre il mare ce lo racconta “Thalassa. Il mare, il mito, la storia, l’archeologia” (dal 25 settembre 2019). Il mare nostrum in esposizione, tramite reperti di archeologia subacquea, provenienti da importanti istituzioni museali internazionali (Londra, Boston, Parigi, San Pietroburgo, Atene, Bodrum): grazie alla mostra “Thalassa”, il MANN si configurerà, sempre più, come centro di cultura euro- mediterranea, capace di tracciare, in un iter dotto e divulgativo al tempo stesso, i percorsi che hanno fatto grande la nostra storia. Tra Vecchio Continente e nuovi mondi, il mare dell’antichità sarà presentato come luogo reale di integrazione, in cui il melting-pot culturale ha garantito la dimensione sempreverde di un patrimonio da valorizzare: diverse le sezioni in cui sarà articolata la mostra, per collegare il mare al mito ed al sacro, all’esplorazione ed alla navigazione, al commercio, alla guerra, all’otium, alle risorse marine ed alla vita di bordo. Il percorso espositivo nasce dalla collaborazione scientifica con l’Assessorato alla Cultura ed all’Identità Siciliana della Regione Sicilia e con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei. A latere ci saranno: una mostra fotografica al Castello di Baia sui primi esploratori del mare dei Campi Flegrei e della Sicilia; una mostra dei fumetti di Ugo Pratt dedicata a Corto Maltese nel mese di aprile insieme a Comicon; si spera, inoltre, in un altro evento con Erri De Luca che racconti quello che il Mar Mediterraneo oggi offre; anche l’arte contemporanea a corollario con un progetto dell’artista napoletana Rosy che parlerà di come il mare abbia significato per molti napoletani un punto purtroppo di partenza dalla madrepatria soprattutto tra ‘800 e ‘900.

I Lavori 2019 / 2020

“Si sente dire che i musei di Franceschini hanno avuto tanti finanziamenti, io rispondo così: tanti Enti che nel tempo hanno avuto tanti finanziamenti, li hanno rimandati indietro. La capacità di un istituto non si valuta sulla base dei finanziamenti ma sulla percentuale di spesa di detti finanziamenti. Noi abbiamo impegnato tutti i soldi, si parla di oltre 40 milioni di euro, abbiamo fatto tutte le gare, e abbiamo avviato tutti i cantieri. Dall’11 di febbraio voi vedrete una facciata in qualche modo aggredita dai tubi Innocenti ma che sarà anche vestita da una bellissima grafica e daremo conto cantiere per cantiere di quello che si sta facendo, ma soprattutto accanto alla data di inizio del cantiere ci sarà la data di fine. E venite a parlare con il direttore per vedere se rispetto alla fine noi saremo precisi oppure non precisi. Se non lo saremo avrete una persona con cui parlare. Qui la differenza, con tanti cantieri che partono, non solo in questa città, in tutta Italia, ma non si sa quando finiscono”- è polemico Paolo Giulierini che si sofferma più volte e su più punti sulla contestazione nata e divampata maggiormente in questi giorni in merito ai direttori della Riforma Franceschini. Tiene a precisare che il lavoro svolto e i grandi risultati sarebbero stati pressoché impossibili da ottenere se ci fosse stata la vecchia macchina burocratica abbinata a una mentalità che spesso cozza con i tempi odierni e un museo al passo con essi. Che fa comunque ricerca e valorizzazione ma che deve anche essere più veloce e presente sul territorio, strumento di confronto ed esempio, luogo delle varie muse e contemporaneo nell’uso di nuove tecnologie. Dice chiaramente che vuole continuare il suo programma e restare per un secondo mandato e ironizza sui firmatari della petizione al ministro contro di lui e gli altri direttori di Franceschini.

I Cantieri

• Riallestimento sale imperatori, quelle al piano terra fino a quella del cielo stellato che ospiteranno la statuaria campana, riallestimento che si concluderà nel 2020;
• Il rifacimento delle coperture dei tetti, e in concomitanza il riordino dei depositi detti di “Sing sing” e delle cavaiole. Il tutto per avere nuovi depositi più fruibili e un sistema di open data di cui si sta occupando Floriana Miele per renderli il più possibile aperti a tutto il mondo.

Nel Braccio Nuovo

• a giugno fine lavori del giardino della Vanella e consegna dell’Auditorium (300 posti seduti);
• consegna, e poi scatteranno le gare, del ristorante e della caffetteria ed entro settembre poi consegna della sezione tecnologica pompeiana del MANN: “Porteremo quello che è stato il sogno di Maiuri ad un livello di contemporaneità, insieme al museo Galileo Galilei di Firenze che era anche stato il soggetto che aveva seguito le varie mostre di “Homo Faber” della tecnologia del mondo antico”

Apertura nuove sezioni

• 30 di maggio: Magna Grecia. Nel 1996 c’era stata l’ultima esposizione provvisoria. Andrà nelle sale che hanno ospitato la grande mostra sui Longobardi.
• Negli anni successivi seguiranno il riallestimento della sezione cumana e anche il restyling di quella di Neapolis per avere il “pacchetto completo”.
• Il 30 giugno: la Preistoria.
• In entrambe le sezioni saranno aperti al pubblico i mosaici. Il Mann vanta dei tappeti di pietra originali che provengono da edifici antichi della Campania che nell’Ottocento furono incassati a mo di pavimenti nell’istituto.
L’operazione Magna Grecia vede la collaborazione con la Sapienza di Roma e il progetto scientifico è del compianto professor Enzo Lippolis di cui si seguiranno le linee guida.
Per la caffetteria:
Una serie di corsi e controricorsi dei vincitori in sede Consip porterà ad avere il vincitore entro il mese di febbraio e quindi l’apertura slitta forse a maggio/ giugno anche se i locali sono pronti da più di un anno.

Prospettiva 2020: Un nuovo quartiere della cultura per il centro storico di Napoli

Il MANN fa rete con la città: grazie ad uno studio realizzato dall’Università di Roma Tre e dal Dipartimento di Architettura dell’Università “Federico II”, il processo di rinnovamento del Museo non si limita alle collezioni ed agli spazi espositivi, ma entra in rapporto sempre più stretto con il centro storico di Napoli. Prevista, infatti, la valorizzazione delle strade e dei giardini limitrofi al Museo e rientranti nel perimetro compreso tra il MANN, l’Accademia di Belle Arti e l’Istituto Colosimo: la fruizione dell’arte, così, non viene iscritta nella pertinenza di un solo istituto, ma rientra in un percorso più complesso all’interno di un vero e proprio quartiere cittadino dedicato alla cultura.

Il MANN per il sociale

Nel 2019 proseguirà l’impegno del Museo nel sociale: dopo la donazione dell’anno scorso, grazie alla quale alcuni clochard avevano ricevuto una fornitura di biancheria intima per due mesi, anche per quest’anno la Direzione del Museo, in collaborazione con Gesco (Consorzio di Coop Sociali), ne offrirà una dotazione ancora più ampia, capace di coprire un intero semestre. Con un atto concreto, il MANN darà un aiuto simbolico per sostenere le persone senza fissa dimora di Napoli: la biancheria intima, infatti, rientra fra gli indumenti di cui c’è urgente bisogno per favorire un processo di emersione dall’estremo disagio sociale che caratterizza alcune fasce della comunità civile. Va segnalato che il Consorzio di Coop Social Gesco ha avviato l’accoglienza diurna attraverso un servizio docce e di orientamento socio- sanitario rivolto alla popolazione autoctona ed immigrata che vive in condizioni di estrema marginalità urbana.

Proseguono, come sempre, le attività didattiche e divulgative a cura del Servizio Educativo del Museo. Novità per i bambini: oltre a  Mann for Kids si aggiunge MannBaby dedicato ai bambini piccolissimi di 3 – 4 anni.

Le grandi mostre del 2020

Lascaux 4.0:  Per celebrare il riallestimento e la riapertura della sezione preistorica del MANN, l’atrio del Museo ospiterà, da febbraio ad aprile 2020, l’esposizione internazionale sulle famose Grotte di Lascaux. Si tratta di una riproduzione fedele delle grotte francesi rinvenute nei primi anni del ‘900 e rese celebri dalla bellezza delle pitture rupestri, risalenti al Paleolitico superiore, che ne adornano le pareti. L’allestimento prevede, oltre alla riproduzione di una parte delle Grotte di Lascaux, diverse sezioni dedicate alla didattica, all’esplorazione sensoriale, alla documentazione storica, con un’attenzione particolare agli effetti di realtà aumentata, in
grado di ricreare la magia e le suggestioni di uno straordinario monumento storico e naturalistico.
I Gladiatori: Dopo la programmazione a Basilea, tra settembre 2019 e marzo 2020, nel maggio del prossimo anno sarà in calendario al Museo Archeologico Nazionale di Napoli un percorso espositivo sui Gladiatori: la mostra permetterà non soltanto di presentare al pubblico la collezione delle armi gladiatorie del MANN, ma anche di preannunciare una sua ricollocazione permanente negli spazi museali. Accanto alla ricerca scientifica, grande risalto sarà attribuito alle nuove tecnologie della comunicazione applicate alla materia archeologica.
I Bizantini: Da dicembre 2020, proseguirà al MANN la retrospettiva dedicata alle popolazioni che hanno connotato storia e tradizioni del territorio italico: dopo Longobardi ed Etruschi, sarà la volta dei Bizantini, cui verrà dedicata una mostra destinata a riscoprirne l’influsso nel Sud del nostro paese. Analogamente a quanto accaduto nelle precedenti esperienze espositive, anche per i Bizantini il taglio scientifico sarà legato alla matrice didattica e divulgativa, finalizzata ad avvicinare diversi tipi di pubblico alla riscoperta di pagine importanti della nostra storia.

Susy Martire

 

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 17 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 17 Gennaio 2019

Articoli correlati

Beni Culturali | 25 Marzo 2019

CENTRO STORICO

Dopo il crollo agli Incurabili, recuperate le ossa di Maria D’Ayerba: ora si pensa alla “cura”. Ma la Chiesa era esclusa dal progetto Unesco

Beni Culturali | 24 Marzo 2019

LA MOSTRA

Tappa napoletana alla Galleria Borbonica per la mostra “Il sogno di Bayard e l’ingegneria borbonica”

Beni Culturali | 23 Marzo 2019

L’ALLARME

La mensa ponderaria, frammento della Napoli aragonese da salvare

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi