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DALL’IRPINIA

De Chirico in mostra ad Avellino, dodici opere originali raccontano il maestro del Surrealismo

Eventi | 22 Novembre 2018

Negli spazi del Circolo della Stampa – Corso Vittorio Emanuele – ad Avellino è stata allestita dal Museo d’Arte MdAO con il supporto dell’associazione ACO, la mostra su Giorgio De Chirico. Disegni a matita e opere esposte per la prima volta in Italia, il titolo scelto dal curatore Stefano Orga è “Segno e Mistero”: fino a domenica si potrà godere di un evento unico per il Capoluogo, realizzato grazie alla disponibilità di collezionisti napoletani che hanno messo i dipinti a disposizione della città.

De Chirico, artista della metafisica

«Perché un’opera d’arte sia veramente immortale, deve uscire completamente dai confini dell’umano: l’intelligenza media e la logica le nuocciono. La concezione di un’opera d’arte che afferra una cosa che come tale non ha alcun senso, alcun tema, che dal punto di vista della logica umana non vuole assolutamente dir nulla, io dico che una tale rivelazione o concezione dev’essere in noi così forte, deve apportare tal gioia o tale dolore, che noi siamo costretti a dipingere, come il morto di fame a addentare un pezzo di pane che gli capita tra le dita».

Così parlava dell’arte Giorgio De Chirico, poeta della metafisica, ha dipinto il reale e l’immaginario segnando il ‘900 con opere enigmatiche e misteriose. Statue come manichini proiettano ombre lunghissime, la prospettiva è deformata, i soggetti appartengono alla cultura classica, quella della Grecia in cui è nato. Punto di riferimento per il surrealismo, ha reso la sua pittura – straniante e inquieta – eterna tanto da influenzare l’arte fino ai giorni nostri.

La mostra

Ad Avellino – da oggi fino a domenica – negli spazi del Circolo della Stampa saranno esposti dodici quadri originali del maestro De Chirico in una mostra dal titolo “Segno e Mistero” realizzata dagli Amici del MdAO e dal MdAO – Museo d’Arte con la collaborazione dell’Associazione Culturale ACO.

Un appuntamento esclusivo per la città ideato e curato dal critico d’arte Stefano Orga con la direzione artistica di Michela Femina: «E’ una iniziativa a cui lavoriamo da tre anni, una mostra di livello internazionale in cui sono esposte delle opere dell’artista uniche e preziosissime. Orgoglio della mostra è certamente questo disegno del 1929 rarissimo, che porta la data della sua prima esposizione a Parigi. Solo questo vale una visita – spiega il curatore Stefano Orga – ci sono anche lavori del Maestro De Chirico esposti per la prima volta in Italia, vengono da collezionisti privati soprattutto del napoletano che gentilmente le hanno prestate a noi, ritroviamo anche dei disegni davvero molto particolari che rendono la mostra di grande rilievo».

 Un Capoluogo poco abituato alla cultura

In una città che offre ben poco far arrivare Giorgio De Chirico è una sfida alla pigrizia culturale: «De Chirico è presente in numerose collezioni private ad Avellino, non è una novità per la città. Una mostra aperta al pubblico è invece una grande novità che forse la città neanche meriterebbe, perché è sempre stata poco interessata alle arti in generale, a quelle figurative in particolare. Se parliamo di attività culturali da realizzare non ci sono spazi e non c’è iniziativa. Esistono però associazioni e circoli che cercano di portare avanti una politica culturale su cui le istituzioni cittadine – e anche provinciali – latitano da circa quarant’anni. Si prova a fare quello che si può».

Ma quando a Stefano Orga chiediamo cosa sarebbe necessario fare per non annichilirsi, si capisce che le sue speranze non sono molte, ma la sua idea è chiarissima: «Non c’è mai stata nel Capoluogo un’idea di cosa fosse la cultura, dei bisogni a cui le politiche culturali dovrebbero rispondere, altrimenti avremmo avuto un centro espositivo per le piccole mostre organizzate dalle associazioni, ma anche per i grandi eventi. Qui non sono esposte riproduzioni o fotografie, si tratta di opere originali e questo fa la differenza. Far arrivare qui De Chirico è come far arrivare Caravaggio, abbiamo scelto Avellino perché è la città in cui vogliamo impegnarci per la diffusione dell’arte e della cultura, ci teniamo per questo alla partecipazione dei cittadini».

Maria Fioretti

Un articolo di Maria Fioretti pubblicato il 22 Novembre 2018 e modificato l'ultima volta il 22 Novembre 2018

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