fbpx
martedì 20 ottobre 2020
Logo Identità Insorgenti

DASPO A GENNY

Quando il reato è indossare una maglietta, non sparare

Identità, NapoliCapitale, Sport | 6 Maggio 2014

speziale libero

Berlusconi è condannato in via definitiva per diversi reati che vanno dalla “frode fiscale” allo “sfruttamento della prostituzione”, senza contare altri reati e processi ancora in corso a suo carico, in cui è indagato a vario titolo. Ma in ogni dove, tra giornali, tv, speciali, approfondimenti e quant’altro, possiamo notare  manifestazioni in suo favore che inneggiano alla sua “innocenza”, e addirittura lo stesso “pregiudicato” Berlusconi non perde occasione per attaccare la magistratura e i giudici che ne hanno sentenziato la colpevolezza in via definitiva, né quelli che ancora sono impegnati in processi a suo carico. Fin qui tutto bene, tutti tacciono… tranne Travaglio e qualche altro giornalista de” Il Fatto Quotidiano”, nessuno s’indigna.

Genny ‘a Carogna indossa una maglia durante il match di finale di Tim Cup tra Fiorentina e Napoli che riporta la scritta “Speziale Libero”, come gesto di solidarietà ad un Ultras (come Gennaro, appunto) della tifoseria catanese, con la quale da sempre la Curva A napoletana ha intrattenuto rapporti più che di amicizia.

Speziale è stato condannato ad 8 anni per l’omicidio preterintenzionale dell’Ispettore Capo di Polizia Filippo Raciti, che avvenne durante gli scontri di Catania – Palermo nel derby del 2007. Il ragazzo, tramite i suoi legali, ha chiesto la revisione del processo in quanto l’apparato accusatorio “fa acqua da tutte le parti”, secondo Speziale stesso, i suoi avvocati difensori, giornalisti, una buona fetta di opinione pubblica,  al punto che è stato addirittura scritto un libro sul suo caso.

Il processo, quindi, potrebbe essere riaperto. E, dunque, ammesso e non concesso che si viva in una “democrazia” dove tutti siano liberi di pensare e dire ciò che vogliano, manifestare il proprio pensiero in maniera pacifica in ogni forma possibile  dovrebbe essere il minimo garantito, e non ci pare che una maglietta possa “sparare” a qualche tifoso romanista!

Dovrebbe anche esistere la “presunzione d’innocenza”… ordunque: se il “processo Speziale” è stato riaperto, si può dimostrare, in modo pacifico (attraverso una scritta su una maglietta, appunto, o su uno striscione, come è accaduto in molti stadi d’Italia) una sorta di “vicinanza” all’imputato senza incorrere in reato, per il semplice fatto che si è accomunati da un’ideale (per quanto più o meno) condivisibile?

O Genny ‘a carogna è un criminale solo per questo? E se Genny ha il solo torto di aver indossato quella maglietta, Berusconi che torti avrebbe?

E perchè nessuno s’indigna se Don Silvio, o i suoi perbenissimi e “onorevolissimi” e per niente Ultras adepti pronunciano  la ormai famosa espressione “toghe rosse”?

Genny  non è forse colpevole solo di essere napoletano? E da vero napoletano, aver rispettato quello che tutta l’italia avrebbe dovuto rispettare anziché infischiarsene come ha fatto, e cioè la sorte del povero Ciro Esposito e degli altri ragazzi a cui hanno sparato fuori all’Olimpico?

Perché sia chiaro, di tutta  ‘sta storia è Ciro la vittima, a quanto pare designata, di un Ultras/Tifoso romanista, cioè sempre di quel tifoso ultras romanista che nulla c’entrava con la partita in questione, ma che guarda un po’ si trovava, armato di pistola calibro 7.75 in zona Tor di Quinto, nei pressi del parcheggio assegnato ai tifosi napoletani in arrivo da ogni parte d’Italia…( repetita iuvant).

L’ Ultras romanista di nome Daniele De Santis, fiancheggiato da altri ultras della Roma (che nulla c’entra, per carità) – stando alle prime ricostruzioni della polizia- avrebbe provocato, insultato e aggredito una decina di tifosi tra i quali Ciro Esposito appunto, che, assieme ad altri due compagni avrebbe poi reagito per difendersi dagli attacchi dei suddetti.

La dinamica, ormai, la conosciamo a memoria ed è superfluo approfondire visto che impazza su ogni quotidiano e telegiornale da ormai tre tristissimi giorni, anche se i colpi di pistola non sembrano esser riusciti ad “oscurare” Genny la carogna e la sua pericolosissima T- shirt!

Ormai è palese: per l’italia e gli italiani, per i media e i politici, la vigliacca aggressione a Ciro è solo il contorno marginale del ben più grave reato di cui si è macchiato Gennaro De Tommaso, capo Ultras della Curva A napoletana, ovvero quello di condividere un’ideale con una persona che, stando agli inquirenti, si è macchiata invece, 7 anni or sono del reato di omicidio preterintenzionale. Una persona che lui e tanti altri, ricordiamo, RITENGONO INNOCENTE. E  “Speziale libero” non è manco  stato un urlo! E’ una scritta su una innocua maglietta.

Come si dice in questi casi: la storia si ripete. Dopo Speziale, il catanese, il mostro da sbattere in prima pagina è Genny ‘a carogna… il NAPOLETANO!

Poi ci farete sapere, prossimamente, a quale articolo di legge corrisponde il reato di “essere napoletani”.

Vincenzo Serio

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Maggio 2014 e modificato l'ultima volta il 6 Maggio 2014

Articoli correlati

Identità | 17 Ottobre 2020

LA PROPOSTA

La festa di Sant’Antuono di Macerata Campania tra i beni immateriali dell’Unesco

Identità | 5 Ottobre 2020

NATALE CON VIRUS

San Gregorio Armeno, il Comune pensa a delocalizzare le fiere natalizie nei castelli di Napoli

Identità | 28 Settembre 2020

MEMORIE

Giuseppe Marotta su “Le 4 giornate” di Nanni Loy: “La Napoli più nobile, che spesso si autocondanna all’oblio”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi