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DASPO PER GENNY

5 anni senza stadio per "arrampicamento sul recinto"

Italia, NapoliCapitale, Sport | 6 Maggio 2014

genny a' carogna

Era tardi e non arrivava. Il daspo per Gennaro De Tommaso, ovviamente. Ah scusate, volevamo dire per” Genny ‘a carogna”, perché ormai è così che il capo ultras della curva A napoletana è noto praticamente al mondo intero, più del Papa, più di Michael Jackson, più di Sofia Loren.

Daspo di 5 anni, per la maglietta su Speziale e per l’arrampicamento sui recinti, firmato dai questori di Napoli e Roma, per chiudere in bellezza il quadro del “perfetto delinquente” che in questi giorni ha riempito, grazie alla maglietta indossata e alla presunta trattativa sull’avvio della gara di sabato, le bocche dei media di regime italiani e consumato l’inchiostro di pennivendoli e disinformatori dello stivale tutto.

Daspo di 3 anni anche a Massimiliano Mantice, anche lui sulle transenne. È ripreso in tante foto a dorso nudo in soccorso a Ciro. Dopo il primo gol anche lui ha lasciato l’Olimpico per andare da Ciro e dagli altri feriti in ospedale

Anche lui probabilmente per l’arrampicamento sulle transenne. Del resto le ragioni del provvedimento non importano a nessuno: l’importante era che un qualche provvedimento venisse preso per dare soddisfazione a quanti avevano gridato allo scandalo per aver visto Genny arrampicato sulle barriere di recinzione della curva dell’ Olimpico, a colloquio con Hamsik e forze dell’ordine.

Eh sì perché nonostante la “trattativa” tra il capo ultras e il resto( istituzioni, polizia e società calcio Napoli) sia stata smentita da Questore e Prefetto di Roma e dalla società di De Laurentiis, ancora si continua con questa balla inascoltabile della carogna che avrebbe tenuto in ostaggio lo Stato. Lo Stato?Ma quale Stato? Quello forse dei Renzi e dei Grasso, comodamente seduti in tribuna Autorità, più volte inquadrati tra chiacchiere coi vicini di poltrona, baci, abbracci, saluti e risatine varie? Noi è a loro che vorremmo dare un bel daspo, vorremmo vietargli di accedere alla vita politica in quanto rappresentanti di quella casta che ha ridotto il paese in miseria e il sud in fin di vita.

Le immagini riprese quella sera tra tribuna d’onore e curve sono la perfetta metafora della tragicomica situazione che l’ italia ormai vive: in tribuna si ride e si scherza, si parlotta del più e del meno; mentre fuori di lì c’è chi rischia la vita, chi non sa se sopravviverà esattamente come noi comuni mortali non sappiamo se arriveremo o no alla fine del mese. L’angoscia che si avverte forte aleggiare nelle curve, lo stordimento, il disorientamento dovuto all’incertezza, all’ impossibilità di capire cosa stesse realmente accadendo è identico al senso di smarrimento che assale quanti in questi mesi hanno perso il lavoro o non riescono più a pagare il mutuo; così come l’aria ben più “spensierata” che si respira in tribuna vip dà il senso della distanza tra quei due mondi, tanto vicini ma tanto, troppo lontani.

Cosa volete che freghi a loro se si toglie a un ragazzo la possibilità di vedere una partita per 3 o 5 anni? Cosa volete che freghi a loro delle ragioni, delle circostanze che possono aver prodotto certi comportamenti? Chi sbaglia paga, è vero, ma pare che in italia a pagare siano sempre gli stessi… l’italia è il classico esempio di paese forte coi deboli e debole con i forti. Noi lo sappiamo bene, l’abbiamo toccato con mano quanto questo stato sappia essere ingiusto nelle sue decisioni, nelle sue condanne: qualche mese fa uno dei nostri militanti ha subito un ingiustissimo daspo per aver difeso uno striscione (non nostro, tra l’altro) esposto durante la partita Italia -Armenia al San Paolo. Lo striscione non autorizzato conteneva un messaggio nobile e non certo violento, tentava soltanto di sollecitare l’attenzione nazionale sul problema della “terra dei fuochi”, tutto qui. Possibile mai che in italia basti questo per ricevere un provvedimento restrittivo così duro? Se non ti chiami Berlusconi, se non sei parente di Mubarak o del Renzi di turno sì, basta e avanza pure.

Anzi, a pensarci bene forse a Genny è andata di lusso: non è stato arrestato, almeno non per ora… perché sappiamo bene che, volendo, un reato qualunque sempre glielo trovano.

Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Maggio 2014 e modificato l'ultima volta il 26 Settembre 2014

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