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NarteA inaugura la stagione celebrando le Quattro Giornate di Napoli

Cultura, Eventi, NapoliCapitale, Storia, Teatro | 26 Settembre 2015

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Il 27 settembre non è affatto una giornata come tutte le altre per Napoli. In quella stessa data, nel 1943, la città partenopea insorse e combatté per la propria libertà, dando vita a quelle che poi vennero chiamate le Quattro Giornate di Napoli, uno dei momenti più difficili e allo stesso tempo più identitari della storia della città. E proprio “vita” è la parola chiave che l’associazione culturale NarteA ha deciso di usare per aprire la sua nuova stagione e per celebrare al contempo le Quattro Giornate: si chiama infatti “Noi Vivi” il primo appuntamento targato NarteA di quest’anno, che consisterà in uno spettacolo itinerante all’interno della Galleria Borbonica situata a Vico del Grottone 4. L’evento si terrà, come detto, domenica 27 alle 19:15 e alle 21, con prenotazione obbligatoria.

Il compito del regista dello spettacolo nonché direttore artistico di NarteA Febo Quercia, coadiuvato da Antimo Casertano, sarà quello di riportare il pubblico alle atmosfere della seconda guerra mondiale, in particolare verso il termine dei moti insurrezionali, ricreando così i luoghi improvvisati come rifugi bellici che tuttavia riuscirono a salvare la vita a milioni di persone. Il regista stesso ha spiegato così il suo spettacolo: “Bisogna fuggire, raccogliere velocemente in un lenzuolo le cose più ‘utili’ e trovare rifugio nell’unico posto dove forse ci si può salvare. Questa rappresentazione è qualcosa di molto diverso dal ‘comune’, sono previsti sette attori in scena ed il fattore emotivo sarà il vero protagonista, grazie anche al supporto organizzativo prestatoci dalla Galleria Borbonica”.

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Saranno Marianita Carfora, Antimo Casertano, Sergio Del Prete, Annarita Ferraro, Serena Pisa, Peppe Romano e Katia Tannoia i sette attori che si alterneranno sul palco – anzi, nella galleria – di “Noi Vivi”, indossando gli eccezionali costumi di scena di Antonietta Rendina. Ma “Noi Vivi” non è solo un titolo, no. È la storia della resistenza, la storia di una salvezza insperata alla quale ci si aggrappava con tutte le proprie forze per riuscire a vivere un altro giorno. Era una grande scritta incisa con il carboncino sulla parete della cattedrale, che si estendeva nel ventre tufaceo di Napoli. Era il testamento di tutti coloro che non non volevano arrendersi, che volevano ricordarsi di essere umani. Di essere vivi.

Sarà dunque compito di NarteA farci rivivere quelle sensazioni e quelle emozioni nel preludio di questa nuova stagione, che ci porterà come sempre alla (ri)scoperta di un altro patrimonio culturale sconfinato della nostra città e che ancora una volta non poteva essere lasciato annegare nell’oblio.

Lorenzo Pierleoni

Un articolo di Lorenzo Pierleoni pubblicato il 26 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 3 Dicembre 2015

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