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DE LUCA INDAGATO

Piazza della Libertà: altri guai per il Sindaco

Ambiente, Attualità | 16 Ottobre 2014

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Altro che “sorpresa geologica”: Piazza della Libertà riserva qualcosa di meno gradito- sebbene prevedibile- al sindaco di Salerno,Vincenzo De Luca.

Dopo le inchieste sul crollo e sullo smaltimento illecito dei rifiuti, “Piazza dell’incapacità” è ora oggetto di una terza indagine e, tra gli indagati, rispunta lui, il “Luce” di Salerno.

De Luca è però in ottima compagnia dell suo vice Eva Avossa e di circa mezza giunta, con agli assessori Alfonso Buonaiuto, Mimmo De Maio, Luca Cascone, Augusto De Pascale, Enzo Maraio, Ermanno Guerra e Franco Picarone , tutti accusati di falso in atto pubblico per aver approvato una variante da ben otto milioni di euro per far fronte ad alcuni “imprevisti” sorti nella realizzazione della grande piazza- quella che doveva competere con  San Pietro e col Plebiscito, per intenderci- ma che in effetti non è altro che un’orrenda e trista colata di cemento che per coprire il parcheggio sottostante avrebbe invaso, fino a far scomparire, la spiaggia di santa Teresa, e causato l’abbattimento di 5 bellissimi platani secolari.

Gli indagati, per la verità, sarebbero ben 22 e, secondo il pm Antonio Cantarella, le accuse andrebbero dal falso in atto pubblico alla turbativa d’asta e al peculato.

La “sorpresa geologica”  cui avevano fatto riferimento sia la direzione dei lavori che il responsabile del procedimento in corso, non sarebbe poi altro che la presenza di acqua nel sottosuolo e, essendo quel terreno attraversato notoriamente dal torrente Fusandola -cui fu addirittura deviato il corso- pare inverosimile che tale “acqua” possa essere stata considerata un evento imprevisto o imprevedibile, non essendo, chiaramente, piovuta dal cielo.

Lorenzo Criscuolo, il responsabile del settore Opere e Lavori pubblici del Comune, Domenico Barletta, il dirigente Antonio Ragusa, il direttore dei lavori Paolo Baia e il tecnico Sergio Delle Femine, si erano adoperati quindi per “potenziare le misure di impermeabilizzazione delle strutture interrate” introducendo anche un sistema  di controllo e smaltimento acqua denominato”well points”, e motivando così la necessità della variante in esame.

La Procura invece è convinta che tali lavori fossero già in essere a dicembre 2009 e cioè prima dell’approvazione della variante stessa che risale invece solo al febbraio 2011.

I tecnici  Ragusa, Baia e Delle Femine sarebbero anche accusati di aver falsato lo stato di avanzamento dei lavori insieme ai due costruttori della Esa-ditta appaltatrice con sede a Nocera Inferiore- Enrico e Armando Esposito; mentre Marta Santoro e Antonio Fiengo avrebbero falsato lo stato di avanzamento lavori circa la fornitura della pavimentazione.

La procura afferma che anche le gare sarebbero state turbate: sia quella per la realizzazione del “Fronte Mare-Area e Piazza S. Teresa”, che comprenderebbe parcheggi e spiaggia, sia quella relativa alla posa in opera della pavimentazione. Indagati, per questo reato, il capostaff del sindaco Alberto Di Lorenzo e i costruttori Belcore e De Vita, oltre che i dirigenti Barletta, Criscuolo e Ragusa.

Accusati di peculato altri imprenditori e tecnici oltre a Patrizia Lotti, della Lotti Associati, ditta di progettazione dell’area, per la liquidazione di alcune somme di denaro non dovute.

In tutto questo gli otto milioni di euro non si sa che fine abbiano fatto visto che la finanza non avrebbe  ritrovato alcuna traccia di essi nei conti della Esa, la quale, per giunta, è fallita.

Siamo però certi che quei soldi non siano finiti in mare insieme alle acque del Fusandola che ancora sfocia lì davanti, ma che siano”confluiti”- chissà come – nelle solite tasche dei soliti noti.

Floriana Tortora

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 16 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 21 Ottobre 2014

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