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De Luca: “Ripresa dei contagi in Campania. Scuola, 2280 in più in 10 giorni. Presto le decisioni”

Attualità | 5 Febbraio 2021

A cura di Aniello Napolano – Lucilla Parlato

Discorso di Vincenzo De Luca, 5 febbraio 2021

Cari amici abbiamo alle spalle una settimana ricca di eventi, a cominciare dalla nomina di Mario Draghi a candidato presidente del consiglio. E’ stato un colpo d’ala da parte di Mattarella la chiamata di Draghi, che è una persona di rilievo e prestigio internazionale. Abbiamo respirato aria nuova da quando ha cominciato a parlare Draghi, aria di semplicità, sobrietà, dopo un decennio di demagogia fatta con supponenza ed incompetenza nel nostro paese. Nel quale non siamo stati capaci come forze politiche nazionali di approvare uno straccio di riforma istituzionale che strappasse l’Italia dalla palude della politica politicante che abbiamo conosciuto in queste settimane.

Anomala seconda nomina di Conte

Già la nomina a presidente del consiglio di Conte la seconda volta è stata una vicenda anomala, in nessun paese del mondo nel giro di poche settimana avremmo avuto un presidente in grado di passare da una maggioranza ad una di segno opposto ma ci siamo autoconvinti che era normale. Ma già quella non lo era. Una cosa da paese nel quale si rispettasse la dignità della politica, abbiamo fatto finta che si poteva andare avanti muovendosi in quel modo. Abbiamo mobilitato la tradizione italiana del trasformismo senza considerare neanche per un attimo che l’immagine trasmessa ai concittadini era devastante e cioè che è tutto indifferente, che la coerenza non vale nulla e non ci sono principi.

La nomina di Draghi costringe tutti a fare i conti con le proprie contraddizioni

Si badi nella politica la mediazione ed il compromesso sono indispensabili ma non coincidono con la totale mancanza di coerenza e dignità politica. Ora la nomina di Draghi costringe tutti quanti a fare i conti con le proprie contraddizioni, i cinque stelle che nel giro di due o tre anni hanno assunto posizioni che sono l’esatto contrario di quello che hanno raccontato in 10 anni, sulle alleanze politiche che escludevano, sulla lotta alle correnti dei partiti, altro che correnti nei cinque stelle. sull’impegno a fare sempre streaming, sottoposto alla conoscenza e al giudizio degli iscritti e dei cittadini, le grandi opere, la posizione sui vaccini, la posizione assunta per 10 anni anche su un avviso di garanzia, bisognava mandare a casa chi aveva funzioni pubbliche per un avviso di garanzia e poi per la Raggi, l’Appendino le regole sono cambiate.

Persino quando si sono costituiti i governi bisognava andare a piedi a lavorare, mi ricordi i primi ministri per le prime 24 ore andavano con i mezzi pubblici. 24 ore. Poi con le macchine di servizio. Bene così, se come è stato detto dobbiamo diventare maturi, così ha detto un dirigente 5 stelle, va bene cosi. Speriamo si consolidi questo processo di maturazione e di serietà, c’è solo da rilevare che si poteva arrivare alla maturità con una adolescenza non cosi lunga, di 10 anni. Nella vita normale dura un poco di meno.

Il pd deve fare i conti con la realtà

Per il pd, ci sta da fare i conti con la realtà, il Pd rimane un partito con identità non definita. Questa è la mia opinione chiara. Sto ripetendo da qualche anno che se domandiamo ad un qualunque cittadino italiano quali sono le proposte fondamentali del pd quel cittadino non avrà risposta. Non ci sono posizione definite su grandi temi, la giustizia, la sicurezza, il sud. Dovranno fare i conti con la realtà gli amici della lega, di FI, queste alleanze forzate nel centrodestra. E ora che si fa? Quando hai una personalità come Mario Draghi che fai? Continui a ripetere a pappagallo le polemiche contro l’Europa, l’Europa che si è trasformata grazie a Mario Draghi. Ora tutti quanti sono chiamati oggi i conti con la realtà e i propri limiti,  e gli elementi di demagogia o ideologismo che si sono portati appresso per 10 anni. Bene così. Se questo incarico a Draghi serve a determinare una presa di consapevolezza e innovazione, bene. Sarà un grande vantaggio per la democrazia italiana. Io direi di non suonare le campane a festa, Draghi credo che dovrà fare un percorso di guerra, vedete che già quando presenterà la lista dei ministri il primo bombardamento… ma intanto prendiamo atto che l’Italia ha preso una personalità che per la sua sola storia da prestigio al Paese e ci dà credibilità in Europa e nei mercati finanziari.

Con Conte due o tre anni di cose bizzarre

Per il resto si è conclusa la stagione del governo Conte II.  Devo dire che noi abbiamo conosciuto in questi due o tre anni cose bizzarre, abbiamo visto cose che noi umani neanche avremmo immaginato di vedere e l’ultima di queste meraviglie l’abbiamo vista quando è stato portato davanti a palazzo Chigi un tavolino, spoglio, mi sembrava anche con la vernice un po’ scrostata… si è immaginato che almeno un banco, buono, c’era in Italia.

Poi con il passare dei minuti, si è pensata altra cosa: che volessero accendere un barbecue, che volessero fare una bella grigliata a piazza Colonna. Abbiamo aspettato invano l’arrivo di Casalino con il grembiulino e la sporta delle verdure ma non è arrivato. E’ arrivato Giuseppe Conte che ha fatto un discorso breve ma ricco sintetico e significativo con il quale si è auto-attribuito la funzione di Mitterand italiano, cioè di federatore delle forze progressiste… ma è un compito arduo, ovviamente.

Nel breve discorso che ha tenuto conte era contenuta una affermazione impegnativa “io ci sono e ci sarò”, (ride), ci ha minacciato chiaramente, avrebbe detto Peppino a Totò nel ristorante di Milano, ci sono e ci sarò, ci ha minacciato chiaramente…

Battute a parte, se riuscirà ad essere il federatore del mondo progressista in Italia avrà fatto un lavoro importante sulla solidità della democrazia italiana. Gli anni futuri ci diranno se questo obiettivo è un cavallo per la sua coscia, diceva Montanelli.

Un moto di solidarietà per Draghi

Venendo alle nostre emergenza in attesa della fine del lavoro improbo di Mario Draghi, ho provato un moto di solidarietà per questo uomo saggio e mito che mi è apparso come un cristo quando ha cominciato a fare i colloqui con i cespugli, uno, due quattro, e lui seduto a quel tavolo, davvero merita tutta la nostra solidarietà, questo uomo votato al martirio. A cominciare dal covid, veniamo alle cose che pesano sulla nostra vita in attesa degli esiti della vicenda politica.

La ripresa dei contagi in Campania

Covid, bene stiamo assistendo ad una ripresa forte di contagi. La Regione Campania è stata una di quelle che ha goduto per settimane della collocazione nella zona gialla che, come abbiamo imparato, è una collocazione che consente di avere molta più flessibilità e aperture per le attività commerciale\vita sociale ecc. Tuttavia in un paese come l’Italia nel quale la zona gialla si accompagna a controlli zero era inevitabile e prevedibile questa ripresa forte dei contagi.

1500 positivi al giorno questa settimana

In campania stiamo registrando oramai da una settimana un tasso di positivi estremamente pesante: viaggiamo da qualche giorno sui 1500 nuovi positivi, tasso di contagio 10%. Non vi fate impressionare dalla percentuali di contagi che danno a livello nazionale perché come avete visto da qualche tempo è un’altra truffa mediatica, si valutano le percentuali di contagi non sui tamponi molecolari ma antigenici che non sono affidabili, quindi quando sentite il 5, il 4, il 3 come percentuale di contagio, siamo al 10% di positivi sui tamponi veri. 103 sintomatici in Campania. Cioè dopo settimane di zona gialla, come prevedibile, siccome nessuno ha messo in piedi i controlli indispensabili, stiamo registrando una ripresa grave di contagi.

Movida e scuole i canali di ripresa del contagio

I canali di ripresa del contagio sono fondamentalmente due: la movida e assembramenti nelle piazze, migliaia di ragazzi e ragazze, tantissimi senza mascherine e la riapertura delle scuole. vi dirò poi dopo sulle scuole.

Situazione dei vaccini

Situazione dei vaccini: noi abbiamo ricevuto 50.000 vaccini in meno in relazione alla popolazione. Nella fase 1 diretta ad immunizzare personale sanitario, delle RSA e la distribuzione fatta nella prima fase e già stata profondamente squilibrata perché non è avvenuta in proporzione al numero degli addetti socio sanitari ma con criteri profondamente sbagliati.

Allora, noi abbiamo chiesto intanto che la distribuzione dei vaccini avvenisse in base alla percentuali della popolazione regione per regione rispetto alla popolazione nazionale. Attendiamo intanto che ci siano inviate 50.000 dosi di vaccino per quelli distribuiti nella prima fase. Adesso si apre la seconda fase per gli ultra ottantenni. Ci viene detto, ed è vero, che la Campania ha la popolazione più giovane d’Italia. Abbiamo meno ultraottantenni, bisogna privilegiare le altre regioni e va bene. Io sono per rispettare criteri oggettivi. Ma quando parliamo di privilegiare una regione diciamo semplicemente che anticipiamo i vaccini ma alla fine il criterio che deve essere rispettato è un vaccino per ogni cittadino. Quindi attendiamo di recuperare i vaccini non avuti nella prima fase per il personale socio sanitario che sono 50.000. Poi attendiamo di recuperare quelli che non abbiamo ricevuto per la vaccinazione degli ultra ottantenni.

Sapete che abbiamo avuto un rallentamento nella consegna dei vaccini molto pesante, vi faccio un esempio cosi che possiate immaginare la realtà.

Per uscire dalla Pandemia vaccinazioni al 70 per cento

Noi per uscire dalla pandemia dobbiamo vaccinare il 70% dei cittadini italiani, quando dico vaccinare dico 2 somministrazione, la prima e il richiamo, per quelli che sono i vaccini oggi disponibili. vi do i numeri della distribuzione che ha avuto la regione Campania: abbiamo avuto nel mese di febbraio, dico abbiamo avuto, nel senso che questa è la programmazione, avremo l’8 e il 15 febbraio questa distribuzioni: diciamo abbiamo 270.000 mila dosi fra Pfizer e Moderna e 104.000 dosi di Astrazeneca se e quando verranno. Diamo per buoni questi numeri e dividiamo per due visto che dobbiamo fare due somministrazioni per rendere efficace la vaccinazione.

Se si continua con queste dosi ci vorranno due anni

Dunque noi avremo se tutto va bene circa 180.000 persone da vaccinare nel mese di febbraio, diciamo fra metà febbraio e marzo, nell’arco di un mese 180.000 persone vaccinate. In Campania dovremmo vaccinare 4.600.000 persone: se andiamo con questo ritmo in 10 mesi noi avremo 1.800.000 persone vaccinate, per arrivare a 4.600.000 vaccinati noi impieghieremo due anni, questo ci dicono i numeri.

Impossibile, come dice qualcuno, vaccinare tutti entro giugno

Quando sento dire “noi per giugno” avremo vaccinato tutti, ho sentito qualcuno in Lombardia dire che a giugno… ma per cortesia, evitiamo di continuare a dire stupidaggini ai concittadini. Parliamo un linguaggio di verità per quanto duro esso sia, ma evitiamo ogni volta docce fredde, evitiamo di dire cose che verranno smentite dopo una settimana. Questi sono i numeri, in base all’attuale distribuzione: in Campania in 10 mesi se tutto va bene vacciniamo 1.800.000 persone. Per vaccinare tutti arriviamo al 2023 e badate non stiamo parlando dell’effetto varianti del virus, perché per adesso ci viene detto che il vaccino copre alcune varianti, inglese sicuramente, ma se dio non voglia vengono fuori varianti che non sono coperte dai vaccini noi saremo trascinati in una tragedia senza fine.

Ora non angosciamoci ma è bene sapere che la realtà è difficile e complicata. Ed a maggior ragione non ci possiamo consentire rilassamenti, comportamenti irresponsabili, questa è la realtà con cui dobbiamo fare i conti, non so come dirlo.

Il covid è un problema grave e serio con cui dobbiamo fare i conti

Poi possiamo pure fare finta di chiudere gli occhi, noi continuiamo ad avere in italia 4/500 morti al giorno, io vorrei darvi di parlare con qualche familiare di qualche nostro concittadino che ha perduto una madre, un padre un parente, perché possiate avere la descrizione diretta di ciò che significa morire di Covid. Non voglio forzare i toni, ma voglio che tutti sappiano che ci sta un problema grave e serio con cui dobbiamo fare i conti.

Allora… noi attendiamo che ci siamo nelle forniture di vaccini. Vi ho detto la realtà ad oggi. Nel mese di febbraio speriamo che entri in campo altro vaccino se avremo la disponibilità quest’estate del vaccino Johnson e Johnson è molto più semplice la somministrazione con una sola iniezione. Ma ad oggi queste sono speranze, oggi dobbiamo fare i conti con questi numeri

Scuola: le problematiche sono tutte aperte

Questo problema si intreccia con quello della scuola, ovviamente. Avevo dato la scorsa settimana alcune raccomandazioni al mondo della scuola, nessuna ordinanza ma avevo segnalato dei problemi raccogliendo le preoccupazioni delle mamme e dei papà e della stragrande maggioranza dei docenti.

Ora noi siamo andati avanti in queste settimane avendo una pressione da parte del ministro della pubblica istruzione che io considero il peggiore ministro della pubblica istruzione nella storia d’Italia da Francesco de Santis in poi. Il ministro ha esercitato in continuazione pressione sui dirigenti scolastici, sul mondo della scuola per far aprire sempre e a prescindere.

Allora vorrei parlavi da padre di famiglia: non so quale linguaggio possa essere più appropriato per affrontare il tema della scuola. Ma volete che non sappiamo anche noi quanto sia delicato non avere la frequenza scolastica normale? Quanti problemi si determinano? Ma vorrei che partissimo tutti quanti da una convinzione, che la priorità è tutelare la salute e vita dei nostri figli. Credo che almeno su questo, da madri e padri dovremmo essere tutti d’accordo, da docenti, da educatori dovremmo essere d’accordo anche se poi ci sarà sempre qualcuno che farà il ricorso, che dirà che vuole aprire tutto a prescinder. Ma io mi permetto di parlare da padre ai padri e madri.

I dati del contagio dopo 10 giorni di apertura delle scuole campane

Vi voglio raccontare i dati che abbiamo oggi nelle scuole dal 25 gennaio al 4 febbraio, cioè 10 giorni di apertura scolastica. Vi leggo questo dati che sono primi dati comunicati da Asl che fanno parte dei dati. Poi ci saranno altri dati offerti ad unità di crisi regionale che valuterà i dati epidemiologici. Ci darà il proprio orientamento e sulla base di questo prenderemo delle decisioni. Ma i dati sono questi: fascia di età 0-5 anni abbiamo registrato 573 positivi. fascia 6-10 anni, 617 casi positivi, nella fascia 11-13 anni, 351 positivi. nella fascia 14-19, 739 casi positivi, complessivamente nel periodo 25 gennaio-4 febbraio 2280 nuovi positivi, parlo nel mondo della scuola generale e in 10 giorni.

Nella Asl di Napoli ci dicono che solo negli ultimi tre giorni si sono avuti i seguenti casi fra studenti: scuola infanzia-elementari 16 studenti. Quando parliamo di studenti intendiamo che l’Asl oltre ad individuare i contatti positivi nel singolo soggetto, poi deve individuare i contatti stretti, che sono mediamente quelli scolastici, 20 contatti stretti, i familiari, circa 4 familiari, e quindi sono numeri che richiedono un lavoro enorme di controllo per ogni positivo.

Quindi vi dicevo Napoli. negli ultimi 3 giorni, 16 studenti positivi nella fascia infanzia, cioè 257 contatti stretti scolastici, 51 contatti familiari. Scuole medie: 20 studenti positivi, cioè 184 contatti stretti scolastici, 59 contatti stretti familiari. Superiori: 18 studenti, 45 familiari. Cioè negli ultimi 15 giorni abbiamo registrato città di Napoli, scuole dell’infanzia ed elementari +30%. Se leggiamo questo dato negli ultimi 30 giorni, +60% di contagi. Questi sono i dati rispetto ai quali siamo obbligati a ragione e prendere decisioni da padre di famigli, da madri di famiglia, da educatori.

Sulla scuola si attendono valutazioni dell’Unità di Crisi Regionale, in giornata

Allora vedremo quello che valuterà oggi unità di crisi regionale, ma è del tutto evidente che questa situazione non la possiamo reggere e badate, anche nelle scuole dove non abbiamo i 10 o i 20 positivi, nel giro di 4-5 giorni dovremo sapere che arriveremo ad avere i positivi.

La decisione che dobbiamo prendere è questa: facciamo lavoro di prevenzione avendo dei dati pesanti, ci preoccupiamo che questi dati non si estendano in maniera esponenziale alle famiglie e poi a tutti i cittadini o decidiamo di rimanere passivi ed intervenire fra un mese, quando avremo le Terapie Intensive già ingolfate di pazienti destinati spesso a perdere la vita. Questa è l’alternativa che abbiamo oggi. intervenire sulla base di quei dati preoccupanti e fare un lavoro di prevenzione o rimanere fermi ed intervenire fra un mese avendo 1000 morti in più.

Non ho come dire, serenità a dirvi queste cose ma il dovere di dirvele da padre di famiglia, vedremo nelle prossime ore le decisioni da prendere sulla base di questi dati l’unità di crisi.

Alcune osservazioni sui trasporti campani

Abbiamo convocato per domani mattina una riunione presso il genio civile di Salerno, abbiamo invitato anche le forze armate, genio militare per valutare se non sia possibile avere anche un intervento di straordinaria urgenza per ripristinare, anche in via provvisoria, i collegamenti stradali ma in ogni caso fare una valutazione approfondita su come affrontare questa emergenza che è di natura nazionale.

Abbiamo infine fatto altro passo avanti nella messa in servizio per i nuovi treni pendolari nel corso del 2021 saranno 15 treni nuovi messi in servizio, quindi mentre facciamo i conti con i problemi drammatici delle vaccinazioni, la scuola, cerchiamo di non distrarci rispetto ad altri problemi ed interventi che riguardano economia, infrastrutture.

Un bando di progettazione per le opere da inserire nel recovery plan

Stiamo in pubblicazione per un bando di progettazione per le opere da inserire nel recovery plan, cioè stiamo cercando di fare impossibile per tonificare anche l’economia. Abbiamo stipulato un contratto con la società di progettazione per l’ospedale unico della penisola sorrentina, 65.000.000, per il raddoppio dell’ospedale a Pozzuoli, ospedale di Giugliano, poi a Nola. Cioè cerchiamo di investire il miliardo strappato per edilizia ospedaliera.

I sindaci prendano autonomamente decisioni rapide

C’è davanti a noi un lavoro immane da compiere ma è del tutto evidente che se non affrontiamo e risolviamo il problema del contagio, tutto diventa 100 volte più difficile e anche la ripresa rimane obiettivo lontano da perseguire. Vi terremo informati sulle decisioni che prendiamo su epidemia, assembramenti e contagi. Tutto ciò che avevamo già previsto soprattutto per il mondo della scuola, purtroppo lo avevamo detto.

Invito i sindaci anche autonomamente a prendere decisioni rapide: vi ricordo che anche nelle zone gialle gli assembramenti sono vietati, se è necessario chiudere una strada o una piazza facciamolo.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 5 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 5 Febbraio 2021

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