venerdì 7 maggio 2021
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Decreto aperture: il “si salvi chi può” della ristorazione napoletana

Agroalimentare | 27 Aprile 2021

Ieri, lunedì 26 aprile, è entrato in vigore il decreto aperture del governo Draghi che tra le nuove normative regolamenta le riaperture del settore della ristorazione nelle zone gialle.

I ristoranti, le pizzerie ed i bar potranno riaprire sia a pranzo che a cena con servizio ai tavoli ma soltanto all’aperto. Le attività che non godono di spazi esterni dovranno continuare il lavoro esclusivamente con asporto e delivery.

Cosa succede a questo punto nel mondo del food? Come ha reagito il settore a questo nuovo decreto considerato per molti discriminatorio nei confronti di chi non ha spazi esterni?

Oggi abbiamo voluto raccogliere alcune testimonianze per avere un quadro più chiaro di quello che sta succedendo nel settore: iniziative a sostegno di chi non può riaprire, petizioni per indennizzi, un intero comparto diviso in due tra delusione e rammarico.

Siamo stati live all’Antica Pizzeria da Michele con Alessandro e Sergio Condurro per raccontarvi come il tempio della pizza, che esporta la napoletanità nel mondo, è fermo all’asporto e al delivery.

Abbiamo intervistato Nives Monda -titolare della Taverna Santa Chiara – e Massimo Di Porzio -titolare del Ristorante Umberto 1916 e presidente regionale FIPE –  che insieme hanno lanciato una petizione su Change.org per richiedere indennizzi e sostegni ai ristoratori esclusi da questo nuovo decreto.

Questi i nostri live.

 

Valentina Castellano 

Un articolo di Valentina Castellano pubblicato il 27 Aprile 2021 e modificato l'ultima volta il 27 Aprile 2021

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