sabato 15 dicembre 2018
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ATLANTE DEI LUOGHI DIMENTICATI

Poggioreale: degrado sulle tombe di Viviani, Di Giacomo e Russo

Beni Culturali | 23 Novembre 2018

Seconda tappa della  nuova rubrica chiamata “Atlante dei luoghi dimenticati”, una serie di racconti on the road sulle strade campane per  raccontarvi e gettare luce sui siti culturali ed archeologici che, per mala gestione e mala politica, sono abbandonati a sé stessi o addirittura dimenticati e ormai  totalmente fuori dai giri turistici della nostra regione.

 

In questa seconda tappa del nostro viaggio che assume oramai connotati quasi danteschi, siamo andati a visitare e toccare con mano il degrado e l’abbandono del cimitero di Poggioreale. Un complesso che occupa una superficie di circa cinquanta ettari, disposti sul versante meridionale della omonima collina, nell’area nord-orientale di Napoli al di fuori delle mura della città, così come voluto, dall’editto napoleonico di Saint Cloud. Tra storia e misticismo, si attraversa un complesso fatto di monumenti, cappelle e tombe che conducono il visitatore a quello che è forse il culmine della sua grandezza: il quadrato degli Illustri

Si ha la possibilità di depositare un fiore sulle lapidi marmoree di  personaggi come Viviani, E.A. Mario, Benedetto Croce, Enrico de Nicola, Francesco de Sanctis, Salvatore di Giacomo, Vincenzo Gemito, Saverio Mercadante, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo, Antonio Niccolini che hanno portato alto il nome di Napoli nel mondo. Dovrebbe quasi essere un dovere civico per i napoletani e l’ amministrazione dovrebbe tenere in grande considerazione o quantomeno essere più accorta nella gestione di questo quadrato cimiteriale (come leggerete e vedrete), invece ci ritroviamo un Ferdinando Russo la cui tomba è situata  vicino ad un cassone dei rifiuti, pieno tra le altre cose e la lapide di E.A Mario a cui manca incredibilmente la lettera M.

Schiaffo alla memoria dei nostri “grandi”

Al quadrato degli uomini illustri ci si arriva con molta difficoltà e con occhi  sconvolti dallo spettacolo di tombe divelte, rifiuti sparsi e capuzzelle di morti che ti sorridono mentre si  costeggiano le strade, senza indicazioni, che portano poi al luogo dove riposano  i protagonisti della nostra storia.  Nonostante questo però, saremmo lieti  di poter  finalmente omaggiare gli uomini illustri napoletani ma dopo un ultimo tratto a piedi  fatto con crescente fatica e smarrimento, l’incubo sviluppato durante la ricerca  per le cose che racconto in questo articolo si trasforma in avvilimento: incuria e  abbandono la fanno da padrone anche  (e sopratutto) nel quadrato lambendo le tombe e le lapidi dove riposano i nostri più illustri rappresentanti, come potete vedere nelle foto.

Girare tra i busti degli illustri e vedere lapidi staccate (come quella di Saverio Mercadante) tombe distrutte, spazzatura e sterpaglie che in alcuni casi sovrastano le cappelle,  come nel caso della lapide di Ernesto Murolo, è veramente un colpo al cuore. Uno schiaffo alla cultura napoletana. Di cui è reponsabile l’amministrazione comunale (per l’esattezza l’assessore Borriello, responsabile ai cimiteri).

 

La storia dimenticata, sotto piramidi di rifiuti

Iniziamo però dal principio: non esistono indicazioni di sorta. Nulla, niente, Niet. Se volete  visitare il cimitero di Poggioreale, o peggio, arrivare al quadrato degli uomini illustri  per omaggiare Croce e Viviani, che li riposano Ad aeternum dovete mettere in conto che la Storia in questa città talvolta viene colpevolmente dimenticata sotto piramidi di rifiuti. Già solo capire la posizione esatta del quadrato diventa cosa molto ardua, quindi armatevi di connessione, scarpe comode e pazienza infinita. Cercate spiegazioni  fra diversi siti , non essendocene uno ufficiale – nel 2018 sarebbe troppa grazia – e nessuna planimetria. Partite e arrivate scendendo lungo Santa Maria del pianto, la strada che divide le due parti del sepolcreto. Costeggiando i muri perimetrali scorgerete il desolante spettacolo di abusivi, abusanti (della nostra pazienza) e soprattutto l’atavica mancanza di indicazioni.

Superata questa difficoltà logistica si può  tranquillamente  entrare con l’auto parcheggiando dove  pare e piace, nessuno dirà nulla o si chiede cosa diavolo ci facciate in auto in giro per il cimitero, anzi paradossalmente a titolo personale  devo  lodare un addetto che mi ha  aiutato  a parcheggiare lungo la strada interna a due passi da una cappella gentilizia nel corso della mia ricerca.

Un incubo che ricorda le scale di Escher

Finalmente siamo all’interno del cimitero, pronti a rendere omaggio agli uomini che hanno reso un servizio immortale alla nostra città scrivendo il loro nome nella Storia. Questo almeno in teoria, dato che in pratica persino io che sapevo più o meno  dove si trovasse, al primo sopralluogo – per scrivere questo servizio ci sono andato più volte – mi sono perso due volte pur chiedendo agli addetti, rari oltretutto,  e in altre faccende impegnati.

Diciamo che avrei avuto bisogno di qualcosa di meglio di  generiche informazioni come un “sta la n’goppa” che pur essendo autoctono mi hanno un attimo spaesato, non osando immaginare come un turista straniero possa orientarsi in quel bellissimo dedalo di vicoletti che attraversano  quell’orgia di stili diversi che decora cappelle e monumenti senza nessun segnale, indicazione, una freccia o qualsiasi simbolo che indichi la strada giusta. Una sorta di labirinto di Dedalo del macabro in cui si può girare veramente per ore. Un incubo paragonabile solo al  percorrere le scale del famoso dipinto di Escher.

 

Una lunga storia di indifferenza

Purtroppo questo dell’abbandono e dell’incuria  è un problema noto da tempo a cui non si è mai voluto mettere fine. Con una rapidissima ricerca su internet possiamo trovare articoli addirittura risalenti al 2012 (qui )  o 2011 ( qui ) e nel 2016 ne abbiamo parlato già anche noi (qui )

Dodici anni di nulla, dodici anni  in cui neanche hanno avuto per sbaglio l’idea non di valorizzare, pretesa troppo ambiziosa per una classe politica quantomeno mediocre ma creare un sito, nel 2018 sarebbe pure ora, come hanno fatto a Milano (qui) per tentare di dare almeno ragionevoli indicazioni o venire in aiuto ai napoletani e ai turisti stranieri visto che ci si riempie – forse pure troppo- la bocca con la frase fatta “turismo=ricchezza”.

In Europa i cimiteri monumentali sono mete turistiche

Equazione per altro non sbagliata, a saperle sfruttare le cose, viste che oltre all’esempio italiano di Milano in tutta Europa sempre più persone sono attirate dal discreto fascino cimiteriale e da una ricerca affannata alle tombe famose. Si va al Pére Lachaise di Parigi per poggiare un fiore sulla tomba di Marcel Proust, di Edith Piaf, di Amedeo Modigliani, di Jim Morrison o di Paul Eluard ; si prende il battello, approdando all’isolotto di San Michele a Venezia, per innaffiare le piante cresciute davanti alle lapidi di Joseph Brodskij o Ezra Pound; ci si inoltra nella periferia di Praga, al cimitero ebraico, per collocare un sasso sul sepolcro di Franz Kafka; si sfida la pioggerella perenne di Londra per rintracciare tra i viali di Highgate il monumento funebre di Karl Marx.

Ma ciò che in altre città è normalità e come visto addirittura messo a reddito nel settore turistico, a Napoli sembra dover diventare un fatto eccezionale. Anzi addirittura in questo caso, vista la sciatteria e l’abbandono,  diventa  quasi un insulto alla memoria, uno sputo postumo a chi con le proprie azioni e intelletto ha reso grande questa città.

Non cancelliamo la nostra Storia

Noi  tutti abbiamo  una grande responsabilità di fronte alla Storia, ossia quella di onorare la memoria di uomini illustri che hanno contribuito al progresso dell’umanità. Impedircelo e lasciare  le tombe al loro destino, vittime di trascuratezza e dimenticanza significa letteralmente cancellare dalla memoria chi, nel nostro passato, la Storia (di Napoli, d’Italia e del mondo) l’ha fatta.

 

Aniello Napolano

Aniello Napolano

Amo i miti, la storia e Napoli sin da quando mi ritrovai davanti l’Odissea e i grandi miti greci di De crescenzo.

Scrivo di storia, incuria e luoghi dimenticati

Tifoso napoletano e sarrista, ma è solo per litigare.

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